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        <title><![CDATA[Recensioni]]></title>
        <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/index.php?blogid=12]]></link>
        <description><![CDATA[Libri, articoli, film sull'andare in bicicletta]]></description>
        <language>it-IT</language>
        <managingEditor>enrcarta@libero.it</managingEditor>
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        <lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2009 19:21:52 +0100</lastBuildDate>
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            <title><![CDATA[Due ruote per il futuro]]></title>
            <description><![CDATA[<!-- Keyword list: WORD1 WORD2 --> 
<img style="margin-left:170px;" src='./upload/img20090203191001.jpg' alt='prod_1208_due ruote per il futuro.jpg' />  
 
Oltre 100 interventi che raccolgono le voci di chi lavora e opera sul tema dell'uso e della promozione della bicicletta a livello nazionale ed europeo. 
Un punto di riferimento per tutto quello che riguarda lo stato dell'arte su: piste ciclabili, mobilità dolce e iniziative legate alle due ruote. 
 
 
Un volume che presenta puntualmente i progetti realizzati in varie citta' italiane ed europee, in molte regioni e province, evidenziando i punti d'eccellenza con l'obiettivo di mettere in rete le esperienze e focalizzare l'attenzione su quelle che potrebbero essere le successive evoluzioni legate alla mobilita' ciclistica e al turismo. 
 
Bike sharing, piste ciclabili, Codice della strada, politiche per gli spostamenti quotidiani in bicicletta, mobilita' sostenibile, i casi di Parigi, Lione, della Svizzera, delle Province italiane piu' attive, marketing turistico: questi alcuni degli aspetti di questo strumento indispensabile per un quadro completo sul mondo a due ruote... 
 
 
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            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=4955]]></link>
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            <author>beatrice.galli@uniroma1.it</author>
            <category>Libri</category>
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            <pubDate>Tue, 03 Feb 2009 19:21:52 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Due ruote per il futuro]]>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Il Ciclista ignoto]]></title>
            <description><![CDATA[<!-- Keyword list: WORD1 WORD2 --><!-- Keyword list: WORD1 WORD2 --><A HREF="http://www.beppegrillo.it/2006/12/il_ciclista_ign.html" TARGET="_BLANK"><u><b>http://www.beppegrillo.it/2006/12/il_ciclista_ign.html</b></u></A>   
   
Beppe Grillo parla di biciclette in città:
"Le città di Milano e di Nassirya si stanno gemellando. Letizia Moratti si recherà presto in Iraq in visita all’Eni. L’accompagneranno il marito petroliere Gian Marco Moratti, il cognato petroliere Massimo Moratti e la cognata verde Milly Moratti. Le due città hanno in comune i caduti per il petrolio. In Iraq per difendere i pozzi. In Italia per difendere gli utili dei petrolieri e dello Stato. I caduti civili sono molti di più dei caduti in guerra. Nella sola Milano la contabilità da inizio anno è per i ciclisti 812 feriti e 11 morti" <i><A HREF="http://www.beppegrillo.it/2006/12/il_ciclista_ign.html" TARGET="_BLANK"><u>(continua)</u></A></i> ]]></description>
            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=1254]]></link>
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            <author>marco.pie@gmail.com</author>
            <category>Articoli</category>
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            <pubDate>Sat, 09 Dec 2006 11:21:07 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Il Ciclista ignoto]]>
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            <title><![CDATA[Le tre piaghe: traffico, centro storico, periferie]]></title>
            <description><![CDATA[<!-- Keyword list: WORD1 WORD2 --><!-- Keyword list: WORD1 WORD2 --><A HREF="http://www.eddyburg.it/article/articleview/7675/1/39" TARGET="_BLANK"><u><b>http://www.eddyburg.it/article/articleview/7675/1/39</b></u></A>  
  
Un articolo pubblicato dalla rivista "Carta" nel novembre 2006 getta una luce sinistra sullo sviluppo della nostra città. 
Sconvolgente... io devo ancora riprendermi!

<i>"Roma ha infatti 893 auto per ogni 1000 abitanti a fronte di una media italiana di 724. Il confronto con l’Europa è disastroso. Il massimo numero di automobili è raggiunto da Madrid, 464 ogni mille abitanti. Vienna ne ha 363. Stoccolma 297."</i>]]></description>
            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=1252]]></link>
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            <author>marco.pie@gmail.com</author>
            <category>Articoli</category>
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            <pubDate>Sat, 09 Dec 2006 11:14:59 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Le tre piaghe: traffico, centro storico, periferie]]>
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            <title><![CDATA[Come difendersi dagli ambientalisti]]></title>
            <description><![CDATA["Come difendersi dagli ambientalisti", di Tullio Berlenghi, prefazione di Fulco Pratesi, illustrazioni di Sergio Staino, verrà presentato venerdì 3 marzo, ore 18.00, presso "La Feltrinelli Libri e Musica", angolo Piazza dei Martiri - Napoli. Partecipano, oltre all'autore, Stefano Apuzzo, Francesco Vergovich e l'on. Alfonso Pecoraro Scanio 
 
Si può stare dalla parte degli ambientalisti e scrivere un libro che ne mette alla berlina i difetti, gli eccessi e le ossessioni? Si può predicare (e praticare) l’ecologia e mettere insieme tutti i luoghi comuni dell’antiambientalismo, accreditandoli come verità rivelate? Si può teorizzare la necessità di cercare un modello di vita e di consumo più rispettoso delle risorse naturali e dell’ambiente e liquidare – allo stesso tempo – il “consumo critico” come “un modo molto triste di fare la spesa”? 
Evidentemente si può. Tullio Berlenghi, col suo libro (che sembra proprio un manuale di autodifesa), l’ha fatto. Con un’ardita acrobazia narrativa ha cercato di coniugare le proprie (genuine, a suo dire) istanze ambientaliste, con la pubblicazione di un irriverente e caustico pamphlet che proprio di queste istanze si fa gioco. Arrichiscono l’opera Fulco Pratesi che si presta volentieri all’autoironia e Sergio Staino che illustra da par suo il rapporto che l’immaginario autore del libro ha con la natura. Sotto sotto il libro sembra voler dire che le questioni ambientali sono davvero serie, dannatamente serie. Talmente serie che – parafrasando Georges Clemenceau - non dovrebbero essere lasciate agli ambientalisti. 
 
Hanno detto: 
 
“…scherzando e provocando, il libro è un utile ripasso delle buone regole per vivere, bene e tutti, nel nostro pianeta sempre a rischio di disastri”. Tuttolibri – La Stampa 
“Il gioco non si esaurisce però nella descrizione psicologica e subculturale di un modello antropologico diffuso nella realtà contemporanea delle società occidentali. Perché nelle argomentazioni antiambientaliste del suo personaggio immaginario Berlenghi introduce molte notizie e informazioni”. La Nuova Ecologia 
“Berlenghi irride l’ambientalista-militante che dice «Io vivo bene solo se so che il Chirocefalo è salvo». E aggiunge: «Quel pericoloso fanatico, a dire il vero, sono io»”. Corriere della Sera – Magazine 
“La principale trovata narrativa è l’invenzione dell’amico ambientalista, quel personaggio un po’ naif che ad ognuno può capitare di conoscere e del quale si sopportano affettuosamente le manie e le fissazioni”. Affari Italiani 
… una provvidenziale guida per difendersi da ambientalisti, verdi, ecologisti e affini che vogliono toglierci ogni vizio, comodità ed eccesso pur di salvarci vita e, esagerati!, Pianeta. Scherzando, scherzando Tullio Berlenghi, che da troppi anni bazzica i bassifondi verdi, è finito con lo scrivere il manuale giusto. Leggendo ci si rende conto che i suggerimenti contenuti in queste preziose pagine, illustrate da Sergio Staino, non sono esattamente quelli che il titolo lascia immaginare. Ogni pratica, ogni dato, ogni comportamento sano viene sanzionato e canzonato. Ma, mentre Berlenghi si prende gioco di noi poveri ambientalisti, in realtà finisce col sostenere le nostre tesi, finisce con essere profeta migliore dei tanti fra noi che sappiamo solo promettere sventura e offrire in consolazione cilici (sia pure biologici). Scherzando, scherzando, Pulcinella dice la verità, insomma. Modus Vivendi 
“… affidarsi al senso dell’umorismo degli interlocutori è operazione quant’altro mai azzardata che rasenta l’autolesionismo ed il suicidio”. Parchi – rassegna di cultura delle aree protette 
“L’io narrante è una persona “normale”, forse un po’ superficiale e sicuramente un po’ egoista, ma – a parte le prevedibili forzature caricaturali – decisamente in linea con il comune sentire”. Liberilibri 
Il titolo di questo nuovo libro di Tullio Berlenghi è già di per se tutto un programma. In chiave ironica e scanzonata l'autore raccoglie una miriade di dati e informazioni sulla psicosi ambientalista, una malattia particolarmente di moda in questi tempi. Jacopo Fo 
Quando divulgazione e ironia si incontrano 
Compratelo, regalatelo, fatelo girare. Fate in modo che entri nelle scuole. Dimenticatevelo sull’autobus nelle ore di punta. Ci sono più cose in queste 130 pagine che in tutta la vostra collezione di Modus... comprese le vignette di Staino!  Modus Vivendi 
 
“Non mi sembra un granché”. Una ex dell’autore 
 
<a href="http://www.edizioniibiscus.it" target="_blank">www.edizioniibiscus.it</a> 
 
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            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=629]]></link>
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            <author></author>
            <category>In Primo Piano</category>
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            <pubDate>Wed, 01 Mar 2006 21:36:46 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Come difendersi dagli ambientalisti]]>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Novit&agrave; 2006 'Quando tolsi le rotelle']]></title>
            <description><![CDATA[<b>Il Che in bicicletta</b> 
Oltre al celebre viaggio nel sub-continente in motocicletta, Guevara, ancora bambino, fece tutte le piste ciclabili di Caracas per andare a trovare lo zio materno, Joaquim 'Besno' Gutierrez, un veterinario sempre dalla parte degli umili. Dopo il successo dei 'Diari della motocicletta', esce da Feltrinelli 'Quando tolsi le rotelle', l'avventuroso diario del Che che racconta la sua precoce presa di coscienza, l'impatto con la realtà sociale, il suggestivo incontro con i campesinos e gli sfruttati in una via di Caracas, dove si erano recati per una visita medica. Il libro è corredato da un'intervista allo zio Besno, quasi centenario, che all'epoca non si era reso conto di avere a che fare con il futuro comandante rivoluzionario e lo ha saputo solo l'anno scorso dall'intervistatore, rimanendo molto meravigliato. 
 
Tratto dal sito  
<A HREF='http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=o&idCategory=4817&idContent=1230500'>www.espressonline.it<I></I></A> 
 
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            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=526]]></link>
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            <author></author>
            <category>Libri</category>
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            <pubDate>Wed, 04 Jan 2006 20:31:49 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Novit&agrave; 2006 'Quando tolsi le rotelle']]>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Fiab e Cm a confronto]]></title>
            <description><![CDATA[<img src='./upload/img20051202130131.JPG' alt='DSC01904r.JPG'>
<P>Ho assistito all'esame in sociologia del lavoro del gruppo di ricerca <B><I>"No Oil B side the city"</I></B>, presso la Facoltà di Sociologia della prima Università di Roma "la Sapienza", in cui si confrontano due realtà associative come la <B>Ciclofficina Don Chisciotte</B> e la <B>Fiab</B>, e due eventi caratterizzanti relativi: la <B><I>Critical Mass INTERPLANETARIA</I></B> del 29 maggio 2005 e il <B><I>Cicloraduno Nazionale FIAB a Roma "Veni, Vidi, Bici"</I></B> del 26 giugno 2005. 
<P>Sono materiali voluminosi: la tesi è <A HREF='./upload/file20051202124556.pdf'><b>un libretto di 131 pagine in pdf <I>(2619 KBytes)</b></I></A>. 
La presentazione e' un <A HREF='./upload/file20051202124557.zip'><B>file compresso in formato PowerPoint <I>(10416 KBytes</I>)</B></A>
<P>Il materiale è di interesse per la prospettiva che offre e cioè come le due realtà risultano agli occhi di soggetti esterni. 
 ]]></description>
            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=476]]></link>
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            <author></author>
            <category>Libri</category>
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            <pubDate>Sat, 03 Dec 2005 09:43:40 +0100</pubDate>
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                <![CDATA[Fiab e Cm a confronto]]>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Il Lazio di Bottali]]></title>
            <description><![CDATA[<img src='./upload/img20050914084047.jpg' alt='Lazioinbici.jpg' />

<i>Sono andato a ripescare questo libro di itinerari, peraltro ormai introvabile, in seguito ad una segnalazione comparsa sul  <a href="http://www.romapedala.splinder.com/post/5081242" target="_blank"><b>Blog RomaPedala</b></a> e rilanciata sulla mailing list della <a href="https://www.inventati.org/mailman/public/cm-roma/2005-September/017379.html" target="_blank"><b>Massa Critica Romana</b></a></i>
 
<b>Lazio In Bici</b> è sempre un "must", però  qualche annetto sulle spalle ce l'ha... è stato pubblicato nell'88 ma la stesura risale ad almeno vent'anni fa (se non di più), e quanto sia cambiata la <b>periferia di Roma</b> in vent'anni è cosa che si fatica ad immaginare, anzi, si fatica a rendersene conto perfino vedendola cambiare anno dopo anno! 
Lo dico perché è <b>sui percorsi</b> di quel libro più che di altri che ho cominciato a girare in bici il Lazio, era appena stato pubblicato e già le foto sembravano raccontare di un <b>bel tempo andato</b>. Diciott'anni fa <b>l'Appia Nuova</b>, superato Quarto Miglio, era una <b>strada di campagna</b> ad una sola corsia per senso di marcia, oggi è in pratica <b>un'autostrada</b> fino ad Albano Laziale, ed il traffico è più che quadruplicato. Bottali descrive un'uscita sulla <b>via Prenestina</b> (sic!), che al momento è un inferno di autoveicoli molto più grossi, veloci, numerosi ed invadenti di quanto non fossero al momento dell'uscita del libro (e la strada stessa è molto più sporca e malridotta). Questo solo per dire che la <b>via Cassia</b> descritta nelle note del libro praticamente non esiste più... io, ripassandoci, non riesco a far combaciare quello che vedo con i miei ricordi di una via <b>ampia ed alberata</b>, piacevolmente ombreggiata d'estate.  
La domenica di Pasqua dell'88, con Pedale Verde, organizzammo un'uscita da piazza del Popolo alle rovine di <b>Canale Monterano</b> (Manziana) ed eravamo più di una ventina; adesso non mi fiderei ad andarci da solo, altro che portarci un gruppo. 
L'invito è di pesare quelle descrizioni "cum grano salis", il libro è molto vecchio e forse, ripensandoci, non è un caso se raccolte di itinerari cicloturistici con partenza in bici da Roma praticamente <b>non ne sono stati più pubblicati</b>, da allora. Se potessi formulare un <b>desiderio</b>, su qualcosa che renda più bello viaggiare in bicicletta, non chiederei una bici nuova fiammante, <b>rivorrei le strade</b> com'erano venti, trent'anni fa (che è fin dove arrivano i miei ricordi...), prima che se le prendessero le automobili.  
Scusate per queste riflessioni amare, ma credete che è più doloroso ragionare su quello che si è <b>perso</b> che su quello che non si è <b>mai posseduto</b>.  
 
 ]]></description>
            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=314]]></link>
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            <author>marco.pie@gmail.com</author>
            <category>Libri</category>
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            <pubDate>Wed, 14 Sep 2005 09:00:49 +0200</pubDate>
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                <![CDATA[Il Lazio di Bottali]]>
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        <item>
            <title><![CDATA[&lt;i&gt;Masse&lt;/i&gt; in bicicletta]]></title>
            <description><![CDATA[Segnalo questa interessante Tesi di Laurea in Scienze della Pianificazione Urbanistica e Territoriale <a href="http://www.inventati.org/montesacriticalmass/fvm%20in%20bici/Rondinella_MasseInBicicletta.pdf"><b>"Masse" in bicicletta</b></a> a firma di Gianni Rondinella. 
 
Il lavoro, corposo e ricco di dati, parte dall'analisi delle <b>distorsioni</b> prodotte nel tessuto urbano e sociale dall'<b>uso eccessivo e sregolato</b> dell'automobile e delle forme di trasporto privato a motore, per indicare nell'esperienza della <b>Massa Critica</b> un possibile <b>elemento riequilibratore</b>, in grado di operare un rovesciamento, nell'immaginario collettivo, dei tanti luoghi comuni che penalizzano l'uso generalizzato della bicicletta in città. 
Lettura, anche se impegnativa, consigliata a tutti. 
 
<i>(n.b.: una curiosità, nella Tesi viene citato il mio articolo <b>"Bicicletta e mobilità sostenibile"</b> del 2000, pubblicato anche su questo sito nella sezione <b>Mobilità</b>)</i> ]]></description>
            <link><![CDATA[http://www.ruotalibera.org/simplog/archive.php?blogid=12&pid=198]]></link>
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            <author>marco.pie@gmail.com</author>
            <category>Ciclabilità</category>
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            <pubDate>Tue, 07 Jun 2005 13:24:04 +0200</pubDate>
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                <![CDATA[&lt;i&gt;Masse&lt;/i&gt; in bicicletta]]>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[BICICRAZIA - Pedalare per la Libert&agrave;]]></title>
            <description><![CDATA[ <img src='./upload/img20050427132013.jpg' alt='Bicicrazia.jpg' />

Partendo dall'uso quotidiano della bicicletta, Sovilla apre una discussione a 360 gradi sull'attuale modello di sviluppo, basato sul consumo indiscriminato di energia e risorse non rinnovabili, descrivendo una cultura attuale del tutto irrazionale e priva di lungimiranza. La bici diventa perciò emblema dell'uso crtitico delle risorse del pianeta e motore stesso del ripensamento, con la sua capacità di rimettere le cose nella giusta prospettiva.
Una lettura sicuramente consigliata anche e soprattutto a chi non abbia mai affrontato i temi della globalizzazione delle merci e delle distorsioni prodotte dall'utilizzo massivo e sconsiderato dei combustibili fossili.

<hr> 
<b>LA QUARTA DI COPERTINA</b> 
<i>Uno dei risultati del pensiero unico neoliberista applicato alla società è l'esplosione del traffico motorizzato.
Le conseguenze dannose di questo fenomeno si articolano su vari livelli: tra i più vistosi, il soffocamento dei centri abitati, che genera malattia e morte di esseri umani. 
In un sistema complessivo nel quale l'individuo e la collettività devono accollarsi i costi sociali provocati dalle dinamiche del mercato, sono in ritardo, eternamente alla rincorsa di un'emergenza, anche le iniziative istituzionali per rendere all'universalità dei cittadini, almeno, l'aria pulita.
I fallimenti di queste politiche sono addebitabili, tra l'altro, all'ottuso ostruzionismo nei riguardi di uno strumento come la bicicletta, che nell'ambito delle scelte italiane di urbanistica e mobilità viene ancora relegata al rango di giocattolo per il tempo libero.
L'Autore, avvalendosi di una mole di dati empirici e delle testimonianze di numerosi esperti stranieri, dimostra che la bicicletta può essere, al contrario, il mezzo di trasporto sano attorno al quale costruire una svolta radicale, per una mobilità libera e pulita.
La bici, integrata ai mezzi collettivi, con le innovazioni urbanistiche e sociali derivanti da questa rifondazione, consentirebbe di ripristinare condizioni decenti nell'atmosfera e di catalizzare il benessere delle persone, svolgendo funzioni di prevenzione sanitaria. 
Inoltre, nel roboante contesto attuale annichilito dai motori e dalla mercificazione bellica della vita, bicicletta è sinonimo di socialità, partecipazione democratica, nonviolenza, convivenza solidale. 
Dall'emergenza dello smog all'utopia della bicicrazia.</i>
 
*** 
 
Zenone Sovilla (Belluno, 1964), già attivo in movimenti ecopacifisti italiani e stranieri, è un giornalista-editore che va in bicicletta. 
 
BICICRAZIA. PEDALARE PER LA LIBERTA' 
Saggistica, maggio 2004, 156 pagine, 10 euro.

N.b.: ora il libro è anche scaricabile gratuitamente dal <a href="http://www.nonluoghi.net/Bicicrazia/bici.pdf"><b><u>sito dell'autore</u></b></a> (anche se Sovilla, giustamente, invita comunque ad acquistarne una copia, magari per regalarlo...)]]></description>
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            <author>marco.pie@gmail.com</author>
            <category>Libri</category>
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            <pubDate>Mon, 30 Jan 2006 13:36:20 +0100</pubDate>
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