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Andare in bici - Perché la bicicletta può cambiare la nostra vita

Mi regalo una bicicletta
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 02 maggio 2005, 18:22

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Arriva la primavera, le giornate si allungano e diventano più tiepide, ritorna la voglia di fare sport all'aria aperta... difficile resistere al fascino della bicicletta! Si, ma... quale bici? Un modello da corsa o una mountain-bike?
La bici da corsa è un mezzo senza compromessi, la strada è il suo terreno e la velocità il suo fine ultimo, un veicolo essenziale, dal quale ogni fronzolo è stato eliminato per ottenere la massima leggerezza ed aerodinamicità.
Il manubrio ricurvo è concepito per offrire diverse possibili prese: le mani possono afferrarlo sulla parte alta, per pedalare in relax e godersi il paesaggio, o essere avanzate fino ad ad afferrare i corpi delle leve-freni, per riequilibrare la posizione quando la strada comincia a salire, o scese ad impugnare l'interno della piega, per avere una posizione più aerodinamica quando si raggiungono velocità elevate ed avere il miglior controllo sui freni, o anche posate sulle estremità in basso, quando si è molto stanchi.
Per chi opererà una scelta così intransigente, però, gli inizi non saranno facili.
La specialissima richiede, per essere apprezzata appieno, un allenamento di fondo che chi inizia sicuramente non possiede, per cui bisognerà mettere in conto un periodo di "rodaggio" non tanto della bicicletta, quanto delle proprie gambe, programmando uscite di impegno via via crescente e rinunciando, almeno nei primi tempi, ad affrontare salite lunghe e forti pendenze.
La scalatura dei rapporti di una bici da corsa, infatti, pur se discretamente estesa, nasce per fornire un veicolo il più leggero possibile a corridori ed agonisti, quindi individui mediamente molto allenati, inutile dire che il principiante, di fronte alla prima salita un po' seria, si troverà inevitabilmente in difficoltà.
Per contro, una volta raggiunto uno stato di forma ottimale e l'esperienza necessaria per non bruciare le energie ad un ritmo troppo elevato, il contachilometri, al ritorno dalle uscite, mostrerà nella maggior parte dei casi numeri a tre cifre (!)

La mountain bike è un veicolo molto più giovane, ma dal momento della sua comparsa ha catturato l'attenzione entusiasta di una fetta consistente di ciclisti, sportivi e non: una bicicletta in grado di muoversi su qualunque terreno, anche i più dissestati.
Il telaio deve necessariamente essere solido, le ruote grandi ed artigliate per avere maggior presa sul terreno ed assorbirne meglio le asperità, il manubrio dritto per consentire un controllo ottimale nei passaggi "difficili", il cambio di velocità dotato di una scalatura molto ampia, per "arrampicarsi" anche su pendenze estreme.
Per contro tutto questo eclettismo, rispetto ad una bici specializzata come quella da corsa, si paga in termini di maggior peso, minor scorrevolezza (le ruote "panciute" offrono un attrito sensibilmente superiore rispetto ai sottilissimi copertoncini e tubolari da strada), e posizione meno aerodinamica.
Bisogna poi fare un ulteriore distinguo tra le diverse discipline della bici da fuoristrada, che introducono differenze significative nella struttura dei telai e nella componentistica.
Le competizioni in fuoristrada si dividono in "cross-country" (trad.: "attraverso la campagna"), gare su percorsi ad altimetria variabile, con continue salite e discese, e "downhill" (trad.: "giù dalla collina") prove di velocità in discesa nelle quali ci si butta a rotta di collo giù per sentieri impervi e dal fondo dissestato.
Oltre alle categorie agonistiche esiste poi il "free-ride", ovvero il versante "estremo" della filosofia per cui la bici da fuoristrada nasce per andare dappertutto: per chi pratica questa disciplina la sfida consiste nel passare in bicicletta dove molti altri avrebbero problemi persino a piedi (!), mettendo in gioco doti acrobatiche ed una buona dose di incoscienza.
Ovviamente le biciclette costruite per affrontare queste discipline sono significativamente diverse fra loro.
Per il cross-country occorrono mountain bikes leggere, per non essere troppo penalizzati nei tratti in salita, e relativamente poco ammortizzate, per assorbire le asperità del terreno senza però inficiare l'efficienza della pedalata.
Per il downhill il peso non è un problema, dal momento che si va solo in discesa, mentre sono essenziali ammortizzatori con grande escursione.
Per il free-ride si cercherà un compromesso, in genere costoso, tra peso e molleggio.

Peso e costo sono infatti due "proprietà" della bicicletta che variano in maniera inversamente proporzionale.
Questo è dovuto al fatto che per ridurre il peso si utilizzano materiali speciali (leghe d'alluminio di derivazione aeronautica, e al "top" titanio e fibra di carbonio), più costosi e difficili da lavorare.
Volendo iniziare "col piede giusto", quindi senza lesinare sulla qualità, converrà mettere in preventivo una spesa intorno a 500/600 Euro.
Per questa cifra si potrà acquistare una mountain bike da cross-country (anche in alluminio) con forcella anteriore ammortizzata (circa 12,5Kg), oppure una bici da corsa di fascia economica (circa 10,5Kg).
Spendendo più del doppio (circa 1500/2000 Euro) si avrà in cambio una mtb bi-ammortizzata da12,5Kg, o una mtb "front-suspended" ultraleggera (circa 10,5Kg), o una bici da corsa di fascia media (8,5Kg).
Per chi ha budget più ridotti, esistono ottime mountain bikes in lega di alluminio già a partire da 350 Euro, certo rinunciando a qualcosa in termini di peso (sui 13,5Kg) e di prestazioni (forcella ammortizzata a corsa breve).
Al di sotto di questo prezzo, come dicevano i latini, "hic sunt leones": tranne rarissimi casi le bici diventano significativamente scadenti sotto il profilo della funzionalità e dell'affidabilità.

E se non si ha ancora ben chiaro quello che si vuole da una bicicletta?
Soprattutto se non si è ancora deciso se si preferirà utilizzarla su strada o in fuoristrada?
Una soluzione di compromesso, per non precludersi dall'inizio nessuna possibilità, consiste nell'acquistare una mountain bike leggera, da cross-country, ed equipaggiarla di una coppia di ruote aggiuntive montate con copertoncini da strada sottili (questi ultimi un po' difficili da trovare).
In questo modo, con una modesta spesa in più rispetto al costo della bicicletta (20%, in media), avrete la possibilità di trasformare, nel giro di cinque minuti, una bici da fuoristrada in un veicolo che, se pure non sarà leggerissimo ed aerodinamico come una bici da corsa, avrà perlomeno la scorrevolezza necessaria a percorrere agevolmente parecchie decine di chilometri su strada.
Potrete così passare ad esplorare tutta la varietà di emozioni e sensazioni che l'andare in bicicletta vi può dare, e ragionare con calma... sull'acquisto della prossima bici.

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