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I presepi storici di Roma in bicicletta

28 Dicembre 2025


Dal Presepe dei Netturbini al Bambinello dell’Ara Coeli, visiteremo i più bei presepi storici di Roma, tra i quali il magnifico presepe napoletano del Settecento nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali, l’antichissimo presepe di Santa Maria Maggiore realizzato da Arnolfo di Cambio nel 1291, il presepe artistico Pinelliano di Piazza di Spagna, simbolo del Natale romano, il presepio  allestito nel ‘700 da uno degli ultimi maestri presepari, Nicola Maciariello, nella chiesa di Santa Maria in Via. Appuntamento ore 09:45 di fronte al Presepe dei Netturbini, in via dei Cavalleggeri n. 5.





PROGRAMMA

Tipologia Difficoltà Lunghezza Dislivello Trasporto
Cicloturistica 🟢🟢⚪⚪⚪ Percorso con lievi dislivelli, facile 10 km 100 m 🚲 Solo bici

DETTAGLI USCITA

Roma vanta una forte tradizione dell’arte presepiale. Già dal ‘600 la nobiltà romana commissiona ad artisti famosi come il Bernini, del quale si ricorda un presepe realizzato per il Principe Barberini, la realizzazione di sontuose opere, in linea con il gusto del tempo. Anche il ‘700 mantiene viva la tradizione dei presepi nelle case patrizie, nelle chiese e nei monasteri. L’uso del presepe natalizio, in precedenza spettacolo riservato ai benestanti, si estese ad inizio Ottocento ad artigiani e piccoli imprenditori. Non solo, dunque, presepi allestiti nei conventi e nelle chiese (come quello famoso dell’Aracoeli) né solo presepi ospitati nei palazzi signorili, come quelli del principe Boncompagni Ludovisi o dei Borghese. I presepi si diffondono a livello popolare grazie agli stampi di innumerevoli serie di statuine in terracotta modellate da artigiani figurinai, tra i quali anche Bartolomeo Pinelli, famoso in seguito come pittore della Roma del suo tempo. Andremo a vedere i più interessanti:

1 Presepe dei Netturbini

Uno dei presepi più curiosi e antichi da scoprire a Roma è quello realizzato dai netturbini, custodito in Via dei Cavalleggeri, detto anche “il presepio dei romani”.

Questa installazione, curata storicamente da AMA (la società di raccolta rifiuti di Roma), si distingue per l’uso creativo di oltre 2.000 pietre portate da pellegrini di tutto il mondo (inclusa una pietra lunare e un frammento di meteorite proveniente da Marte).

Si tratta di una fedele riproduzione in miniatura della Palestina di 2.000 anni fa: visitarlo è come fare un viaggio alla scoperta di un mondo lontano, ci sono 100 casette tutte illuminate costruite in pietra di tufo e lastre di selce (i tipici sanpietrini), 54 strade, 3 fiumi lunghi complessivamente 9,50 metri, 7 ponti e 4 acquedotti realizzati con marmo del colonnato di San Pietro dismesso durante un restauro. E ancora 870 gradini, 24 grotte scavate nella roccia, 2 pareti umide che formano stalattiti e ben 270 personaggi.

È un esempio di come la tradizione del presepe possa contaminarsi con il contesto urbano e sociale, raccontando la Natività attraverso materiali simbolici e una concezione meno canonica dell’arte presepiale.

2 Presepe di Piazza San Pietro

Il presepe di Piazza San Pietro, il più famoso al mondo, è diverso ogni anno poiché viene realizzato da diverse città del mondo.

Per il Natale 2025, il presepe è stato realizzato dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno (Campania), ispirato all’architettura e alle tradizioni dell’Agro Nocerino-Sarnese, con una particolare dedica a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

3 Presepe della Basilica dei Santi Cosma e Damiano

La basilica, nel chiostro, custodisce un monumentale presepe napoletano del Settecento, donato alla chiesa nel 1939 da Cataldo Perricelli, un cittadino di origine napoletana. Nel 1988, al presepe furono sottratti alcuni pezzi. L’opera, restaurata e integrata da Giulio Strauss, è tornata visibile al pubblico nel 1994.

La scena della Natività, che vede nascere il bambinello tra le colonne del foro romano, con lo sfondo della Roma dell’epoca, è inserita in una folla intenta nelle faccende quotidiane – un venditore di castagne, un fruttivendolo, un contadino che raccoglie uva, un soldato, un taverniere…

Il presepe si distingue per la qualità artigianale delle sue statuine: il corpo è costituito da un manichino di stoppa con la testa, le mani e i piedi in terracotta. Le parti in terracotta venivano dipinte a mano e arricchite con abiti di stoffa, le cui riproduzioni sono frutto di uno studio attento e minuzioso dei costumi e delle tradizioni popolari dell’epoca. I personaggi (chiamati pastori nella tradizione napoletana, pupazzi o pupazzetti nella tradizione romana), alti circa 30-40 centimetri, sono disposti in una scenografia che include montagne, ruscelli, edifici e scorci di vita popolare.

Una delle curiosità più interessanti di questo presepe è la cura con cui i maestri napoletani hanno ricreato le espressioni facciali e i gesti dei personaggi, conferendo a ciascuno una personalità unica. Il presepe si arricchisce per la minuziosa cura dei particolari, nella riproduzione di quei piccoli oggetti di vita quotidiana che si definiscono appunto “minuterie”.

Tra le figure più affascinanti si trovano il “pastore dormiente” e la “zingara”, figure che, secondo la tradizione napoletana, rappresentano l’attesa e il mistero del Natale. Il pastore dormiente, chiamato “Benino”, simboleggia il sogno dell’umanità in attesa della salvezza, mentre la zingara, che deriva dalle antiche Sibille, unisce profezia e presagio. In questo caso la sua presenza è simbolo del dramma di Cristo. Infatti, porta con sé un cesto di arnesi usati per forgiare i chiodi della crocifissione.

La Nascita di Gesù come da tradizione napoletana avviene all’interno di un “castello”, cioè su un’altura decorata con colonne e ruderi antichi, simbolo dell’antica civiltà pagana.

4 Presepe di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore, edificata nel IV secolo, custodisce uno dei presepi più antichi e significativi di Roma. Commissionato da Papa Niccolò V alla fine del XIII secolo (1290/91) e attribuito ad Arnolfo di Cambio, questo presepe è composto da otto statue scolpite in marmo e figure sacre di grande valore storico e artistico.

Per inciso, Nicolò IV fu il primo francescano a salire sulla cattedra di Pietro, circa 70 anni dopo il primo presepe vivente realizzato da San Francesco a Greccio.

La Basilica di Santa Maria Maggiore è famosa anche per due reliquie. La prima è la Sacra Culla (cunabulum) che custodisce quelli che vengono ritenuti i preziosi frammenti del legno della celebre mangiatoia che accolse Gesù Bambino. La seconda reliquia è il panniculum, un pezzo di stoffa della grandezza di una mano che, secondo la tradizione, è una porzione delle fasce con cui Maria avvolse Gesù Bambino, e che è oggi custodito in un reliquiario di grande valore donato da Pio IX.

Qui è stato seppellito Papa Francesco, primo ed unico Papa ad aver voluto situare il suo sonno eterno fuori dalle mura del Vaticano.

La storia della Basilica è strettamente connessa al presepe. Dopo la miracolosa nevicata del 5 agosto 358 la Basilica fu costruita sul Colle Esquilino per volere di papa Liberio. Successivamente, intorno alla metà del VII secolo la Basilica fu intitolata Santa Maria in Praesepium e al suo interno fu costruito l’Oratorio del Presepe destinato ad accogliere le reliquie provenienti da Betlemme (la mangiatoria dove venne adagiato Gesù e le fasce in cui fu avvolto). Con il tempo la Basilica assunse il titolo di “Seconda Betlemme” e per tutto l’Occidente cristiano divenne il Luogo della Natività meta di pellegrinaggio in occasione dell’arrivo del Natale.

Il gruppo scultoreo della natività di Arnolfo si trova nella navata di destra nella Cappella del SS. Sacramento o Sistina costruita dall’architetto Domenico Fontana per volere di papa Sisto V.

5 Il presepe di Piazza di Spagna.

Ogni anno il Comune di Roma allestisce un grande presepe pubblico a Piazza di Spagna. Si tratta del tradizionale presepe artistico “pinelliano”, allestito dagli anni ’60 con statuine in cartapesta e terracotta che riproducono scene di vita popolare ottocentesca, tipiche delle opere di Bartolomeo Pinelli, famoso incisore e pittore vissuto tra il 1781 e il 1835.

La sacra natività, al centro della scenografia, è allestita sotto la tettoia di un edificio su cui campeggia in alto la scritta “Locanda”, ai lati di una schiera di casette intonacate di rosa arancio e di un fontanile a muro con mascherone. Sulla sinistra, una porta rinascimentale ad arco sormontata da uno stemma papale immette alla strada in cui si affaccia un’edicola sacra con baldacchino e il locale dell’osteria “dar Turco”. Sul lato opposto, dopo la bottega della “Friggitoria”, una tipica piazzetta con la statua di Pasquino. Sulla piazza, sull’angolo di un edificio medievale con bifora, è apposta invece una targa settecentesca di Monsignore Presidente delle Strade con il divieto di gettare i rifiuti, realmente esistente a Trastevere in vicolo della Luce e di cui viene trascritto con precisione il testo dell’epigrafe. Personaggi quali l’oste, il caldarrostaio, il prete, il musico, il viandante, animano il presepe.

Per gran parte dell’Ottocento, le statuine del presepe, dette “pupazzi” o “pupazzetti” a seconda delle dimensioni, si potevano acquistare nelle “baracche” di legno costruite prima di Natale in piazza Sant’Eustachio e, dopo il 1870, nella fiera mercato della Befana di piazza Navona.

ll presepio è stato realizzato nel 1965 dall’artista Angelo Urbani del Fabbretto e da Vincenzo Confidati, scenografo del Teatro dell’Opera di Roma. A causa del deperimento dei materiali, la scenografia è stata sostituita nel 1988 da una copia basata sull’originale.

6 Presepe della Chiesa di Santa Maria in Via

La chiesa di Santa Maria in Via vanta un pregevole presepio napoletano del ‘700, creazione allestita da uno degli ultimi maestri presepari, Nicola Maciariello, che si può ammirare tutto l’anno.

7 Presepe dell’Ara Coeli

Si tratta di un antico presepio romano in cui si venera particolarmente il celebre Bambinello capitolino, presente oggi in copia perché l’originale fu rubato nel 1994, caratterizzato dalla spettacolare Gloria opera di Padre Codogno, realizzata nel 1828, e da figure a grandezza naturale opera di Luigi Ceccon datate al 1858. Il presepio è custodito nella seconda delle 25 cappelle a sinistra percorrendo la navata centrale. In questo antico presepe ci sono due personaggi veramente insoliti legati alla tradizione della chiesa. Si tratta di Augusto e della Sibilla Tiburtina, posti a ricordo della leggenda medioevale secondo la quale, la chiesa sarebbe stata edificata in seguito a una profezia ricevuta dal primo imperatore di Roma dalla Sibilla che gli avrebbe annunciato la nascita di Cristo.

Appuntamento
Ore 09:45 di fronte al Presepe dei Netturbini in via dei Cavalleggeri, 5. Per arrivare prendere la metro Linea A e scendere a fermata Ottaviano-San Pietro, oppure il treno dalle stazioni ferroviarie Termini, Ostiense o Tiburtina per la stazione ferroviaria Roma San Pietro che è situata a brevissima distanza a piedi (circa 5 minuti) da via dei Cavalleggeri 5.
Accompagnatori
Silvia Francesca Pietra

| WhatsApp:

3487362286

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Note

Cosa portare: casco, luci, acqua, kit riparazione bici. Pranzo al sacco.

Per partecipare: tessera 2025 oppure contributo di 5 € per i non tesserati (È possibile tesserarsi o rinnovare la tessera sul posto)


Per rinnovare la tessera annuale o diventare socio, ricordati di portare
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Dettagli

  • Data: 28 Dicembre 2025
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