Pubblicato da Beatrice Galli - martedě 07 luglio 2009, 19:39
L'itinerario di circa quaranta chilometri, in prevalenza sterrati, ondulati e nel verde, ha condotto una ventina di ciclisti nella affascinante zona a sud ovest di Bracciano, ai piedi dei monti della Tolfa.
Prima tappa, dopo un rapido itinerario nel bosco da Bracciano, Castel Giuliano, antico insediamento etrusco e romano, feudo dell'ospedale di S. Spirito, divenuto proprieta' dei Patrizi a partire dal 1546. Lunghi ed accurati restauri da parte degli attuali proprietari hanno riportato gli antichi edifici ed il parco che li circonda, normalmente chiusi al pubblico, allo splendore dimenticato da tempo.

Il parco, che abbiamo visitato, e' il risultato di un'armonica fusione tra vegetazione incontaminata e ricerca botanico-paesaggistica: erbe aromatiche, cespugli fioriti sono sovrastati da pini marittimi, querce, cedri del Libano centenari, che accentuano il contrasto tra la natura spontanea e quella ideata dall'uomo. Numerose tombe etrusche e resti di mura romane ricoperte da felci e da licheni sono visibili all'occhio del visitatore attento. Castel Giuliano e' inoltre considerato uno dei maggiori roseti privati d'Italia (ogni anno, in Maggio, c'e' la famosa festa delle rose); centinaia di rose antiche si arrampicano sulle vecchie mura del castello addolcendone le forme, mentre altre specie arbustive riempiono grandi spazi insieme alle digitali, ai mirti e agli azzurri ceanoti.
Dopo la visita, di nuovo in sella, il gruppo e' uscito dal borgo con una rapida discesa poi, con sali scendi attraverso la campagna, costeggiando un torrente, per uno stretto sentiero fin troppo ricco di vegetazione...
(ovviamente... rovi!) e' arrivato al ponte romano sul Fosso della Mola, sulla vecchia strada che congiungeva Castel Giuliano a Cerveteri, dal quale si sente, ma non e' visibile, la cascata.

Lasciate prudentemente le bici all'inizio della ripida discesa verso la cascata, un breve percorso ci ha condotto al coreografico salto d'acqua di 30 metri, all'invito del quale alcuni non hanno saputo resistere...

(vane sono pero' risultate le aspettative di trasformazione dei numerosi microscopici ranocchi in principi)

La temperatura estiva ha consigliato di percorrere, dopo il facile guado, il successivo tratto in salita, assolato, per Panzanata, poi tra il Monte Puglia ed il Monte Caprareccia, fino all'agriturismo Monte la Puglia, prima della sosta del pranzo.
Dopo aver superato il piccolo agglomerato di case in localita' Sambuco, ed un brevissimo tratto su asfalto, ci siamo immersi nuovamente nella fitta vegetazione, verso la Caldara, su un comodo sentiero, che ci ha permesso di ammirare, costeggiandolo, il bosco di betulle, inusuale a queste latitudini.

Una comoda area attrezzata con tavoli e panche ci ha piacevolmente accolto per il pranzo (mangiando frugali panini e barrette, si fantasticava di spaghetti con le vongole ed altre prelibatezze...)

Invece di vagheggiati aromi di caffe', il dopopranzo ci ha regalato le atmosfere sulfuree della Caldara, con il suo paesaggio lunare; di qui ci siamo diretti verso il querceto Macchia Grande Manziana, cio' che resta della Selva primordiale che anticamente si estendeva fino ai monti Sabatini, Ceriti e della Tolfa, e che abbiamo attraversato trasversalmente, sulla strada di Mezza Macchia, fino a Manziana, dove si sono scatenati i peggiori istinti, repressi fino a quel momento, degli amanti del caffe' e del gelato...
Da Manziana poi verso Pisciarelli e di qui, attraverso la ombrosa e tranquilla faggeta di Oriolo, nuovamente verso Bracciano, per ammirare dall'alto il panorama del lago e del castello, chiudendo il percorso ad anello.

Nonostante il caldo della piena estate, la fitta vegetazione ed un piacevole venticello, che ci ha fatto spesso compagnia, hanno reso piacevole la pedalata, e solo raramente, in alcuni tratti assolati e in salita sono state segnalate allucinazioni...
Un ringraziamento a tutti i componenti del gruppo per la simpatia dimostrata, in particolare a Paolo e Franco, impagabili guide locali, che hanno reso possibile la visita al parco di Palazzo Patrizi, a Mauro, Giacomo e tutti coloro che sono stati promossi mediani sul campo, e a Giuseppe ed Angelo, indispensabili guide di coda.
(Le foto dell'uscita sono su g-mail)
Beatrice
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