Pubblicato da enrico - lunedì 07 giugno 2010, 13:55
 
In questi anni e nelle varie stagioni credo di aver sperimentato tutte le condizioni climatiche possibili nella zona di Campo Imperatore: abbastanza freddo, congelamento del mercurio dentro ai termometri, piuttosto caldo, temperatura di fusione dell'acciaio inox, umido, pioggia, vento, insetti, neve... ; e se possibile combinazioni multiple delle precedenti. In questo caso, per la prima volta da quando mi ricordo, ha fatto semplicemente due belle giornate: ottime per pedalare, calde ma non troppo, ventilate, stemperate da nuovoloni che oscuravano il sole pomeridiano ma senza mai pericolo di pioggia. Complice questo tempo, decisamente "da manuale", i partecipanti di questa due-giorni si sono potuti scatenare: ne e' risultato un gruppo forte ed affiatato, di persone simpatiche ed allenate; mai una lamentela, hanno affrontato con vera "nonchalance" i due giorni di escursione, chiaccherando tranquillamente ed affrontando tappe dell'ordine dei 1300 metri di dislivello! I paesaggi stupendi di Rocca Calascio e Campo Imperatore (monti Prena e Camicia, fonte Vetica ...) e l'assenza di traffico (a parte le solite moto) hanno senz'altro contribuito ad un clima di serenita' e spensieratezza. Molto apprezzata (almeno credo!) la grigliata fai-da-te di salsiccie e arrosticini alla macelleria di Campo Imperatore. Memorabile, alla cena del primo giorno, lo scambio di risposte con la signora che gestisce l'agriturismo: D: Voi avete tutti prenotato la cena col menu' del giorno. Vi posso illustrare cosa porteremo ? R: No, puo' portare tutto (e subito), qui noi mangiamo qualsiasi cosa, tranne i sassi ... R (un altro): In effetti anche i sassi, se bolliti a lungo e conditi bene ... D: Per secondo e' previsto un misto di pecora in umido e cinghiale, ma se qualcuno preferisce lo posso sostutuire con la scamorza ... R (tutti, in coro): NO !!! (...) Nel complimentarmi con tutti i partecipanti, alcune menzioni speciali: - Massimo Alessandrini, che ad oltre 3/4 del giro del primo giorno (quando mancavano gli ultimi 200 metri di salita) ha proposto di tornare indietro e risalire per 800 metri fino alla partenza; tutti si sono rifiutati, e lui l'ha fatto veramente, da solo, mettendoci meno di tre ore. Bravo !
- Mara Leone, che senza alcuna (rilevante) esperienza ciclistica ha tenuto tranquillamente per due giorni il passo di tutti, compreso chi esce in bici settimanalmente da trent'anni. E' in effetti un'atleta (trekking, corsa e maratone) ma si merita una menzione d'onore !
- La co-guida Mary Lombardi, che nonostante la convalescenza per una recente operazione al crociato ha partecipato al giro e percorso parte del dislivello (arrivando con l'auto alla base delle salite e facendole in bici, poi tornando indietro da sola ...)
A tutti: grazie per la partecipazione, siete stati bravi e molto simpatici -- alla prossima! Enrico Carta Scarica tracciato GPS: Primo giorno - Secondo Giorno[4 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - venerdì 29 maggio 2009, 10:54
 Veramente un bel we, pieno (forse fin troppo) di sole ma che il bagno ristoratore nel lago di vico e la ottima accoglienza del camping e l'aria fresca della sera ci hanno fatto dimenticare.
Abbiamo fatto un sacco di strada, un sacco di salite, abbiamo attraversato le faggete dei cimini, abbiamo visitato le aree archeologiche a Sutri, Ferento Civita di Bagnoregio e il quartiere medioevale S. Pellegrino di Viterbo, ci siamo stancati ma credo ne sia valsa la pena.
La cena è stato poi un bel momento conviviale, e una bella occasione per molti per conoscersi meglio.
Grazie anche a Giacomo e Beatrice, scopa e assistente alla registrazione dei partecipanti, e a tutti i mediani che erano sempre a disposizione ed efficienti.

Questi i dati
Complessivo:
dislivello totale in salita 2498.45
dislivello totale in discesa -2521.31
distanza percorsa 123.74
primo giorno:
dislivello totale in salita 1103.68
dislivello totale in discesa -726.64
distanza percorsa 49.66
secondo giorno:
dislivello totale in salita 1394.76
dislivello totale in discesa -1775.76
distanza percorsa 73.54
Traccia gps in formato gpx (47 KBytes)
Traccia gps in formato plt (15 KBytes)
Qualche foto e qualche video fatte da me:
http://www.ruotalibera.org/crune1%20-%2020090523-24/giovanni/
Quelle di Beatrice del primo giorno:
http://www.ruotalibera.org/crune1%20-%2020090523-24/beatrice23maggio/
e quelle di Beatrice del secondo giorno:
http://www.ruotalibera.org/crune1%20-%2020090523-24/beatrice24maggio/
[2 comments] |
Pubblicato da Luca De Simone - lunedì 09 febbraio 2009, 22:02
Il Santuario di San Silvestro
Le previsioni del meteo viste il giorno antecedente alla gita non promettevano per la giornata di Domenica 1 Febbraio nulla di buono,cielo coperto con buone probabilita’ di pioggia gia’ dalle prime ore del pomeriggio.Il cielo infatti e’ stato nuvoloso come previsto,ma fortunatamente abbiamo evitato la pioggia,e cio’ e’ un particolare da sottolineare in questo inverno cosi’ piovoso,la pioggia e’ la prima cosa da evitare soprattutto quando ci sono d’affrontare delle discese.Un buon numero di partecipanti ha optato per la soluzione treno + bici per raggiungere il luogo dell’appuntamento,da dove avrebbe preso inizio il giro,alcuni hanno fatto a meno sia del treno che dell’auto,muovendosi direttamente dalla propria abitazione con la propria bici qualcuno sia all’andata sia al ritorno,e una parte ha scelto l’auto,del resto l’uscita con percorso ad anello si prestava in questo caso anche a questa soluzione per certi aspetti piu’ comoda,ma personalmente io e l’associazione Ruotalibera,vi invitiamo quando e’ possibile a lasciare l’automobile a casa.Infatti vorrei fare un plauso a coloro che magari pur abitando in zone limitrofe al luogo dell’appuntamento,sono partiti direttamente dalle loro case in sella alle proprie bici.Dopo un brevissimo tratto su Via delle Capannelle,abbiamo fatto ingresso nell’area del Parco degli Acquedotti ,e nonostante le piogge abbondanti dei giorni passati,il fondo sterrato era comunque in condizioni accettabili,giusto qualche pozzanghera.La prima parte del percorso,aspetto che ho avuto modo di sottolineare durante la gita e’stata in un certo modo didattica,ossia aveva lo scopo e l’intento di far conoscere soluzioni di percorsi alternativi e poco trafficati che permettono di uscire dalla zona di Cinecitta’-Tuscolana evitando accuratamente tutte le arterie maggiormente trafficate,quindi strade a grande scorrimento come la Tuscolana e l’Anagnina.Lasciato alle nostre spalle il tratto di percorso urbano,e usciti completamente dal Campus Universitario di Tor Vergata,iniziavamo pian pianino la parte piu’ impegnativa prevista dal nostro itinerario.La prima vera salita era quella di Pietra di Porzia,un rettilineo in salita di un paio di Km abbastanza impegnativo.Alla fine di questa salita,una partecipante confermava l’intenzione(gia’ anticipata in fase di prenotazione alla gita) di accorciare il proprio percorso dirigendosi in direzione di Frascati.Era quindi premura di Claudio e mia,dare le maggiori informazioni affinche’ la nostra socia potesse raggiungere Frascati e quindi la stazione per prendere il treno e fare rientro a Roma;comunque lei ci rassicurava affermando di conoscere abbastanza bene la zona.Si riprendeva il cammino in direzione di Monteporzio,salendo per la Via Pilozzo.Una volta giunti a Monteporzio venivo a sapere da Claudio che e’ stato in questa uscita oltre a guida,mediano ed anche aiuto scopa,davvero bravissimo! che un’altra partecipante appena eravamo ripartiti dopo la sosta,aveva deciso di andare verso Frascati;notizie pervenute in gruppo,davano le due “fuggiasche” rientranti in bici a Roma,quindi tutto Ok.Giunti a Montecompatri si saliva su al Santuario di San Silvestro,ma si decideva di ridiscendere giu’subito per una pausa pranzo piu’comoda e meno fredda vista la giornata.Infatti su a San Silvestro dopo aver ammirato il bel panorama,non era davvero il caso di fermarsi piu’ di tanto,visto il vento freddo che spirava.La sosta per il pranzo era molto contenuta nei tempi,anche per il fatto che le condizioni meteorologiche sarebbero potute peggiorare in breve tempo.A questo punto Claudio ed io suggerivamo a coloro che ovviamente avevano il preso il treno all’andata che ci sarebbe stata eventualmente la possibilita’per loro di accorciare il percorso alla fermata della Fr 6 Tor Vergata e far cosi’ rientro direttamente a Roma temini,visto che era prevista pioggia nel pomeriggio.Qualcuno prendeva in considerazione il suggerimento,ma subentrava il problema dei biglietti,la macchina self service di Tor Vergata infatti e’ fuori servizio,e quindi se non ci si munisce prima dei biglietti kilometrici,che sono utilizzabili per ogni direzione e non hanno scadenza,purtroppo si rischia di non poter prendere il treno,in casi di particolare evenienza.A Montecompatri,prima che il gruppo si rimettesse in moto,Stefano e Cristiana con il loro pupo Luca al seguito,preferivano sganciarsi per poi fermarsi a Frascati e prendere eventualmente il treno.Il rientro verso Roma avveniva in maniera abbastanza veloce,tutto in discesa e con traffico automobilistico pressoche’ assente;una volta giunti alla fermata del treno Tor Vergata si faceva velocemente il punto della situazione,ma visto che il tempo sembrava con noi essere clemente,si decideva di proseguire tutti insieme per far ritorno a Capannelle,e siamo stati fortunati,solo qualche goccina di pioggia e’ caduta proprio giusto in direttura d’arrivo alla fermata del treno.
In conclusione i partecipanti compresi i due accompagnatori sono stati 30;c’e’ stata una sola foratura,poco prima che si ripartisse da Montecompatri,di Antonella De Mico,ma in men che non si dica e’ stata sostituita la camera d’aria e dopo pochi minuti si era gia’ pronti per riprendere la strada del ritorno.
Vorrei salutare e ringraziare tutti coloro che hanno partecipato sfidando il tempo molto incerto,e ovviamente un ringraziamento supplementare va a tutti coloro che si sono adoperati nell’indicare il percorso giusto agli incroci,ed infine un grazie di cuore a Gianni Zucchi che ha ricoperto sempre con la grande solerzia e premura che lo contraddistingue il ruolo di guida di coda,e poi in chiusura un grandissimo ringraziamento a Claudio con il quale ho condiviso la conduzione dell’uscita, che come ho gia’ scritto nel resoconto,oltre a ricoprire il ruolo di guida,si e’ diviso anche nei compiti di mediano ed anche di aiuto scopa,bravissimo!,spero di poter proporre con lui alla guida altre uscite in futuro.
Con amicizia
un caro saluto a tutti
Luca
[2 comments] |
Pubblicato da enrico - lunedì 13 ottobre 2008, 22:01
 
... C'e' andata proprio bene! ;-) Dopo due week-end consecutivi di vento, freddo e pioggia siamo incappati in un ottimo finesettimana, complice un'ottobrata romana su larga scala (o meglio un'estate indiana) con temperature sempre sui 15-20°C.
Il giro e' andato sostanzialmente come previsto: colazione a Carsoli, poi Collegiove e la riserva del Navegna. A questo proposito, rettifico quanto scritto nella descrizione: "...lo spettrale paese di Collegiove...". Io ero stato li' altre due volte, di mattina abbastanza presto e dopo un acquazzone; non avevo mai visto anima viva e il paese era sempre avvolto nella nebbia umida. Visto alle 11 del mattino di una giornata di sole e' un paese abitato e normalissimo... Esigenze fisiologiche di Luca (il figlio poco piu' che "unenne" di Cristiana e Stefano, vedi foto qui sotto) ci hanno fatto antecipare la pausa pranzo (tutto sommato, guadagnandoci, visto che il prato in cui ci siamo fermati era meno umido delle rive del lago del Salto li' vicino) e siamo ripartiti per poi arrampicarci a Varco e Longone Sabino. Prima di raggiungere Stipes, il pneumatico totalmente liscio di Cristiana (dedita maggiormente alla manutenzione del figlio piuttosto che della bicicletta, evidentemente!) ha esalato l'ultimo respiro, squarciandosi di botto. La consueta riparazione che si fa in questi casi (un pezzo di camera d'aria incollato dall'interno) le ha comunque permesso di concludere tutto il week-end. Anche a lei, e' andata proprio bene...
Abbondante cena all'agriturismo "La Posta" di Castel di Tora, da menzionare per il miglior rapporto qualita'/prezzo da un bel po' di tempo a questa parte. Penso ci tornero'.
Il secondo giorno e' stato di tutto riposo, o quasi: alzati con comodo, ottima colazione con comodo, partenza con comodo alle 9:30. In una trattoria di Orvinio, pranzo con comodo (...fin troppo, oltre un'ora pur avendo chiesto quasi tutti lo stesso piatto!), poi Poggio Moiano, Castelnuovo e la stazione di Poggio Mirteto Scalo (raggiunta poco dopo le 16). ... Da segnalare che alcuni partecipanti frettolosi che hanno antecipato la guida che andava al passo dei piu' lenti sono riusciti ad arrivare dopo, avendo fatto un po' di confusione tra Poggio Mirteto e Scalo... ;-) Ringrazio tutti i 10 partecipanti per la simpatia -- e' stato un finesettimana di puro relax anche per me che ero guida-unica. Menzione a Nic che ci ha raggiunto a Poggio Moiano (appena atterrato dalla east coast degli Stati Uniti!) e al gia' citato Luca, che si e' sempre comportato benissimo (dimostrando di avere anche lui apprezzato il giro... speriamo!) Ciao alla prossima! enrico Scarica traccia GPS [GPX|PLT] 
[6 comments] |
Pubblicato da Luca De Simone - martedì 30 settembre 2008, 20:19
LA RINGHIERA DELL’UMBRIA
Un vento costante e quasi sempre a noi contrario ci ha accompagnato per gran parte dell’itinerario,rendendo un po’ piu’ impegnativa la gita,ma chi va in bici sa benissimo che bisogna fare i conti di volta in volta,con tutti gli aspetti meteorologici,vento,pioggia,gelo,caldo torrido,insomma non e’ sempre poi cosi’ facile avere una condizione ideale;in questo caso il vento non fortissimo,ma che comunque ha spirato per tutta la giornata,ci ha fatto faticare un po’ piu’ del previsto.I partecipanti sono stati 36,davvero un bel gruppo.Il ritardo del treno per Spoleto,luogo di partenza del nostro itinerario e’ stato di ben 20 minuti, poi una colazione con un numero cosi’ elevato di partecipanti presso un Bar-pasticceria vicino la stazione, (ma una bella colazione non la si puo’ negare davvero)hanno fatto si’ che si partisse piu’ tardi del previsto.Finalmente lasciata Spoleto, ci siamo messi in sella pedalando nel tratto iniziale in piano.Le prime asperita’ dell’uscita sono iniziate al bivio di Pontebari,qui un susseguirsi di salite brevi ma ripide ci hanno condotto ad Uncinano.Da Uncinano siamo rapidamente discesi,e qui il vento contrario ha cominciato a farsi sentire sempre di piu.Giunti a Castel Ritaldi,dopo in questo caso una salita piu’ morbida rispetto alla prima del nostro itinerario,ho ritenuto opportuno di fare una breve sosta di fronte al castello del piccolo borgo,che ci ha dato la possibilita’ di cambiare l’acqua alle nostre borracce ad una fontanella.Qui la sosta si e’ prolungata purtroppo piu’ del previsto,dal momento che una partecipante,all’inizio della salita aveva un problema con il cambio,poi prontamente risolto dal bravissimo Fabrizio.Ricompattato il gruppo,abbiamo proseguito per raggiungere quindi il Santuario della Madonna della Stella,da qui abbiamo iniziato la salita per Montefalco,indubbiamente la parte piu’ impegnativa della nostra uscita.Dopo aver pedalato accanto ai vigneti del Sagrantino e del Montefalco DOCG,siamo arrivati nella splendida cittadina umbra ribattezzata appunto “La Ringhiera dell’Umbria” per il meraviglioso panorama che offre,da qui e’ possibile scorgere in lontananza anche Assisi.Qui ormai vista l’ora,le 13,30 passate, si e’ deciso che si sarebbe fatta la sosta per il pranzo.Sono a questo punto doverose le mie scuse nei confronti di alcuni soci che per esigenze personali,mi avevano comunicato la mattina sul treno che avrebbero preferito prendere il treno precedente,con partenza da Foligno alle 15,50,rispetto a quello da me previsto delle 18,02.Da una parte un po’ mi dispiaceva dividere il gruppo subito li’a Montefalco,e quindi ho tentennato,dall’altra ammetto di essere stato un po’ pressappochista riguardo ai tempi,pertanto sarebbe stato meglio da parte mia,dire immediatamente che per prendere il treno precedente con maggiore calma avrebbero probabilmente dovuto anticipare l’orario di partenza da Montefalco,riducendo drasticamente la sosta pranzo,ed anche tralasciare la visita della meravigliosa Bevagna.Scusatemi se non sono stato chiaro con voi!
Io ad esser sincero avevo personalmente bisogno di una pausa di almeno una quarantina di minuti,e quindi avete fatto benissimo a sganciarvi.Infatti,devo confessare che la tabella di marcia che mi ero prefissato,era ormai saltata,nel senso che per tenere tutti i partecipanti insieme nello stesso gruppo,compresi ovviamente coloro che preferivano rientrare prima a Roma,avrei dovuto ridurre drasticamente la pausa pranzo a Montefalco,saltare la visita a Bevagna,e tenere una andatura piu’ alta per stare a Foligno cosi’ in anticipo.Una volta che il gruppo del treno delle 15,50 ha deciso di sganciarsi,siamo quindi ripartiti con tutta calma da Montefalco,e abbiamo proseguito per Bevagna con un strada quasi tutta completamente in discesa.Su un primo tratto di strada bianca in discesa,si e’ verificata una caduta di una partecipante,Carla, che fortunatamente ha subito solo una piccola escoriazione alla mano ed ha poi proseguito senza alcun problema.Una volta giunti a Bevagna,ci siamo fermati per ammirare la bellissima piazza Silvestri,e visitare la chiesa di San Silvestro prezioso esempio di arte romanica.Usciti dalle mura che attorniano Bevagna,abbiamo seguito una pista ciclabile sul fiume Teverone,cio’ come qualcuno mi faceva notare ha comportato il fatto di allungare di un paio o forse anche 3 km rispetto alla S.S. dei Monti Martani che e’ un rettilineo molto trafficato e pericoloso per la velocita’ con la quale transitano gli autoveicoli.La ciclabile ci ha condotto su una provinciale poco prima di Corvia frazione di Foligno,da questa frazione abbiamo poi proseguito tranquillamente arrivando nel centro storico di Foligno.Giunti nel centro storico di Foligno,abbiamo deciso di dividerci,e rivederci direttamente alla stazione che si trova appena fuori le mura,in modo di muoverci autonomamente,e quindi qualcuno sebbene fosse stata ampiamente superata l’ora di pranzo ,ha comunque avuto modo di fare un giro per gli stand del festival dei primi piatti per fare qualche degustazione.I Km percorsi sono stati 50,probabilmente va rivisto il dislivello,superiore probabilmente ai mt.400 dichiarati.I problemi di natura tecnica sono sempre stati risolti brillantemente da Fabrizio,che voglio ringraziare per la sua disponibilita’ e per aver messo al servizio di tutti la sua professionalita’ e competenza.
Alle 18,02 come previsto abbiamo preso il treno di ritorno per Roma.
In conclusione vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato,uno speciale ringraziamento va a Gianni Zucchi che si e’ prestato nel ricoprire il ruolo di guida di coda sempre piu’ impegnativo quando il gruppo e’ cosi’ numeroso.Un altro ringraziamento va a tutti coloro che si sono adoperati nell’indicare il percorso agli incroci,Carmine,Luca Romani,Giacomo,Daniele,Fabrizio,Fibak e tutti gli altri.I nuovi soci sono 3,tutte donne,davvero forti,Daniela,Federica,Maria Stella.
Alla loro prima uscita con Ruotalibera,Gloria e Fabio,anche loro davvero in gamba.
Per finire un bacione al piu’ piccolo partecipante,Luca,il pupo di Cristiana e Stefano.
Con amicizia,
Un caro saluto
Luca
[3 comments] |
Pubblicato da enrico - lunedì 29 settembre 2008, 09:52
 
Piacevole escursione, che ha visto la partecipazione di quesi 40 ciclisti (tra cui 5 prima-gita) -- un record o quasi, tenendo conto che nonostante la partenza da Roma si trattava pur sempre di una "4 palle" in parte sterrata, impegnativa e di discreta lunghezza. Bel tempo (tiepido, mai troppo caldo nemmeno nel pomeriggio), simpatica pausa pranzo a Formello e guado finale. I 70 Km e 800mt. di salita non hanno particolarmente spaventato i partecipanti. Ottimo! Gruppo abbastanza omogeneo -- ma di provenienza eterogenea: una quindicina di ruotaliberini vecchi e nuovi, una decina di assidui frequentatori dei "cicloappuntamenti" e persino una mezza dozzina di esponenti della nobile associazione Pedalando (tra cui, il loro presidente in persona (vedi foto), che ha compilato il modulo di "prima gita" :-o) Quest'ultimo punto (30 partecipanti per una gita impegantiva, meta' dei quali di estrazione diversa da Ruotalibera, tutti uniti nel pedalare assieme e divertirsi) dovrebbe a mio avviso far riflettere sull'importanza delle contaminazioni tra associazioni piu' o meno organizzate che operano a Roma: aumentando l'offerta, aumenta anche la domanda (e non solo il contrario...) Il parere riportato sopra e' mio personale, e puo' non coincidere con la visione delle associazioni citate. Concludo con i doverosi ringraziamenti: Filippo (che ha ideato il giro), Carmine (scopa affidabilissima), Stani, MarcoP, poi Francesco, Daniele, Roberto e gli altri mediani, e tutti i partecipanti per la simpatia e l'impegno dimostrati. Grazie! Note tecniche: due sole forature ed un imprecisato problema digestivo-gastrico di una partecipante (Francesca ?) che con il mal di pancia ha comunque scelto di proseguire per la seconda meta' del giro, arrivando a Ponte Milvio assieme al gruppo. Ciao alla prossima! Enrico
Scarica tracciato GPS: [PLT|GPX]
 
[8 comments] |
Pubblicato da Stefano Mica - giovedì 18 settembre 2008, 17:46
Questo giro, che gia l'anno scorso abbiamo dovuto sostituire a causa dei
lavori sulla linea ferroviaria Roma-Pescara, (adesso ci crescono pure i
pomodori), anche questa volta rischiava di saltare a causa delle pessime
previsioni meteo.
Fortunatamente nove impavidi incluse le guide, hanno
sfidato la sorte e cosi abbiamo affrontato la bellissima salita per
Campaegli e la pausa pranzo al fresco degli alberi e delle nuvole.
Ma non poteva durare a lungo. Cosi appena ripartiti, e' giunta la pioggia, che, e ha aiutato una delle guide a vedere da piu' vicino un fossato della valle Maiura. Per fortuna i maestosi faggi lungo il percorso ci hanno riparato dalla maggior parte della pioggia che ha invece reso Campo Secco piuttosto umido.
Ringraziamo tutti i partecipanti per la bella giornata trascorsa , in
particolare Cesare, che nonostante il disguido sull'appuntamento, ci ha raggiunto alla stazione Tiburtina.
A presto in bici.
Stefano & Cristiana.
[comments?] |
Pubblicato da Luca De Simone - venerdì 04 luglio 2008, 12:05
![IMG_0708 [].JPG](./upload/img20080704115921.JPG)
Dal Parco degli Acquedotti al Santuario di San Silvestro(Monte Compatri)
Sotto questo sole,rossi col fiatone,bello pedalre,sì! ma c'e' da sudare!
Questo e' il ritornello di un canzone di diversi anni fa,cantata da Paolo Belli,e mi e' venuto in mente nel momento in cui sotto un sole cocente,quasi a picco,si andava ad affrontare la salita di Pietra Porzia,un rettilineo in salita di km 2 con pendenza media del 10%,e lo sforzo ovviamente era moltiplicato dal caldo opprimente.Dopo una prima parte di giugno abbastanza fresca,quella del 22 giugno in coincidenza proprio con il solstizio d'estate e' stata la prima vera calda domenica di giugno,infatti nelle precedenti uscite in alcuni casi si era pedalato anche sotto l'acqua.Fortunatamente lungo il percorso,in prossimita' di ogni paese abbiamo avuto la possibilita' di bere e di rinfrescarci presso le fontanelle,infatti non ne abbiamo saltata nemmeno una! Una vera manna per noi ciclisti!
Cio' ha permesso di attenuare in parte lo sforzo ulteriore per il gran caldo.
L'uscita ha avuto come scopo quello di far conoscere percorsi alternativi per uscire dalla capitale per raggiungere i Castelli romani,evitando accuratamente tutte le strade a grande scorrimento e gli svincoli,citando De Gregori "micidiali",utlizzando tratti di marciapiedi ciclabili,piccoli sterrati e strade secondarie.
La meta principale della gita era il Santuario di San Silvestro,che si trova su un colle sopra Monte Compatri,dove fra le ore 12 e le 13 sapevo che ci sarebbe stato un matrimonio,e temevo che appunto sull'ultima salita ci saremmo ritrovati un marea di macchine in discesa,fortunatamente siamo riusciti,nonostante le numerose soste alle fontanelle per rinfrescarci,ad arrivare proprio nel momento in cui gli sposi si apprestavano ad uscire dalla chiesa,e quindi ad evitare il flusso contrario delle macchine,pedalando cosi' in tranquillita' anche sull'ultima salita della giornata.Salutati gli sposi,abbiamo potuto,rimasti poi soli,goderci una meritata sosta per il pranzo,sotto il frescolino degli alberi.Il ritorno,ovviamente tutto quasi in discesa e' stato agevole,e dopo una sosta gelato a Frascati,siamo rientrati velocemente verso Roma,per la precisione alla fermata di Roma Capannelle,che si trova in prossimita' del Parco degli Acquedotti.
Non ci sono state forature,e nemmeno grossi problemi meccanici,ringrazio Valerio Di Fulvio che ha ricoperto brillantemente il ruolo di "scopa".Ho cercato di limitare al massimo l'utilizzo dei mediani,cercando in alcuni frangenti di rallentare notevolmente l'andatura del gruppo,proprio perche' in alcuni punti non era il caso di far fermare qualche volontario sotto il sole cocente ad indicare il percorso,fortunatamente non si e' perso nessuno.Un altro ringraziamento va a Stefano Villari per le belle foto scattate e qui di soto riportate.
I partecipanti sono stati 22(compresa la guida),i nuovi soci iscritti sono stati 6.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato.
Con amicizia Luca
[comments?] |
Pubblicato da Luca De Simone - venerdì 04 luglio 2008, 12:08
Il Monte Soratte
Una giornata soleggiata ma al tempo stesso fresca ha permesso che si potesse pedalare nelle migliori condizioni.Quando era stata inserita l’uscita per il 15 giugno temevo che il gran caldo avrebbe arrecato maggiori difficolta’ e quindi avevo pensato di svolgere l’uscita con tempi molto dilatati.
L’uscita infatti si e’ svolta con grande calma,ma ad essere onesti con una temperatura cosi’ fresca,si sarebbe potuto pedalare con maggiore lena,mi auguro che alcune soste un po’ prolungate non abbiano annoiato troppo.I partecipanti sono stati 35,e ben 30 hanno utilizzato la formula treno+bici,e vorrei ringraziare tutti i partecipanti che si sono adoperati per il carico delle bici sul treno TAF senza creare alcun intralcio agli altri passeggeri,e giustamente ringrazio a nome dell’associazione il personale di Trenitalia che ha consentito il trasporto delle bici,in quantita’ leggermente maggiore.L’unica vera difficolta’ della gita era la prima e in fin dei conti unica salita,quella che dall’altezza del casello autostradale di Ponzano-Soratte conduce fino a S.Oreste.E’ una salita che va su a strappi,in alcuni tratti richiede davvero gambe e fiato,ma posso ammettere che la dura prova e’ stata superata brillantemente da tutti,infatti ad esser sincero pensavo che il gruppo ci mettesse un pochino di piu’,complimenti a tutti!Dopo esser giunti a S.Oreste,e dopo i primi gelati della giornata,ce ne saranno ben altri,ci siamo diretti all’interno della Riserva del Monte Soratte,e questa ad alcuni e’ forse parsa una scelta un po’ bislacca della guida;infatti il percorso vita,un sentiero ben battuto percorribile benissimo in bici,non portava in fondo da nessuna parte,ossia ad un certo punto proseguiva inerpicandosi per il monte,diventando un single-track da fare solo in MTB e per i piu’ esperti,ma secondo me a volte le strade che non trovano sbocco e non portano da nessuna parte possono essere anche le piu’ suggestive,un bel bosco fitto composto da lecci e aceri,secondo il mio parere andava visto e soprattutto respirato, la strada grande ad un certo punto finiva ed io lo sapevo,e qualcuno e’ magari rimasto un po’ perplesso,pero’ credo che sia stato lo stesso bello e appagante percorrere questo tratto di bosco,una piccola incompiuta!
La pausa pranzo,lunga un po’ piu’ del previsto,ma devo anche dire che i tempi lo permettevano,si svolgeva nei pressi di una vecchia cava,dove ora sorge un anfiteatro.Breve visita a piedi, ad un mero(il Monte Soratte e’ ricco di queste cavita’),sono delle grotte tipiche delle formazioni calcaree;qui siamo stati fortunati perche’ c’era un gruppo di speleologi.Si riprendeva a pedalare,ma prima un caffe’ era d’obbligo,e quindi ci siamo diretti fino al cuore di S.Oreste.Dopo il caffe’ e tanti gelati,altra bella sosta,ci siamo rimessi in sella,e una ripida discesa ci ha fatto scendere rapidamente di quota.Si proseguiva ora senza piu’ particolari difficolta’,con leggeri saliscendi,fino a Civitella S.Paolo,e poi verso Nazzano,ed era in questo tratto di strada praticamente sconosciuto alle automobili che si poteva ammirare il particolare profilo del Monte Soratte.Ultima sosta a Nazzano,siamo saliti per il borgo in modo di poter ammirare il castello,e il bel panorama sulla Riserva naturale Tevere -Farfa,qui niente gelati pero’!Poi si e’ proseguito transitando a Torrita Tiberina e quindi ci siamo tuffati nella bella discesa che conduce al ponte sul Tevere.Per le note di carattere tecnico,c’e’ stata una sola foratura,poco prima di Torrita Tiberina,ma e’ stata effettuata la sostituzione della camera d’aria in tempi rapidi,ma si era comunque in anticipo per il treno di ritorno che e’ stato preso alle 17.13.Il percorso e’ risultato di km 50,e non 45 come da me indicato,i km in piu’ sono per la deviazione iniziale,e il tratto di bosco,probabibelmente non calcolato perfettamente.Il ruolo di guida di coda e’ stato svolto brillantemente da Gianni Zucchi che ringrazio nuovamente,come del resto ringrazio tutti i “mediani”,da Luca Romani,a Stefano,a Giancarlo,e a tutti gli altri,che agli incroci hanno indicato la strada giusta,permettendo che la gita si svolgesse nel migliore dei modi.I partecipanti alla loro prima uscita sono stati 6,e mi auguro che si siano trovati a loro agio,mentre sono stati due i nuovi soci.Ringrazio Giancarlo Altini per le belle foto.
Un caloroso ringraziamento a tutti i partecipanti.
Con amicizia
Luca
[comments?] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - mercoledì 02 luglio 2008, 13:32
 
Nonostante la compresenza di tanti appuntamenti nel weeekend ci siamo ritrovati in 18 a pedalare sull'Appia Antica, la quale con fascino immutato spero abbia trasmesso emozioni antiche come solo le nostre radici storiche sanno dare.La visita al Museo delle Carrozze d'epoca, ci ha permesso poi di fare un altro viaggio nel passato, consentendoci di ammirare una ricca esposizione di carrozze da quelle da trasporto, da rappresentaza, quelle principesche, fino alla diligenza del far-west ed alle bighe romane.Protagonista assoluto della giornata, oltre al maltempo che ci ha miracolosamente risparmiati, è stato il piccolo Cesare 6 anni, il quale ha affrontato ogni difficoltà con energia, superando brillantemente anche lo spavento per una leggera caduta sul basolato della via Appia.
Un ringraziamento a tutti ed uno in particolare a Carmine preziosa scopa ed a Giancarlo sempre vigile in mezzo al gruppo.
Alla prossima
Riccardo
[3 comments] |
Pubblicato da Giancarlo Altini - lunedì 12 maggio 2008, 15:01
Un sole splendente ed una leggera brezza primaverile hanno fatto da cornice all’uscita che chiamare solo Museo dell’aereonautica è troppo riduttivo: scorci del lago di Bracciano che in alcuni tratti ci hanno regalato delle soste emozionanti hanno allietato la piacevolezza del percorso.
A dispetto del ponte del 25 aprile e nonostante l’appuntamento mattiniero eravamo in 35, la maggior parte incontrati ad Ostiense ed altri “raccolti” nelle varie stazioni fino a Cesano, dove quelli giunti in auto ed alcuni “Anguillaresi” hanno completato il gruppo.

Dopo la canonica colazione al bar, il percorso si è subito mostrato nella sua bellezza: da Cesano alla circumlacuale abbiamo percorso delle stradine di campagna che oltre agli odori veraci ci hanno regalato visioni bucoliche da verdi pascoli. Piu’ avanti un brevissimo tratto di pista ciclabile ha illuso tutti sul tipo di percorso, ed alleviando i disagi della strada provinciale percorsa, ci ha traghettato a Trevignano, vero gioiellino del lago.

Qui’ caciotte, kebab e pizze hanno trovato posto negli zaini o direttamente… alla loro giusta destinazione!
In vista del castello di Bracciano ci siamo fermati per la piacevolissima sosta pranzo, consumata sulle rive del lago ma poi scontata lungo le due salitelle che hanno messo a “dura” prova i più deboli (una guida compresa).
Poco piu’ avanti, il museo ha consentito un’altra corposa pausa. I piu’ hanno seguito all’interno degli immensi hangar la nostra preparata guida (del museo, si intende!), che in un’oretta e’ passata dai Fratelli Wright agli arerei della pattuglia acrobatica non tralasciando dirigibili, le due guerre ed idroplani da competizione.

Dopo il museo, pedalando senza indugio lungo una bella stradina costiera, siamo arrivati alla vicina Anguillara. Lì, degna di menzione, c’è stata l’ultima salita, dove la maggior parte di noi è scesa dalla propria amica bici ed ha spinto inesorabilmente fino al tratto pianeggiante.
Verso la fine c’è stato il rush finale per chi non voleva perdere il treno delle 17.30, mentre per i più comodi un meritato gelato ha premiato le poche fatiche e le tante soddisfazioni della giornata e ha concluso la piacevolissima uscita.
I ringraziamenti particolari vanno alla mitica Beatrice e all’inclonabile Giacomo, guide provette, che hanno saputo risolvere una foratura e tenere compatto il gruppo, nonché al sorridente ed insostituibile Carmine, che con la sua allegria ha fatto da possente mediano ad ogni incrocio...
(Mary: …ed a Giancarlo, che anche se non glielo dirò mai apertamente, è stata la vera guida dell’uscita!!!
Giancarlo: Brava Mary! E’ riuscita ad organizzare per benino il treno e si e’ beccata pure tutte le telefonate delle prenotazioni!!!)
E naturalmente a tutti voi che avete partecipato con entusiasmo!

[comments?] |
Pubblicato da enrico - lunedì 14 aprile 2008, 22:09
Sfidando i potenti anatemi che i politici, senza distinzione, inviano a chi diserta le urne, un gruppetto di una dozzina di anarchici/avventurosi ha svolto ieri il giro MTB alle pendici del Gran Sasso.Dico subito che tutto si e' svolto nel migliore dei modi: perfetto il meteo (abbiamo lasciato Roma coperta dalle nuvole, poi sull'altro versante dell'appennino ci ha accolto un bel sole), ottimo il fondo (solo una settimana fa, durante la prova abbiamo trovato dei tratti con fango profondo mezzo metro. Ieri erano quasi del tutto asciutti). Con l'unico problema logistico dovuto alla penuria di rifornimenti durante il giro (preannunciata), la "sporca" dozzina ha svolto i suoi oltre 900 metri di salita su sterrato (e altrettanta discesa) senza nessun problema (menzione per Luca Romani che arrancava un po', ma non si e' mai arreso), e accompagnato per quasi meta' giro dallo spettacolo del massiccio del Velino-Sirente e del Gran Sasso. E' proprio il caso di dire che ci siamo abbastanza stancati, ma ne e' veramente valsa la pena! Ringrazio, di tutto cuore e sinceramente Filippo, gia' guida di Pedalando ed ora a tutti gli effetti anche di Ruotalibera: sin dal suo battesimo in associazione irrompe con decisione nella classifica delle guide con i giri piu' "tosti" (ma anche belli dal punto di vista tecnico e paesaggistico) -- i numerosi complimenti dei partecipanti per la bellezza del giro devono essere destinati soltanto a lui: io ho curato la parte logistica e l'ho aiutato nella prova percorso. Quindi complimenti anche da parte mia.Questo giro nel suo piccolo ha avuto un record: quello del socio arrivato da piu' lontano per partecipare. E' stato infatti sbaragliato quello precedente (che spettava ai soci napoletani dei Cicloverdi che frequentano spesso le nostre escursioni con partenza da Roma): alcuni giorni fa, come richiesto dalle guide, la D.ssa Mary L. si e' regolarmente pronotata al giro inviando una e-mail da Rock Springs, WY, U.S.A. dove si trovava per lavoro (9000 Km e 8 fusi orari dal luogo dell'appuntamento: Uscita Aquila Ovest, AQ, Italia), contando di rientrare in Italia il sabato. Invece e' atterrata a Roma solo alle 8 della domenica, parcheggiano l'auto a l'Aquila alle 11 e iniziando il giro da sola, raggiungendoci a pranzo con "appena" un'ora di ritardo e usando solo la mappa e le descrizioni incluse nella scheda gita: Congratulations and thanks for coming! At least we hope you enjoyed the ride, did ya ? Da segnalare che, col suo arrivo durante l'ora di pranzo, il numero di partecipanti finali e' stato superiore a quelli iniziali -- a volte capita il contrario, e puo' non essere piacevole ... ;-) Un grazie a tutti i partecipanti, tra cui cito quattro soci storici e appassionati di MTB: Nic, MarcoP, Stani e Cristina. Ciao e alla prossima! enrico Scarica tracciato GPS (GPX Format, 154 KBytes)Ulteriori foto sono disponibili alla pagina: http://www.flickr.com/photos/13754760@N03/sets/72157604528410094/  [5 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - giovedì 03 aprile 2008, 12:27
Quando si fa la guida da tanti anni le proprie uscite rimangono tutte un po' nel cuore, ma alcune lasciano delle tracce piu' profonde.
Quella di domenica scorsa e' stata una di queste. Sara' stata la giornata splendida dopo tanto tempo brutto, o forse il fatto che non ci sono stati problemi di rilievo, o il fatto che sia stata forse una delle uscite fuori Roma con maggior numero di bambini e ragazzi, o la simpatia dimostrataci dai partecipanti, o ancora il paesaggio cosi' affascinante, tale da sorprendermi ogni volta che mi capita di ripassarci.
Fatto sta che difficilmente potrei ricordare uscite con un bilancio tanto positivo.
E allora abbiamo pensato di farne un resoconto, cui gradiremmo molto aggiungere le vostre impressioni.
Alla prossima!

Ore 6,30: SVEGLIA!
Porc... Pure l'ora legale ci si doveva mettere! Fortuna che i biglietti l'abbiamo gia' fatti e le bici son gia' pronte. Riusciamo solo a buttar giu' una tazza di te', e via.
Ore 7,45: ALLA STAZIONE
Nemmeno siamo i primi! Qualcuno e' gia' sul binario, ma il treno ancora non c'e'. Arriva subito pero', e ci diamo da fare a caricare le bici e controllare le liste.
Alle 8,10 mancano ancora tanti: arriveranno in molti alla spicciolata, di corsa, alcuni appiedati da gravi problemi meccanici (Caiofabricius e' irragionevolmente desolato per il ritardo procurato dalla rottura di una catena e due forature, manco fosse stato lui a provocarle...). Gli ultimi arrivano praticamente col treno in partenza.
Ore 8,30: SUL TRENO
Mentre Antonella e Giampiero svolgono il lavoro burocratico, Giacomo ed Andrea si dedicano alla riparazione delle bici (piu' Giacomo che Andrea, a dire il vero). Funzionera', a quanto pare.
Ore 10,20: CEPRANO
Andrea: Con leggero ritardo arriviamo a Ceprano e col gruppo dei “duri” partiamo: avendo ricordato nel “briefing” che non abbiamo molto tempo se vogliamo raggiungere gli altri per pranzo, mi scordo di non aver fatto colazione e non prendo nulla nemmeno qui (la paghero' cara...). Dopo pochi km ci fermiamo al Caseificio Valle del Liri dove facciamo provvista di Mozzarelle di bufala e ricotta, e contestualmente riparo quella che si rivelera' essere l'unica foratura di tutto il gruppo: la mia!
Nella fretta di ripartire mi dimentico il casco (spero sia ancora li').
Ore 10,30: ROCCASECCA
Antonella: Alla stazione si unisce a noi il gruppo giunto in macchina (aaarghh!!!) e mentre ci si sparpaglia tra bar e toilette ci accoglie il Signor Tommasino dell'Associazione Fiume Melfa , che dopo il briefing ci scorta per il primo tratto di strada.
La prima (ed unica) salita e' sufficiente a disgregare l'unita' del gruppo ma non la voglia di arrivare (e infatti alcuni raggiungono la “vetta” - dislivello 70 mt in 4 km - a piedi).
Il Signor Tommasino ci illustra le iniziative che stanno portando avanti per dare impulso al turismo in questa zona ai piu' sconosciuta malgrado le sue bellezze (www.fiumemelfa.it = andate a visitarlo): ad esempio il raduno di canoisti del 13 aprile, o il rafting lungo le gole.
Qualcuno, probabilmente sconvolto dalla salita, e' convinto che l'acqua della fontanella sia frizzante, e buona parte del gruppo si precipita a provarla...
Ma e' ora di partire: Giampiero e Marco si rimettono in coda a fare la scopa (a fine giornata c'e' chi rivelera' di non aver capito come mai due giovanotti apparentemente prestanti rimanessero sempre attardati...) e il gruppo dopo una breve discesa si inoltra nello splendido paesaggio delle gole.
Ore 11,30: LA PRIMA SALITA
Andrea: Lasciata Fontana Liri, la strada costeggia la ferrovia, completamente priva di macchine, cominciando subito ad inerpicarsi sul colle. Sabine, partita con jeans e giaccone impellicciato, finalmente si convince a togliersi quest'ultimo: io sto gia' in canottiera da un pezzo...
Dopo i primi 200 mt di dislivello passiamo un breve tratto pianeggiante. Ma poi si riprende con la stessa pendenza fino ad Arpino. Le ragazze faticano un po', ma arrivano anche loro, e riprendiamo la salita. Passiamo per Arpino fermandoci solo il tempo necessario a prendere acqua, e si ricomincia a pedalare per gli ultimi 6 km di salita.
ORE 11,30: LE GOLE: CHE SPETTACOLO!
Antonella: La pedalata lungo le gole è una vera passeggiata: il gruppo si disgrega e ricompatta di continuo. Lo lasciamo fare perché l’assenza di macchine (in realtà qualcuna passa) ed il tempo in abbondanza ce lo permettono, e anche perché è giusto che laddove è possibile ognuno possa scegliere l’andatura che preferisce e fermarsi a godere del panorama, scattare foto e chiacchierare nel massimo della liberta’.
La salita è quasi impercettibile, accompagnata dal panorama delle gole: il fiume che scorre limpido al di sotto, le pareti rocciose a picco ai nostri lati, e le montagne imbiancate davanti.
Arriviamo a Casalvieri alle 13 e facciamo sosta aperitivo nel Bar del paese in attesa del gruppo dei “duri”. D’improvviso vedo una figura nota ma imprevista: Fibak, che ha perso il nostro treno e ha preso quello dopo che fermava solo a Cassino, ci ha raggiunto facendo un’altra strada.
L’attesa dei duri si prospetta lunga e ci stravacchiamo su uno dei tanti prati dei dintorni a mangiare.
Ore 13: AHI, QUANTO A DIR QUAL'ERA E' COSA DURA...
Andrea: Sto salendo con una certa agilita' quando, a 1 km dalla vetta, il mio corpo si ricorda improvvisamente che non e' stato adeguatamente rifornito dalla sera prima, e mi pianta in asso: i pedali diventano due macigni e ogni metro e' un calvario. In qualche modo arrivo a Civitavecchia, la stupenda acropoli di Arpino, dove mi avvento famelico su frutta secca e banane per fortuna offerte dai compagni di fatica, e mentre loro visitano il borgo io riparto per l'ultima breve salita. Raggiungo la vetta alle 13,45, e gli altri sono ancora lontani.
Ore 14: DISCESA FINALMENTE!
Andrea: Ripartiamo, quando gli ultimi stanno per arrivare alla vetta, e mi butto in discesa. Il panorama e' bellissimo, con i monti del Parco Nazionale imbiancati di neve aldila' della Val Comino. Dopo 8 km di discesa bisogna superarne ancora un paio in salita, per poi finalmente arrivare alla meta e ricongiungerci al gruppone a Casalvieri: sono le 14,30.
Stesi su un prato ci uniamo agli altri che già stanno mangiando. Vedo Sabine seduta al Bar tutta tranquilla (con l’abbigliamento e la bici che aveva come ha fatto ad arrivare? Ancora un paio di uscite ed è pronta per la Maiella). Ma è ora di ripartire.
Ore 15,30: RITORNO LUNGO LE GOLE.
Il rientro lungo le gole è quanto di più piacevole possa esserci in bicicletta: l’aria ancora tersa, il sole ma una temperatura mite, lo spettacolo del paesaggio dei monti sopra a noi e del fiumiciattolo dai colori smeraldo sotto, e poi la discesa, quasi invisibile ad occhio nudo ma tale da non costare alcuna fatica nel pedalare. Si scende ognuno alla sua velocità, rilassati, fermandosi per far foto qua e là. Che pacchia!!
Superata una brevissima salita, scendiamo alla stazione, in ampio anticipo. Vedo facce soddisfatte e colgo commenti benevoli, mi sembra. Bene.
ORE 18: IL CERBERO BIGLIETTAIO
Può andare tutto, ma proprio tutto liscio? Ovviamente no.
Ed ecco materializzarsi la dimostrazione in forma umanoide di un solerte bigliettaio. Accade che una di noi abbia fatto il biglietto dal giornalaio di Termini, e che questo le abbia dato un biglietto chilometrico leggermente inferiore al necessario. La differenza è di 3 €, ma il solerte ne pretende 50 di multa! A nulla valgono le proteste e i tentativi di mediazione: benché sia evidente che la ragazza non abbia alcuna colpa o tantomeno dolo, l’inesorabile macchina burocratica pretende la sua soddisfazione.
Tanto peggio: praticamente un muro si frappone davanti al cerbero, che minaccia interventi polizieschi ma alla fine desiste. Pare però che se la sia presa con altri rimasti isolati in altri vagoni. Ora, in termini strettamente legali è ovvio che la pretesa del solerte fosse ineccepibile: ma è altrettanto chiaro come la ragazza non avesse alcuna colpa propria nell’errore, e come la multa pretesa fosse davvero esorbitante. Senza contare che l’Associazione ha pagato 600 € per il vagone bici. Noi siamo i primi a spingere per l’utilizzo dei trasporti pubblici, e difendiamo la necessità di pagarne il biglietto, ma a volte abbiamo il dubbio che non tutti i dipendenti dei trasporti pubblici siano felici di questa nostra scelta. La burocrazia sarà pure necessaria, ma se non la si associa ad un po’ di granum salis rischia di fagocitarci.
ORE 19,30: ARRIVO A TERMINI
E siamo arrivati. Che dire? Grazie a tutti per la compagnia, se avete foto mandatele su ruotalibera@gmail.com, e se avete commenti e/o suggerimenti sono graditissimi.
E alla prossima!!
[14 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - venerdì 25 aprile 2008, 19:25
Come ho già detto: meglio tardi che mai !!! a una settimana di distanza, smaltiti gli effetti della maratona e del SUPERRECORD di Ruotalibera con 105 presenze.
L'unico rammarico che ho è quello di non aver rispettato del tutto gli impegni circa la visita alla necropoli, il prossimo anno faremo di certo meglio con un treno di ritorno ad un orario più adatto.
Ringrazio particolarmente tutti quelli che si sono prodigati al buon esito di questa impresa e Elisabetta che ci ha regalato questo bel pezzo di cronaca dell'escursione: buona lettura.
1° giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate
2 marzo 2008
Sembra di vederlo ancora, sbucare da una galleria, lento e sbuffante, sentire il suo rumore così familiare, immaginarsi i viaggiatori incollati al finestrino, lasciarsi il mare alle spalle ed addentrarsi in una natura selvaggia dove il tufo la fa da padrone, nella terra etrusca per eccellenza.
Oppure fare il viaggio al contrario e anelare all’orizzonte la vista del mare.
E’ il treno, è la ferrovia Orte- Capranica- Civitavecchia.
Oggi è una delle tante ferrovie (6.000 km di tracciati) in disuso, dimenticate, d’Italia. In Spagna le ferrovie a scartamento ridotto sono diventate le Vias Verdes, cioè itinerari ciclo-pedonabili molto apprezzati da tutte le fasce d’età. Le vecchie stazioni sui percorsi sono state restaurate e fungono da ristoro e ostelli. Un progetto ben riuscito e tutto sommato con poco investimento…
Ma torniamo a noi. E’ lunga la storia della ferrovia Orte- Capranica-Civitavecchia. Viene pensata alla fine dell’’800 da una giovane Italia che puntava allo sviluppo industriale, si pensava in grande allora, e si sognava di arrivare ad Ancona collegando così i due mari, passando per le acciaierie di Terni appena inaugurate, progetto che ancora oggi non ha visto luce ne’su rotaia né su strada. Costruita molto lentamente tra gli anni venti e trenta per via dei numerosi impedimenti posti dalla conformazione stessa del territorio (è considerata una linea di montagna), subì danneggiamenti nel periodo della guerra (fu fatto saltare il ponte sul Mignone), ma venne ostinatamente ricostruita nonostante i negativi andamenti (soppressione di volta in volta dei servizi) per venire poi abbandonata definitivamente alla fine degli anni ’60. Era finita l’epoca della lentezza, il mondo accelerava i suoi tempi, fu il boom del trasporto su gomma. Ma ancora per un po’ mantiene una sua dignità fungendo da set cinematografico vista l’ambientazione selvaggia. The end? Macchè, la storia non termina qui. Negli anni ’80 sotto il governo Craxi, si pensa di ripristinare il tracciato, si dice che siano le popolazioni locali a richiederlo (chissà?!) e così vengono stanziati 220 miliardi di vecchie lire, si fanno lavori, si elettrifica la linea, si fanno studi per evitare le pendenze eccessive, causa prima del fallimento delle linea, si cerca di capire come rendere quel treno più veloce possibile. Mancano solo i binari. Ma ancora una volta è l’incompiuto, si alternano i governi e come spesso accade in Italia si finisce nello stallo completo. Ed arriviamo ai giorni nostri, nel porto di Civitavecchia viene riposto il sogno di un nuovo impulso economico sia dal punto di vista commerciale che turistico (per le navi da crociera) ed ecco rispuntare la ferrovia. Ma c’è sempre il problema lentezza da risolvere, pare infatti che per arrivare ad Orte sia più semplice e veloce utilizzare la linea che transita per Roma. Ed allora? Forse è perché bruciano i miliardi andati in fumo (complessivamente 350 miliardi delle vecchie lire), o forse perché è necessario bruciarne altri, di fatto la storia non è ancora finita. Le ultime notizie sono che la Regione Lazio ha chiesto alla Ferrovie dello Stato di cedergli l’uso del tracciato. Le Ferrovie hanno detto sì. E poi c’è il nodo delle acciaierie di Terni da risollevare contro la concorrenza estera agguerrita. Ma non si è detto che è più veloce passare per Roma? Mah. Ci sono anche i turisti che sbarcano dalle navi da crociera, che per quanto ne so io di tempo per visitare i luoghi ne hanno sempre poco, che se ne fanno di un trenino locale? Magari preferiscono scappare qualche ora a Roma e pure di corsa. Elogio della lentezza, slow down? Sembra una contraddizione.
Uno spiraglio arriva dall’ultimo governo, per la prima volta viene presa in considerazione la valorizzazione dei tratti ferroviari in disuso, vengono stanziati dal Ministero dell’Ambiente 2 milioni di euro e individuati 12 tratti ferroviari dalla Lombardia alla Sicilia. La Capranica-Civitavecchia è tra questi. Partono quindi le petizioni di Co.Mo.Do (COnfederazione MObilità DOlce), nella quale sono confluite diverse associazioni, per salvare il tracciato ai fini di uno sviluppo turistico di qualità che valorizzi i piccoli centri. Come non pensare quindi alla Tuscia e ai suoi tesori nascosti?
Nel frattempo che qualcosa accada c’è chi a piedi, in bici o perfino a cavallo approfitta di questo tracciato, dove i cartelli di fatto ne vietano il passaggio essendo proprietà privata (Ferrovie dello Stato). Percorrerlo da Capranica al mare (in discesa per non affaticarsi troppo) è veramente un modo per lasciarsi alla spalle il ritmo veloce della nostra quotidianità. La natura è ancora straordinariamente selvaggia, i paesi che si incontrano, (Barbarano, Blera, Civitella Cesi), una tappa piacevole dove assaporare tra un vicolo e l’altro la genuinità dei prodotti, le rovine archeologiche, (San Giovenale e poco più lontano San Giuliano e le rovine archeologiche di Blera e Barbarano) una stimolo alla conoscenza del mondo misterioso degli Etruschi. E ti viene da pensare a quante potenzialità potrebbe offrire questo paese che potrebbe campare solo e unicamente di turismo e di prodotti di qualità.
Ma torniamo al treno. Il punto di ritrovo è in stazione, Ostiense per la precisione. L’associazione Ruotalibera di Roma, aderente alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ha organizzato un’escursione per la prima giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate. Ci presentiamo puntuali con l’entusiasmo dei bambini anche se sulla maggior parte dei nostri visi il tempo comincia a lasciare il suo segno. Ed è l’età in cui si rallenta. Qualcuno ha trascinato anche i figli che, forse, visto che è domenica e pure presto avrebbero voluto oziare ancora un po’. L’organizzazione ha chiesto un treno speciale per noi, siamo circa un centinaio di orgogliosi e tenaci ciclisti, o meglio amanti delle due ruote. Arriva il nostro treno, ordinatamente carichiamo le nostre biciclette, in stazione qualcuno osserva con sguardo curiosamente divertito, mi piace pensare che domani rispolvererà la sua bicicletta tirandola fuori da cantine e soffitte. Il viaggio è lento, il treno ferma ad ogni stazione che si ritrova sul tracciato, 60 km in circa un’ora e un quarto, ma è un ‘occasione per scambiarsi racconti di viaggio esperienze, tutto rigorosamente su due ruote. E così scopri che tante persone amano la bicicletta. Carpisco un pezzo di discorso due sedili più avanti, c’è chi sogna di arrivare a Pechino, un sogno in fondo realizzabile, “tre mesi che vuoi che siano, un centinaio di chilometri al giorno”, si può fare, direbbe qualcuno di questi tempi…Il gruppo è variegato, i muscoli sulle gambe parlano da soli, polpacci torniti raccontano di salite tortuose sui pedali, un gruppo di amiche sono intente a scegliere sul calendario dell’organizzazione gli itinerari secondo il grado di difficoltà, “dai questi sono solo due pallini verdi”, si può fare, ancora una volta. I bambini si sono risvegliati dal torpore mattutino e corrono su è giù per i vagoni. Ed eccoci finalmente alla stazione di Capranica, l’unico bar viene preso d’assalto dalle truppe colorate, magliette, caschetti , chissà cosa pensa il gestore, è un po’ nel pallone, ha finito anche le tazzine per il caffè, ma anche lui sembra divertirsi e ci chiede con curiosità cosa ci stiamo a fare. La giornata è splendida ed inaspettata, fino a ieri pioggia e freddo. Un vero regalo. E’ il 2 marzo, la primavera è nell’aria, l’odore persistente delle mimose primo segnale dell’inverno che ci stiamo lasciando alle spalle. Aumenta l’entusiasmo come la temperatura. Ci si raduna nel piazzale della stazione, c’è chi controlla la bicicletta, “scusa hai la pompa che l’ho dimenticata”, la fontanella versa nelle borracce acqua fresca e preziosa fino al ritorno visto che non ne incontreremo altra. Qualche minuto per organizzarci e si parte. E’ uno spettacolo davvero, una variopinta truppa biciclettata d’assalto , campanelli che risuonano in una domenica che a Capranica è ancora silenziosa. Pochi metri di strada asfaltata, si attraversa il binario della linea ordinaria e ci tuffa nello stradello lasciandosi alle spalle macchine e motori. La meta è arrivare all’altezza di Civitella Cesi, 20 km, (il doppio tra andata e ritorno) e visitare la necropoli di San Giuliano. La massicciata è ben conservata, il fondo per lo più ottimo, a parte piccoli tratti un po’ più sassosi ma perfettamente percorribili anche con biciclette da città. Andando in direzione Civitavecchia è praticamente un piano in discesa che consente di godere del paesaggio senza impegnative pedalate. Ma ecco la prima delle tre gallerie che incontreremo. Qualcuno, di quelli più equipaggiati tecnicamente, ha portato le lampade, gli altri, come me, si accodano affidandosi al bagliore delle lampadine, a metà della galleria si è comunque nel buio più totale, si perde l’equilibrio, è come se si galleggiasse nel vuoto senza peso, ci si affretta per guadagnare la luce dell’uscita, attenti a non cadere nell’infida canaletta di scolo posta al centro della carreggiata. Lasciarsi la galleria alle spalle è un po’ come aver superato una prova di coraggio, attraversarla al buio aumenta l’entusiasmo, ma la prossima volta porto la torcia! La prima sosta la facciamo presso una delle stazioncine abbandonata, quella di Barbarano, aspettiamo il gruppo che arriva alla spicciolata e in piccoli gruppetti. Una particolarità riguarda queste stazioni, rappresentano una unicità in Italia per alcune decorazioni e complementi architettonici in stile liberty. Una delle più belle è quella di Civitella Cesi, sarà per il paesaggio aperto sulla campagna che si ammira dalle grandi finestre, ci entriamo sognando di restaurarla pronta ad accogliere i turisti.
Inforcate di nuovo le biciclette ci attende il passaggio più complicato, dei cancelli chiusi ormai da tempo, la vegetazione ci cresce sopra, e dei muretti impediscono il passaggio alle biciclette che vanno alzate e fatte scavalcare. Non ci si perde d’animo, diventa come un percorso ad ostacoli, scatta il reciproco aiuto. Gli uomini più dotati di muscoli si prestano. E’ come contare le pecore che saltano la recinzione, 99…100… alla fine con le spalle e le schiene doloranti si riprende la pedalata, altre gallerie, qualche altro muretto meno faticoso. I vari passaggi hanno sottratto però tempo prezioso, superata la stazione di Civitella Cesi, al capogruppo tocca prendere la decisione impopolare di comunicare che solo chi è molto veloce può permettersi la visita della necropoli, per gli altri, la maggioranza, c’è mezz’ora per un panino al sole sul prato, appena sgranchiti i muscoli si riparte sulla strada del ritorno perché il treno per Roma non ci aspetta e diventerebbe complicato per ragioni organizzative prendere quello successivo (sprovvisto del vagone speciale per tutte le nostre bici). Ora c’è la salita, o meglio un lungo falso piano che fa urlare qualche muscolo. Sulla strada del ritorno si chiacchiera di meno almeno fino all’ultima galleria quando si allenta la pedalata e ci si rilassa sull’ultimo tratto in leggera discesa. Nel giro mezz’ora arrivano tutti, ci si rilassa, secondo assalto della giornata al bar, caffè, spuntino, birretta. Sotto i baffi del gestore il sorriso, sia per il guadagno inaspettato sia per l’entusiasmo di questi folli che lo ha forse contagiato. Ci si scambiano le impressioni della giornata, le guance sono rosse, ma i volti sono rilassati nonostante la sudata, mi sembra che siamo tutti un po’ più felici, i bambini hanno ancora sprazzi di vitalità, “la prossima volta la si fa tutta fino a Civitavecchia, fino al mare”. Arriva il treno, per quanto veloci nel caricare le biciclette gli facciamo perdere un quarto d’ora sulla tabella di marcia, qualche utente sicuramente non sarà contento, ma come spiegare l’elogio della lentezza? “Ma dai è domenica il danno è forse limitato”.
Il treno ci riporta a casa, un tramonto colorato ci fa sognare nuove mete, qualcuno sonnecchia, ma i più smaltiscono l’entusiasmo ricordando la giornata pronti a ricominciare la nuova settimana. Il giorno dopo una smorfia di dolore nel sedersi alle scrivanie si trasformerà in sorriso e se anche per un solo attimo sospenderemo il ritmo delle nostre esistenze pensando alla prossima volta.
Elisabetta Salvatorelli
Per approfondimenti consultare i siti:
www.ferroviedimenticate.it
www.greenways.it
www.fiab-onlus.it
www.ruotalibera.org
Sono disponibili le foto dell'escursione sulla nostra casella su Gmail e a questo indirizzo:
www.ruotalibera.org/ferrovieabbandonate/index.php
[1 comments] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - martedì 04 marzo 2008, 17:00
>Domenica 2 marzo,
sotto un sole primaverile ho avuto il piacere di guidare 10 impavidi ciclisti, che spero abbiamo potuto scoprire un luogo nuovo di Roma e perché no un posto dove ogni tanto tornare bambini in bici, tra dossi, pozzanghere e profumo d’erba. La gita è filata liscia senza alcun intoppo e si è conclusa con la visita all’ottocentesco Casale Torlonia, dal quale abbiamo potuto godere un panorama inconsueto sulla città. Alla fine solo quattro di noi si sono lasciati tentare dalle lusinghe della Trattoria sarda “certificata” da Ruotalibera, che ci ha deliziato il palato con bruschetta, cozze, vongole, spaghetti vongole e bottarga e frittura mista, tutto innaffiato da un vinello bianco e sincero. Un saluto a tutti i partecipanti ed un ringraziamento ad Augusto Del Papa che ha fatto la scopa. I partecipanti troveranno presto alcune foto su www.gmail.com
Riccardo
[comments?] |
Pubblicato da admin - venerdì 29 febbraio 2008, 20:24
 Riceviamo dalle guide (Gianni Z. e Antonella D.M.) e volentieri pubblichiamo: Scarica versione originale .DOC (28 KBytes) CICLOCRONACA SEMISERIA del I° Gran Premio della Montagna a Roma
del 17.02.08
Il giro si è svolto in una bellissima giornata mite e con il
blocco del traffico per la domenica ecologica.
Ricordiamo che lo spirito della gita era quello di ribaltare come in un
gioco il punto di vista della passeggiata in bici in città, scegliendo
i percorsi più impegnative e le massime pendenze, attraverso la
splendida Città Eterna alla quale non manca proprio nulla…..neanche
le salite.
Per cominciare è bene dire che abbiamo esperienza di organizzazione
individuale di giri in bici anche lunghi ed impegnativi ma non in gruppo;
ringraziamo dunque tutti per la fiducia accordataci e soprattutto per aver
partecipato numerosi.
Non riusciamo comunque ancora a capacitarci sul come a circa 45 persone
adulte ,pienamente( apparentemente) capaci di intendere e di volere, sia
saltato in mente di fidarsi a farsi guidare da noi , alla nostra prima
gita come guide.
Forse non hanno pensato alla possibilità, molto ma molto vicina
alla realtà, che potremmo essere totalmente incapaci di orientarci
anche nelle situazioni più normali come, ad esempio, ritornare dal
lavoro a casa senza l'ausilio di un cane da valanga, o di un sistema di
guida satellitare fornito dalla NASA per i casi più disperati e
con la consulenza degli esperti di "Chi l'ha Visto".
Comunque siamo riusciti a riportare tutti a casa sani e salvi ( non
sappiamo neanche noi come), pur se abbiamo dovuto amaramente constatare
che ci sono giunti pochissimi ringraziamenti da parte dei familiari dei
partecipanti. Forse qualcuno dei carissimi “parenti serpenti", avendo
letto i nomi delle novelle guide, sperava proprio in qualche NON RITORNO…….
LA CRONACA:
Un grande gruppo ci attendeva ansioso già prima dell’ orario
stabilito ed ha partecipato con entusiasmo all’attività di ginnastica
all’aperto ( Tai Chi ) che ha preceduto la partenza.
Richiamati dalla fama internazionale delle Guide, sono giunti partecipanti
da ogni parte del paese ( Napoli, Trento, Trieste) e perfino dall’ estero(
Stati Uniti e Francia).
Data la grande affluenza ,abbiamo esaurito le tessere 2008 di Ruotalibera
affidateci , ed a stento abbiamo resistito alla tentazione di fuggire con
l’incasso. La verità e’ che non abbiamo purtroppo raggiunto fra
di noi un accordo sull’eventuale spartizione del bottino.
Orari puntuali secondo le previsioni, nessun imprevisto di nota né
incidenti, grande pazienza lungo le salite: ben 16 in un percorso vario
ed a tratti impegnativo ( 7 Colli di Roma ed altre numerose salite) .Il
dislivello totale che abbiamo malignamente comunicato ( 550 mt) era inferiore
alla realtà. Questo per far capire a chi ha partecipato che spesso
siamo in grado di fare di più di quello che pensiamo.
Tutti, ma proprio tutti, hanno collaborato con non comune senso del
gruppo, nel segnalare le svolte o aspettare gli ultimi, in un’ atmosfera
particolarmente costruttiva e socievole.
Esclusivamente ai perseveranti che non hanno ceduto alla tentazione
della vicinanza da casa, giungendo al traguardo finale, è stato
consegnato il Diploma Originale di Partecipazione , appositamente studiato
per l’ occasione.
RINGRAZIAMENTI:
Nelle giornata abbiamo visitato le piccole chiese di Santa Passera,
solo all’ esterno perché chiusa per restauri, e di San Lazzaro in
Borgo, con visita guidata, per la quale ringraziamo il signor Belli che
ci ha gentilmente accolto.
Desideriamo ringraziare anche il nostro amico Marcello Giusti, maestro
di TAI CHI, per gli esercizi di stretching prima della partenza, iniziativa
che suggeriremmo di consolidare nel futuro, adottando questa salutare abitudine
prima di tutte le gite di RUOTALIBERA, indipendentemente dal tipo di ginnastica
prescelto.
Un ringraziamento particolare per il lavoro svolto dalla scopa ( Guida
di Coda per chi preferisce), al secolo Giacomo, che oltre a cercare di
rintracciarci nelle continue svolte del percorso del pomeriggio, si è
prestato, con non comune abnegazione e serietà, a girare per Roma
con un simbolo concreto di artigianale fattura (scopa fabbricata in casa)
attaccato al giubbetto arancione.
Un ringraziamento ai Mediani, Carmine, Fabrizio e Giancarlo, ben visibili
con i gilet arancione; grazie non solo per il loro prezioso lavoro, ma
soprattutto per averci restituito a fine gita i giubbini riflettenti che
gli avevamo fornito. Speriamo che l’uso di tali giubbini per i mediani
e per la scopa ( munita anche di Bandierone della FIAB) diventi una
costante nelle gite di RUOTALIBERA.
CONSIDERAZIONI:
Da evidenziare l’ assenza di forature, grazie anche al sistema “satellitare
–intelligente ” di schivatura dei chiodi (in pratica un ferro di cavallo
accoppiato ad un sempre utilissimo corno portafortuna), approntato per
l’ occasione dalle Guide.
Dobbiamo,però, ammettere di aver fatto un errore: non aver previsto
una pausa pipì. Errore al quale i partecipanti hanno comunque brillantemente
rimediato con iniziative spontanee di gruppo, in una specie di ammutinamento
collettivo, con la scusa del cannolo siciliano o del gelato. Per questo
abbiamo pensato che la prossima volta, invece di due visite culturali,
organizzeremo due visite alle toilettes, una pubblica ed una privata, per
par condicio, o in alternativa ad un Vespasiano.
E poi un’ulteriore proposta organizzativa: la scopa potrebbe essere
aiutata nel suo ruolo dall’uso di un distributore automatico elettronico
di briciole Modello “Pollicino”, dotato anche ( come optional) di briciole
fosforescenti per le gite in notturna.
Infine i partecipanti si saranno chiesti:perché DUE guide?……bene,
abbiamo sintetizzato in due motivazioni essenziali:
- Per lavorare di meno
- Per scaricare sull’altro la responsabilità di un eventuale fallimento
della gita.
Comunque, a parte gli scherzi che riflettono il fatto che anche noi
ci siamo divertiti molto, se vi è piaciuta la gita ( tutto merito
di questa nostra meravigliosa citta’) , tornate ancora in bici con noi,
naturalmente con RUOTALIBERA.
Antonella e Gianni
P.S. (Da Gianni): vorrei chiarire che, ovviamente, il Capo Gita
non e' stata Antonella ma IO .
Lei ha tolto le rotelle posteriori della sua bicicletta la settimana scorsa!
P.S. (Da Antonella): lasciate illudere Gianni che era lui il
Capo Gita ( sapete, con l' età che avanza.....). E poi…con quel
fischietto!!!
Ma sia chiaro che il vero Capo Gita ero IO . Evviva le Quote Rosa !
  [5 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - domenica 13 gennaio 2008, 21:57
 Veramente una bella uscita. Eravamo tutti contenti e sorridenti, bagnati, infangati e un po' infreddoliti, nei parchi semi-deserti (c'erano solo donne come ha detto il Cau !) ma veramente credo che si sia apprezzata la semplicità di un'uscita senza pretese particolari. Volevo far veder come muoversi per Roma su itinerari adatti anche per i giorni feriali e credo sia riuscita. La pioggia, il 22-esimo partecipante ci ha raggiunto nel parco della Caffarella ma non ha spaventato nessuno (tranne 2 o tre persone fuggite). Poi di nuovo il sole ha fatto si che in 6 o 7 abbiamo rifiutato il ritorno in treno per rifare il persorso fino a Roma al contrario.
Grazie a tutti per la bella giornata che mi avete fatto passare.
[comments?] |
Pubblicato da Beatrice Galli - giovedì 13 dicembre 2007, 10:49
Questa volta le previsioni ci hanno azzeccato in pieno, purtroppo, ma nonostante ciò, la pedalata tra Ostia e Fiumicino ha ottenuto un nutrito numero di adesioni, malgrado qualche prudente defezione.
Il treno con la maggioranza dei ciclisti è arrivato puntuale alla stazione di Stella Polare, dove il dilungarsi della registrazione dei 38 partecipanti, tra i quali ben otto alla prima esperienza con RL, e sei nuovi iscritti (benvenuti!!) ha permesso ad alcuni ritardatari di raggiungere il gruppo, che si è mosso sotto le prime gocce di pioggia (non sapevamo ancora cosa ci aspettasse…).
Con noi anche Robert1, “grande” ritorno…
Dopo un breve percorso nell’abitato di Ostia Levante, il serpentone colorato ha attraversato la bella pineta di Procoio, che si estende alle spalle del litorale, dove la pioggia recente aveva compattato il terreno sabbioso, coperto da un tappeto di aghi di pino, quindi via di Piana Bella: itinerario che ci ha permesso di raggiungere Ostia Antica senza problemi con cinque km di tranquillo sterrato, in mezzo al verde, che ha fornito anche l’opportunità di approfondire le nostre (scarse) conoscenze sulla coltivazione del tappeto erboso usato, tra l’altro, anche all’Olimpico, che qui si produce.
Superato l’incrocio con la via del Mare, attraverso magici scorci siamo arrivati al borgo di Ostia antica, subito definito “luogo con certificazione D. C. P.” (Do’ C’hai Portato…). La sosta è stata più breve del previsto, perché le gocce aumentavano, ma c’è stato lo spazio, indispensabile, per un paio di brevi interventi di carattere storico (Andrea) e descrittivo (mio).
Il gruppo si è diretto poi, diligentemente in fila indiana, reso più visibile dal bandierone giallo della FIAB portato da Giovanni in coda, verso l’unico ponte che porta all’isola Sacra, che è stato attraversato senza problemi, grazie alla collaborazione di tutti, nonostante questa parte del percorso fosse un po’ critica perché su strada trafficata.
Costeggiando l’argine del ramo naturale del Tevere sull’Isola Sacra, siamo arrivati alla foce del fiume, un’area purtroppo molto degradata, ed inspiegabilmente non valorizzata, seppure di grande fascino, talvolta invasa dalle acque esondate del fiume.
Dopo una breve deviazione al faro di Fiumicino, che ha dato modo a qualcuno di sfogare i suoi istinti fanciulleschi, attraverso la pista ciclabile del lungomare della Salute, inaspettata per molti, abbiamo raggiunto il canale di Fiumicino, ramo artificiale del Tevere, che abbiamo superato percorrendo il ponte mobile pedonale.
Sosta meritata, pasticceria promessa, spuntini locali (alcuni hanno riferito di un cartoccio di certi polipetti fritti di tutto rispetto…).
Il tempo inclemente ci ha però consigliato di muoverci (non proprio una fuga, ma quasi…) per raggiungere il luogo previsto per la sosta pranzo, che dopo qualche problemino dovuto alla “incomprensione con un rappresentante dell’imprenditoria locale” di vedute non troppo ampie, è stata attuata sotto la provvidenziale tettoia dell’adiacente chioschetto estivo e, come tale, chiuso.
Almeno qui nessuno ha avuto a che ridire sulla nostra presenza…
Intanto, la pioggia era aumentata in modo preoccupante, suscitando reazioni contrastanti: tra l’impavido “meglio muoversi subito” ed il prudente “meglio aspettare che spiova, tanto tra un po’ smette” è prevalsa la prima, ed, in effetti, la seconda ipotesi ottimista è stata paurosamente sconfessata dai fatti. Molto tempo doveva passare prima che la pioggia cessasse…
Molti hanno poi raccontato di non essersi mai bagnati tanto (personalmente ho avuto un’esperienza peggiore- più acqua più a lungo), comunque tutti hanno pedalato al meglio delle loro possibilità, anche se purtroppo l’ingloriosa fuga ha fatto registrare la caduta di una componente del gruppo, per fortuna senza conseguenze.
Un avventato tentativo di percorrere ugualmente il lungomare di Ostia ponente è subito rientrato, a causa del vento che lì si aggiungeva alla pioggia, rendendo la ciclabile impraticabile.
Finalmente, siamo arrivati fradici (GIACOMO, LA PROSSIMA VOLTA PORTATI IL PONCHO!!!!!)
all’agognata stazione di Stella Polare, dove i più rapidi, con uno scatto da centometristi, sono riusciti a salire sul trenino per Roma che sopraggiungeva in quel momento.
Gli altri, ormai rassegnati a doversi scaglionare cinque alla volta sulle corse successive (assurdamente a trenta minuti l’una dall’altra, in quella fascia oraria festiva!), hanno constatato piacevolmente la più che gradita disponibilità della società Met.Ro., che ha accolto la richiesta di anticipare la nostra prenotazione al primo treno successivo, dove quindi tutti i rimanenti ciclisti sono quindi potuti salire.
Altra piacevole sorpresa: il convoglio di ultimissima generazione, senza divisione tra i vagoni, sul quale il gruppo è stato assistito da due vigilantes che informavano gli altri passeggeri che “quel vagone era prenotato per le biciclette!”.
Che sia l’inizio di una nuova era??
Nonostante le difficoltà, tutti i partecipanti sono stati a dir poco eroici. Un grazie a tutti, in particolare a Mary, che mi ha aiutato nella registrazione, e ad Andrea, Carmine, Giacomo, Giancarlo, Robert1, sempre impareggiabili e a Giovanni, portabandiera in poncho verde, preziosa e visibile coda del gruppo.
Ma la prossima volta, COL SOLE!!!
Beatrice
[4 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - domenica 02 dicembre 2007, 16:16
Poichè la guida ufficiale ha pudore a scrivere, lo faccio io.
Benchè la giornata non si sia presentata con i migliori auspici metereologici, alla partenza dalla stazione di Capranica eravamo tanti, più di 50.
Molto bello l'itinerario, prima lungo la ferrovia abbandonata, che abbiamo lasciato vicino a Blera, per poi percorrere strade secondarie e sterrati tra boschi dai colori stupendi giallo-arancioni.
A Cura di Vetralla sosta per rifocillarci con ottime aragoste alla crema, per poi affrontare l'ultimo sforzo prima della discesa verso le pozze di San Sisto.
Arrivati proprio nel momento in cui iniziava a piovere, un piccolo gruppo ha preferito dirigersi subito verso la stazione, saltando il bagno...
Mai scelta fu più sbagliata: l'acqua era stupenda, all'inizio sembra anche troppo calda, ma poi il piacere ti avvolge e pensi di potervi svenire dentro. E' il segnale che è il momento di immergersi nell'adiacente acqua fredda per far risalire un po' la pressione. Ma è solo un momento, poi si torna nel caldo, e così via, per più di un'ora. Che goduria!!!
Con fatica abbiamo abbandonato le pozze, per gli ultimi, ora faticosi, 6 km che ci dividevano dalla stazione di Viterbo.
Altre foto su gmail
 [2 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - lunedì 19 novembre 2007, 10:42
Una giornata incerta faceva da sfondo alla partenza a Piazza Esedra, stamattina, dopo giorni di pioggia. Ma il tempo sarebbe via via migliorato nel corso della passeggiata, pur rimanendo la temperatura sempre rigida.
Siamo riusciti a visitare quasi tutti i mosaici previsti, "lisciando" quelli del Battistero e S.Maria in Domnica perchè chiusi per pausa pranzo, ed evitando quelli di Trastevere per mancanza di tempo.
Ma nel complesso credo che un'idea sufficiente delle meraviglie di quest'arte a Roma se la sian potuti fare tutti.
E a fine giornata il piacere di vedere molte persone con bici affittate per l'occasione scoprire la gioia di passare una giornata in sella per Roma ad ammirarne le bellezze e' stato per me molto appagante.
Grazie a tutti i partecipanti ed a coloro che mi han dato una mano a tenere il numeroso gruppo, col quale mi scuso per le mie eventuali mancanze. Spero soprattutto che per coloro che non sono abituati a girare in bici sia stata un'occasione per iniziare a farlo.
[1 comments] |
Pubblicato da enrico - martedì 13 novembre 2007, 21:18
 Il gruppo in perlustrazione nelle rovine dell'antica citta' di Aefula
Nonostante le previsioni meteo non eccezionali ed il fatto che (per mantenere un livello di difficolta' "popolare": OOO) fosse richiesto l'uso dell'auto, questa gita ha visto la partecipazione di quasi trenta ciclisti. Un record storico per me e Nic (abituati a guidare week-end che raramenente superano la quindicina di partecipanti)...
Ci piace inoltre segnalare che, in netta controtendenza ai recenti episodi di intolleranza, questo giro ha visto una nutrita presenza di extracomunitari (ben l' 11%), in quanto tra i 27 partecipanti spiccavano tre atletici cittadini statunitensi: Mary M., C.J. e Pamela: thanks for coming, dudes! Il clou del giro, ovvero la visita guidata ad un frantoio di S.Gregorio (l'Azienda Agricola Colle Morgante, specializzata in olio di alta qualita') e' stata piuttosto interessante ed apprezzata dai partecipanti. Purtroppo e' sfumata la possibilita' di assistere alla produzione (cosa su cui contavamo) in quanto, per dei problemi tecnici, i macchinari erano fermi dal giorno prima. In compenso abbiamo elegantemente bilanciato con un altro imprevisto: La Sagra Della Bruschetta e degli Arrosticini che si e' svolta proprio quel giorno! Come sempre accade, guide e partecipanti hanno datto il loro meglio per non offendere gli organizzatori ... Alcune notizie di cronaca: Ha piovuto, e stranamente la pioggia e' coincisa esattamente con la pausa-pranzo e la visita al paese. Appena siamo ripartiti e' uscito nuovamente il sole: qualche partecipante straniero molto allenato (allenata?) ha fatto la danza della pioggia per limitare le pause ? ;-) Gli e' andata male, perche' nemmeno un acquazzone ci ha dissuaso da una lunga fila allo stand dei rifornimenti... Da segnalare un'unica foratura, avvenuta sempre durante la pausa-pranzo, ad una bici beatamente parcheggiata (forse la danza della pioggia aveva anche altre appendici?) Infine, un'opera di soccorso ad una partecipante in crisi ipoglicemica proprio alla fine dei 7 Km di salita continua per il paese; dopo un po' di riposo e averle ceduto una barretta, complice la discesa, si e' subito precipitata assieme agli altri a mangiare le bruschette...Ringrazio come sempre la guida (Nic, che ha avuto l'ottima idea) e tutti i partecipanti per l'interesse dimostrato. Ciao alla prossima! Enrico
[8 comments] |
Pubblicato da admin - sabato 13 ottobre 2007, 21:08
Riceviamo dalla guida (Cristina Saraceno):Domenica mattina a guardare il cielo veniva proprio voglia di poltrire a letto, poi ci si e' messa anche la pioggia. Ma io non mi sono scoraggiata, mi fidavo del mio istinto e delle previsioni meteo viste su internet. Alle 7,30 cominciavano le prime telefonate di disdetta ed altre che mi chiedevano se la gita fosse stata annullata: "per niente", rispondevo io! Ok, si parte, alla stazione Tiburtina comincia pure ad uscire il sole, mentre quando arriviamo ad Orvieto tira un ventaccio , fa freddo ed e' nuvolo. Dopo aver visitato da fuori (era chiuso) il Duomo, andiamo a fare colazione nel miglior bar -pasticceria di Orvieto, e' inutile descrivere la bonta' delle paste, tant'e' che Carla Pascucci mi dice:"Cristina, le tue gite mi piacciono per questo!" Ripartiamo, alla prima salita che porta al bivio per Torre S.Severo, il cielo si apre e cosi' ci alleggeriamo dell'abbigliamento semi-invernale.
Quando arriviamo al lago, sara' che il naso dopo la discesa verso Bolsena si e' congelato, la voglia di fare il bagno e' passata a tutti. Pranziamo li e alle 14,40 ripartiamo. A Montefiascone tre persone vanno a prendere il treno a Viterbo ed io mi accorgo che potremmo non fare in tempo a prendere il treno delle 17,50. Al bivio che porta verso Grotte S.Stefano penso che ormai e' quasi una certezza, mancano ancora piu' di 20 km ed in alcuni punti abbiamo il vento contrario. Dobbiamo comunque tentare, il treno successivo e' verso le 20. Dico al gruppo di serrare il passo, forse possiamo farcela, anche se ci credo poco. Insomma, dopo una corsa all'ultimo minuto riusciamo perfino ad arrivare con 20 minuti in anticipo ad Attigliano-Bomarzo!! Ringrazio tutti i 14 partecipanti alla gita: i Carli (ormai li chiamiamo cosi'), Patrizia Brescia, Stefano Pannunzi e tanti altri, ma soprattutto Enrico Carta che mi ha supportato in questa splendida gita.
Scarica tracciato GPS [PLT | GPX]
[comments?] |
Pubblicato da enrico - sabato 13 ottobre 2007, 21:08
 
Piacevole (ed impegnativo) week-end, caratterizzato da tempo buono, paesaggi affascinanti ed un buon successo di partecipanti (18 ciclisti, 4 esterni ed un neonato). Sabato, complici anche le guide, il giro e' partito da Gaiole un po' piu' tardi del previsto (oltre mezzogiorno, ce ne scusiamo con i partecipanti piu' puntuali...) Questo non ci ha comunque impedito di vedere (sebbene solo dall'esterno) il castello di Brolio, fare una veloce degustazione di vini ed un anello fuori-programma su uno sterrato in zona S.Regolo. In questa prima parte ci siamo avvalsi dell'aiuto di Duccio, un ciclista della zona.
Il giro e' poi proseguito come previsto fino ad un bivio in cui la strada principale proseguiva dritta e noi avremmo dovuto continuare su una strada secondaria, in salita, con indicazione Bossi. La testa del gruppo, che in discesa aveva superato la guida che si era attardata, forse per un'inconscia mancanza di simpatie politiche (tale da fargli anche dimenticare lo storico motto associativo "Nel dubbio, salire") ha pensato bene di proseguire dritto, gettandosi su una ripida discesa. Arrivando al bivio (e vedendo gli ultimi del gruppo di testa che sparivano sulla discesa) ho deciso di non abbandonare ne' inseguire i fuggitivi, ed invece di ufficializzare per tutti questa variante breve: la riduzione del percorso ci ha permesso di accorciare il tragitto ed arrivare immediatamente a S.Gusme', dove a questo punto abbiamo avuto il tempo per fare una variante imprevista su sterrato: qui infatti uno dei partecipanti (Filippo), che frequenta abitualmente la zona per motivi di lavoro, ci ha guidato su un anello di alcuni Km fuoristrada, che ritornavano a S.Gusme' per una strada molto bella. Grazie Filippo! Domenica abbiamo svolto il cosidetto giro breve dell'Eroica (circa 80 Km, 1250 m di salita, cioe' un po' piu' di quello dichiarato ufficialmente dagli organizzatori. Forse oltre alle bici d'epoca utilizzano strumenti di misura del 1850 ?)
Si tratta di un percorso storico e affascinante, per oltre il 30% in fuoristrada. Uno sterrato molto ciclistico in quanto abbastanza compatto (il "grip" dei copertoni e' quasi sempre buono), permettendo di affrontare senza slittamenti le ripide salite presenti (pendenze spesso sopra il 10/12%, con punte del 15/16). Fa una certa impressione per chi come noi e' abituato a considerare le strade sterrate come impervie o comunque minori e abbandonate, su cui al piu' avventurarsi con la MTB, vedere i guard-raid, i cartelli e le indicazioni di "strada provinciale" (o "comunale"), esattamente come una normale strada in asfalto! A questo proposito, vi invito a leggere sul sito ufficiale dell'Eroica il Manifesto per la tutela delle strade bianche.
Il giro e' partito alle prime luci dell'alba (9.30 passate, stavolta non per colpa delle guide ma di alcuni partecipanti alloggiati in un albergo fuori-mano) subito in salita per Vertine per poi proseguire (finalmente!) su una tipica sterrata dell'Eroica in direzione Volpaia.
Volpaia e' stato una sorta di rivelazione urbanistica: con cartelli inequivocabili (non penso di averne mai visti simili da nessuna parte) e' indicato che il paese e' dentro una zona-30 (limite a 30 Km/h, come si usa da anni nelle citta' nord-europee) e che c'e' un parcheggio di scambio obbligatorio per andare in centro a piedi, in quanto una ZTL proebisce la circolazione ai non residenti. Questo paese sarebbe considerato esemplare anche in Austria (non solo in Italia). Ma la cosa quantomento incredibile e' che dubito arrivi a 200 abitanti (pari a due palazzine di Roma), dunque coincide interamente con il suo centro e con la ZTL, e che il parcheggio di scambio poteva contenere 4/5 auto (ed era come e' ovvio desoltamente vuoto). Fantascienza? L'unica spiegazione e' che il sindaco e tutta la giunta comunale siano stati deportati per punizione a Volpaia direttamente da Stoccolma (dove probabilmente erano considerati troppo rigidi e ambientalisti persino per la Svezia) ...!
Scampati dal pericolo che qualcuno dei residenti ci infilasse strane sonde per controllare le nostre emissioni inquinanti (sembravamo innoqui ciclisti, ma non si sa mai) abbiamo proseguito fino a Radda in Chianti.
Dopo pranzo ci siamo divisi in tre gruppi: - I pigri (capitanati dai Bazzucchi, giustificati pero' dal dover prendere il treno) che sono tornati immediatamente a Gaiole
- I frettolosi (guidata da Massimo Alessandrini)che hanno antecipato la partenza ed hanno poi svolto un giro piu' breve
- I veri eroi (le guide, i due Stefani, Fabio, Filippo, Mara Cristina e Carla) che hanno proseguito per il percorso originale, svolgendolo interamente.
Il giro (completo) si e' concluso verso le 18.30.
Ringraziamenti: Nic, Duccio e Filippo per aver guidato le varianti, Stefano&Cristiana (che sfoggiavano in esclusiva mondiale per Ruotalibera Luca, un neonato avuto in adozione -- auguri!) e tutti i partecipanti per la pazienza e la collaborazione. Ciao alla prossima!
[7 comments] |
Pubblicato da admin - giovedì 30 agosto 2007, 09:23

Per motivi di tempo/lavoro, la guida (Robert1) non ha mai pubblicato il resoconto di questa bella uscita.
Rendo quindi disponibile il tracciato GPS, che era rimasto a lungo "nel cassetto":
Scarica tracciato GPS: [GPX] [PLT]
[comments?] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - lunedì 02 luglio 2007, 10:58
Domenica notte, complice una Roma ancora sonnolenta dopo la festa,21 impavidi ciclisti hanno festosamente invaso le strade tra Piazza Farnese e Castel S. Angelo per dirigersi poi verso M. Mario, meta del proprio pedalare notturno.
Dopo aver tagliato in due gruppi di turisti che si aprivano al nostro passaggio come le acque di fronte a Mosé, abbiamo guadagnato la tranquillità delle sponde del Tevere. Ma era la calma prima della tempesta per alcuni.... . Infatti, sulla rampa che ci riportava sopra il ponte un cambio cedeva di schianto rendendo impossibile per Desirè ed il suo amico proseguire il percorso. Dopo aver percorso le piste ciclabili di v.le delle Milizie e di v.le Angelico il gruppo in ordine sparso ha attaccato il Monte Mario per la "conoscalata notturna". Lungo la salita qualcuno ha ceduto scendendo dalla bici, ma alla fine tutti hanno raggiunto il Caffè dello Zodiaco per godere del panorama offerto da Roma e del gelato.Al momento della ripartenza un gruppo si è diretto verso casa, abitando nei pressi e forse provato dalla ripida ma breve salita, mentre il resto del gruppo dopo una rapida e rinfrescante discesa ha raggiunto S.Pietro, perdendo per pochi minuti l'opportunità di fare un suggestivo giro in bici nella piazza.
Un saluto a tutti i partecipanti ed un grazie a Paolo Antonini che si è sacrificato nel ruolo di scopa e a Gianni Zucchi che si è "sporcato le mani" per risolvere i problemi meccanici in fondo al gruppo.
Riccardo [7 comments] |
Pubblicato da enrico - mercoledì 27 giugno 2007, 10:17
 (C) Star Wars, da un'idea di Andrea Cut.BREAKING NEWS:
Calascio (AQ): Ci e' giunta voce (le guide erano assieme agli ultimi e non hanno assistito) che all'ultima salita, Vincenzo Paniconi che sfoggiava una MTB "Explorer" comprata da Todis per 50 euro e' rimasto pesantemente in panne...
Ci sono arrivati due simpatici resoconti dell'accaduto dai nostri inviati sul posto (Roberto Torta e Andrea Cuttitta), che ringraziamo.
Prego altri testimoni oculari, fotografi eccetera di commentare l'accaduto...
Ciao!
-----Messaggio originale-----
Da: Andrea Cuttitta
Inviato: martedì 26 giugno 2007 9.32
A: enrico
Cc: Nicola De Noia; Torta Roberto
Oggetto: Re: Rottura della bici di Paniconi!
Purtroppo non ho assistito alla ineluttabile fine della Explorer, ma mi sono
limitato al recupero a circa 2 km da Calascio del ferro e dell'Imperatore Paniconi (vd.
foto allegata).
Non posso quindi raccontare i momenti del "dramma", nè dare particolari informazioni tecniche sulla rottura, poichè non mi sono soffermato ad analizzare più di tanto l'accaduto; di sicuro la guarnitura presentava una torsione spaventosa, con le corone più grandi completamente deformi.
Invito il buon Roberto Torta, presente nel momento fatale, a fornire maggiori dettagli sull'accaduto.
Ciao,
andreacut
-------- Original Message --------
Subject: R: Rottura della bici di Paniconi!
Date: Tue, 26 Jun 2007 10:14:05 +0200
From: Torta Roberto
Oggetto: Re: Rottura della bici di Paniconi!
Il tutto è precipitato dopo la sosta alla macelleria con griglia, ma Paniconi già subodorava...infatti non ha voluto mangiare, sapeva che qualcosa di irreparabile sarebbe accaduto così come il cielo improvvisamente si faceva scuro.
Comunque durante la salita per Castel del Monte mi sorpassa e mi fa: "sento un romoretto..."
Poi lo passo io perché lui era già costretto ad usare la corona piccola, se avesse usato le altre si sarebbe sbracato in pochi metri e comunque mi fa: "Numme ricordo come te chiami...ma casomai mi succedesse qualcosa chiama quello lungo mezzo pelato che me venisse a ripijà..."
"ok" gli faccio io, non temere e tieni duro
La salita si fa più ripida, io sto alla canna del gas, e il Paniconi mi ripassa, sento solo un gran rumore di ferraglia e mi sembra di vedere addirittura del fumo, forse sprigionato dagli ingranaggi che ormai stanno cedendo...e infatti pochi metri ancora e mi arriva in faccia una rondella di plastica mentre la catena del Paniconi si avviluppa su stessa entrando nei raggi della ruota posteriore e costringendolo alla resa, manco "er fascetta" avrebbe potuto più nulla.
Le ultime parole del Paniconi: "famme er favore avverti quello lungo e mezzo pelato de venimme a ripijà oppure mi inselvatichisco qui"
Ciao Panicò, sei un grande!
[3 comments] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - martedì 19 giugno 2007, 20:58
 VERONA 2007 XX° CICLORADUNO FIABSi è appena concluso il xx° Cicloraduno Nazionale FIAB svoltosi a Verona che ha radunato quasi 400 cicloturisti da tutta Italia. Come mi aspettavo, l'organizzazione degli ADB di Verona è stata perfetta in ogni aspetto. La conduzione delle escursioni è stata ben organizzata, così come l'accoglienza dei partecipanti. Anche i percorsi offerti erano appetibili per tutti i gusti e hanno permesso di conoscere Verona e la sua Provincia, dalle montagne al Garda.La "squadra" di Ruotalibera numerosa ed allegra, si è fatta notare in tutti i percorsi, sia in quelli di livello medio, nei facili ed anche negli impegnativi. Una menzione speciale per Gianni, che è stato premiato durante la cena di gala quale ciclista arrivato in bici da più lontano, e per Patrizia che ha registrato un record di due cadute senza gravi conseguenze per fortuna.Vorrei dilungarmi nel racconto di tutte le sensazioni provate, ma annoierei il lettore, quindi lascio spazio a chi vorrà lasciare un suo commento.
Riccardo
[5 comments] |
Pubblicato da admin - martedì 12 giugno 2007, 14:11
Riceviamo dalla guida del giro (MarcoG): Ciao a tutte/i,
ieri sotto un sole già caldo i parchi di Roma sud sono stati attraversati dai 41 partecipanti all’uscita.
Abbiamo avuto due abbandoni in fase iniziale, crampi e macchina in comune... e poi quelli consueti di quando il percorso di un’uscita cittadina si avvicina a casa.
4 forature hanno dato un ritmo tranquillo alla calda giornata. Il percorso rispetto agli anni scorsi è stato insaporito con diverse varianti, molto apprezzate dai partecipanti. Si è potuto verificare una volta di più che ben dentro Roma si possono fare molti km di vera mtb , l’unica cosa che manca sono salite prolungate, ma quelle brevi non mancano...
Nel corso dell’uscita si è sottolineato l’attraversamento dell’area del Colle della strega, collegamento biologico tra Appia Antica e riserva di decima Malafede minacciato dal cemento, un caso fortunato ci anche fatto incrociare alcuni del locale comitato per la salvaguardia dalla cementificazione oltre che del colle anche del fosso delle Cecchignola.
I numerosi assalti ad ogni fontanella incontrata durante la giornata hanno dato un gusto più concreto alla campagna dell’acqua...
I ringraziamenti sono ancora più numerosi del solito, innanzitutto a Letizia che mi ha sollevato quasi del tutto dalle incombenze di registrazione dei partecipanti, a Beatrice che è stata una coda sicura e che voglio ringraziare anche per l’uso parsimonioso del walkie tolkie, Giacomo che si è prodigato per le forature, Giancarlo, Marco, Andrea, Antonella e ancor di più tutte e tutti i numerosi che nell’arco del percorso ho messo ai bivi...
A presto in bici Marco  [7 comments] |
Pubblicato da Stefano Mica - giovedì 07 giugno 2007, 13:54
Nonstante la pioggia incessante qualcuno ha avuto il coraggio di venire a questa gita e si e' pure divertito.
Complimenti a tutti i coraggiosi che si sono presentati.
Stefano. [5 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - martedì 12 giugno 2007, 10:35
>
Scusandomi del ritardo, ecco la descrizione dell'edizione 2007 di Cantine aperte.
Ennesimo record di partecipazione (88) lungo un percorso che, malgrado l'assenza di salite, comunque prevede i suoi bei 70 km che alla fine, complice anche il vino, si sentono sulle gambe.
Anche quest'anno le Fs ci hanno dato una grossa mano, mettendoci a disposizione un vagone per il trasporto bici. Come sapete, una parte importante dell'impegno della FIAB è volto proprio a migliorare il trasporto bici+treno, e queste iniziative permettono di evidenziare quanto si può e si deve ancora fare in quest'ambito. Grazie ancora quindi alle FS regionali per la sensibilità dimostrata.

Incredibile a dirsi, abbiamo anche rispettato i tempi previsti:
passati i primi 20 km di attraversamento della pianura pontina siamo arrivati alla prima cantina (Ganci e Milone) dove sono iniziate le prime degustazioni ed abbiamo potuto visitare l'azienda.
 
Siamo quindi arrivati sulla litoranea,

dismessa al traffico veicolare ormai da qualche anno, dove le dune stanno rapidamente riprendendo il loro posto naturale, e malgrado il tempo incerto siamo anche riusciti a fare il bagno (temerari!)

Dopo una breve sosta al bar che ci ha anche permesso di effettuare alcune rapide riparazioni,

siamo ripartiti lungo la ciclabile che si inoltra all'interno, tra i laghi salati e le fattorie con le tipiche bufale della zona (quelle della mozzarella, non le "sòle")

Le fosche previsioni meteo si sono rivelate uno spauracchio quasi inconsistente, visto che alla fine ci siamo beccati solo un breve acquazzone, entrando poi nella selva (dove forse l'ambiente con la pioggia che si intuiva più che subiva è stato anche piu' bello).
 .
Senza contare che c'è chi ha avuto l'occasione di sfoggiare delle splendide mise da pioggia (i soliti esibizionisti!)
 
Siamo quindi arrivati alla Cantina Sant'Andrea
dove oltre al vino abbiamo potuto degustare delle zuppe tipiche della zona, e siamo quindi ripartiti verso Fossanova, arrivando in tempo per permettere a chi lo volesse di visitare l'Abbazia (ahimè, solo dall'esterno) e comprare le ottime mozzarelle dal caseificio.
La conduzione mi sembra sia andata bene, grazie anche alla perfetta collaborazione delle guide,

che comunque hanno avuto la loro ricompensa...

e neppure ci sono stati particolari problemi (2 forature, di cui una della guida, e due cadute, coinvolgenti la figlia della guida e la sua dolce metà: forse la prossima volta è meglio se resto io a casa...).
Una particolare menzione ai minori del gruppo, validi fino alla fine
 
e ai rappresentanti di associazioni FIAB di Napoli e Mesagne

e un ringraziamento per il suo simpatico resoconto (qui: http://ruralridesinlazio.blogspot.com/) a Michael, Bruno e a Giancarlo per le foto.
Mi dispiace per coloro cui ho dovuto negare la prenotazione, perchè alla fine i posti c'erano: ma purtroppo molti si sono "dimenticati" di avvertire della loro rinuncia e non ho potuto rimediare.
A settembre è probabile una nuova puntata in occasione di Benvenuta vendemmia, con altre cantine.
Ringrazio tutti per la simpatia dimostrataci, e spero di vedervi presto.
[6 comments] |
Pubblicato da Stefano Mica - martedì 22 maggio 2007, 10:42
Spero di fare cosa gradita pubblicando questo resoconto inviato da AISA Lazio di una loro ottima iniziativa:
Un’idea, un gruppo di persone giuste, una preparazione breve, intensa e divertente. Da questi presupposti è partita la pedalata sul Tevere di venerdì 18 Maggio.
Il numero contenuto dei partecipanti – parliamo di trenta persone, lontano dalle cifre del raduno della Critical Mass, che si terrà a Roma nei prossimi 25, 26 e 27 marzo – ha rappresentato una novità per un territorio come il Torrino Sud: un quartiere sorto da una velocissima urbanizzazione, iniziata nel 1976, e che oggi appare come una distesa di palazzi e strade, tra le quali i cittadini si muovono quasi esclusivamente con l’automobile.
A Piazzale Tarantelli, nei pressi dell’ippodromo di Tor di Valle, il primo (ed ultimo giovanissimo) ad arrivare sul posto è Daniel, diciassette anni, appassionato di bicicletta al punto da far caricare il suo mezzo in automobile dal padre, attraversando Roma, dal Casilino. Ultimo (ma in testa per tutta la pedalata) è il gruppo di OstiainbiciXIII, associazione del litorale che si batte da anni per il prolungamento della dorsale ciclabile del Tevere fino ad Ostia e Fiumicino. Si uniscono al gruppo anche un rappresentante dell’associazione Pedalando e, a sorpresa, il presidente del consiglio del XII Municipio, Francesco De Noia.
Gli inconvenienti, si sa, non si fanno attendere ed è proprio l’organizzatore, al momento del via, a trovare la cattiva sorte ad attenderlo: una ruota bucata che, per sua fortuna, viene sostituita in cinque minuti con l’intervento tempestivo dei ciclo-veterani di Ostia.
Dal momento del via si respira un’aria diversa da quella del quartiere, delimitato dalla trafficatissima Via Ostiense. C’è stupore quando la prima sosta permette di ammirare un ponte romano del II secolo a.C., seppellito dalla nuova Via del Mare.
Sul viadotto della Magliana – dopo aver salutato il presidente del consiglio del XII Municipio, Francesco De Noia – mentre Chiara di Fare Verde inizia il gruppo alla pulizia del percorso distribuendo sacchetti di plastica e guanti, appare l’insediamento dei nomadi sulle due sponde del fiume sottostante: uno scenario incredibile, per la sua commistione di degrado urbano e moderna ruralità, attraversato dal pellegrinaggio serale di chi vive lì e porta a casa il denaro e gli oggetti recuperati durante il giorno.
A parte un veicolo SUV parcheggiato sulla pista ad altezza Ponte Marconi – dove i trenta partecipanti si sono esibiti nella performance del triplo attraversamento semaforico per giungere da un lato all’altro – il percorso prosegue scorrevole, piacevole, su di una pista già in ottimo stato di pulizia: all’arrivo infatti, i sacchetti contenenti i rifiuti sono appena quattro, indice di una corretta manutenzione della pista da parte degli incaricati.
Unica nota davvero dolente, l’episodio affrontato da Erika, che raggiungeva solitaria il gruppo sulla pista ciclabile, provenendo da Prati: un gruppo di ragazzi, appostati sulla riva del fiume, l’ha bloccata e le ha intimato il pagamento di un pedaggio per proseguire. Versato “un fiorino”, passata la paura. In ogni caso domani chiederemo spiegazioni all’Amministrazione, poiché la tassa non era indicata da appositi cartelli.
Prima di abbandonare la ciclabile, attraversiamo il tratto sulla sponda destra del Tevere, che sarà a breve occupato dagli stand delle attività commerciali per il periodo estivo, proprio quando si avrà il momento di massimo utilizzo della pista. Sarà possibile evitare ai cittadini che vogliono godere della propria città questa occupazione così dannosa?
Un altro grande interrogativo resta al termine della pedalata: perché così pochi giovani hanno seguito l’iniziativa? Perché sulla pista non si incontrano bambini e ragazzi su due ruote, se non quelli seduti sugli scooter?
Il gruppo non sembra volere una risposta immediata, soddisfatto di aver guardato, respirato, assaporato Roma da un punto di vista nuovo. Oggi privilegiato. Sperando che il privilegio di chi ne usufruisce ora, non rimanga a lungo un’esclusiva per pochi.
[2 comments] |
Pubblicato da enrico - domenica 06 maggio 2007, 21:23
 
Un clima meteorologico favorevole ed un clima nel gruppo da gita scolastica di terza liceo hanno caratterizzato questo lungo giro in Corsica. 15 partecipanti, in treno fino a Livorno, poi il traghetto e quattro giorni di bici da Bastia a Bastia, lungo l'anello stradale di Cap Corse ("dito della Corsica") compiuto in senso anti-orario. La brevita' dell'anello stradale (poco piu' di 120 Km) ha imposto che le tappe non fossero particolarmente lunghe (mai superiori ai 60 Km, sebbene sempre con un certo dislivello), lasciandoci il tempo di fare il bagno a meta' pomeriggio ed i turisti nelle localita' di pernottamento. Il traffico e' stato abbastanza scarso (escludendo quello a ridosso dei centri abitati maggiori), e a dispetto delle previsioni meteo non eccezionali siamo rusciti ad evitare il maltempo e farci dei bei bagni tutti i giorni; in particolare, deliziose le spiaggie della costa occidentale: Centuri, Pino, Marina di Giottani... fino alla spiaggia di amianto di Nonza (creatasi con le scorie della vicina miniera, spettrale esempio di archelogia industriale). Sebbene il routard riporti che i detriti siano di grandi dimensioni, quindi non pericolosi, li' non abbiamo fatto il bagno... Da programma, il penultimo giorno avremmo dovuto prendere una piccola imbarcazione da St.Florent per arrivare alla spiaggia della Saleccia. Ma, poiche' c'era vento, l'imbarcazione non e' partita: abbiamo quindi deciso di raggiungere la spiaggia in bici dalla terraferma, con un giro sterrato attraverso il Deserto des Agriates, un vero deserto di polvere e dune a pochi Km dalla citta' ! Al ritorno, non avevamo molta voglia di rifarci il deserto (i primi 10 minuti e' esotico e divertente, poi annoia un po'): siamo quindi tornati a St.Florent attraverso un trekking veramente tosto fatto in gran parte con le bici in spalla lungo il bellissimo Sentier du Littoral: trovate il resoconto dell'impresa nella sezione Cicloviaggi di questo sito (cliccare qui). Ringraziamenti: la guida-capo (Nic) che ha proposto l'itinerario cosi' come poi l'abbiamo fatto; Andrea&Antonella per il supporto; tutti i partecipanti, nessuno escluso (Marco&Teresa Bazzucchi, Carlo&Carla, Cristina, Beatrice DM, Andrea C, Roberto Torta, Fabio e Claudio) per la simpatia, la pazienza, lo spirito di adattamento e di vera amicizia dimostrati in questi quattro giorni. Grazie davvero ! Un discorso a parte va fatto per una (l'unica) partecipante neo-iscritta: Mara G. Alla sua quarta uscita in bici in assoluto (tra l'altro, utilizza una bici da corsa con soltanto due corone) e trasportando una quantita' di bagagli sufficiente a rifornire per 6 mesi il maggior campo-profughi in Darfur, ha dimostrato ottime doti di resistenza ed una forza di volonta' incrollabile. Complimenti ! In questi quattro giorni ha anche provato ad iniziarci ad una serie di discipline un po' lontane da noi rozzi ciclisti: l'omeopatia, l'alimentazione sana e biologica, le alghe come cura naturale, la prevenzione dalle onde elettromagnetiche, il Tai-Chi (quest'ultimo, da praticarsi rigorosamente dopo la doccia e prima della cena... :-) In cambio, speriamo di averle trasmesso un po' di esperienza ciclo-escursionistica, in particolare quella relativa ai bagagli, che dovrebbero essere minimali e il piu' possibile leggeri (puo' prendere esempio da alcuni partecipanti piu' esperti, che in appena 40 Kg sono riusciti a portarsi anche la macchinetta per il caffe' del mattino, alla faccia del café au lait d'oltralpe... ;-) Concludo con le note logistiche: 4 giorni, poco piu' di 150 Km, oltre 1500 m di dislivello. Per la gioia di MarcoG (che me lo ha chiesto), riporto i problemi meccanici occorsi al gruppo: appena 3 forature (AndreaF, Teresa, AndreaF), qualche borsa con tendenze suicide (Mara, Carlo) ed un raggio rotto (Cristina). Partecipanti encomiabili anche in questo... Ciao alla prossima ! enr. P.S. l'escursione lungo il Sentier du Littoral e' stata resocontata nella sezione Cicloviaggi.  
 [5 comments] |
Pubblicato da admin - martedì 08 maggio 2007, 17:39
Riceviamo dalla guida (Romano Puglisi) :In una cornice metereologica ideale (giornata calda e ventilata) abbiamo impegnato due treni per trasportare ben 40 persone (+ due ci attendevano a Maccarese) + me per un totale di 43 ciclisti. Un curioso inconveniente alla partenza: il primo treno è giunto in ritardo a Termini, quindi di gran fretta abbiamo caricato oltre la metà delle bici e appena terminato… le porte si chiudono con la guida (Io) senza la propria bici… scendo a Tuscolana dove attendo pazientemente il passaggio del secondo treno con il carico di altri 8 ciclisti, in compagnia di Luca, che fortunatamente era rimasto a terra senza la “sua” bici rimasta invece sul treno… beh, a Maccarese ci siamo ricomposti. Insolita rappresentanza di anglofoni (8 tra americani e inglesi) e diversi bambini e ragazzi (8), con Livia spesso agganciata alla bici di papà Max, Billy, Luca, un triathonista (Devito), ecc... Ottima la prestazione di Augusto come “scopa” ma diversi altri sono stati gli aiuti da parte del gruppo; uno (Primo) si è addirittura coraggiosamente sacrificato come “esploratore” per tastare le condizioni meteorologiche che da lontano sembravano minacciare di bagnarci: così rassicurati abbiamo concluso tutti completamente asciutti e divertiti. Abbiamo attraversato la parte orientale del Parco del Litorale Romano, nei pressi di Castel di Guido, a grande andatura, con Richard (6 anni) a fare l’andatura. Tra brezze marine e profumi della campagna (a secondo dei gusti) siamo giunti in Via della Muratella, dove c’era l’unico tratto trafficato (soli 300 metri). Abbiamo mangiato sulle rive del Tevere, proprio alla confluenza con il Fosso Galeria. Giunti nei pressi del Ponte di Mezzocamino, abbiamo fatto rifornimento di acqua presso il barcone dell’Anaconda, dell’associazione Tevere Green, dove avremmo dovuto mangiare, ma che purtroppo non è stato possibile per chiusura temporanea dell’attività, per ragioni indipendenti dalla loro volontà... Per chi volesse crearsi un’altra occasione per mangiare al ristorante biologico, e fruire dei servizi dell’associazione Tevere Green, invito ad inviarmi una mail non prima di 10 giorni, quando potremmo avere la lieta notizia della sua riapertura. (la mia mail: romano.pg@fastwebnet.it) Ricordo che Tevere Green e l’Anaconda, oltre al ristorante biologico, peraltro molto buono, gestisce una imbarcazione speciale, perché ecologica (a propulsione elettrica e che non crea onde dannose alle rive), che fa escursioni lungo il fiume con interventi di educazione ambientale per le scuole, ma il servizio è rivolto anche a singoli. Rientro lungo la ciclabile, che con vento a favore ci spingeva un po’ più velocemente con Richard, che dopo essersi riposato nella sosta pranzo, guidava di nuovo il gruppo a quasi 30 km/h con una bicicletta da 20''! Ah, dimenticavo, che tra i piccoli, c’era anche un altro ragazzino (Devito) che il giorno seguente ha gareggiato alle prove nazionali di Triathlon (400 mt corsa, 2 km bici, 200 mt corsa) categoria 'Giovanissimi'. A partire dal quartiere Magliana, il gruppo ha iniziato a sgretolarsi per giungere ognuno in bici alla propria destinazione. ...e Richard? dopo aver resistito fino a tardo pomeriggio, è stramazzato sul letto senza mangiare! Ci vediamo sulle rive del Lago di Martignano a maggio... Romano  




[2 comments] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - mercoledì 02 maggio 2007, 12:10

CICLOPICNIC 1°MAGGIO
Sole primaverile nonostante le previsioni,natura inaspettata,allegria,discesa nel bosco sabbia,fiori gialli,papaveri rossi,foratura,girini,ruscello,salita, ombra del grande albero,fattoria,cavalli,conigli,pecore,cuccioli di cane,appetito,fave e pecorino,pane e mortadella,ricotta freschissima,frittata alle zucchine,formaggi,salame,frittata con la bresaola,prosciutto cotto,pomodori al riso,colomba,melone,spiedini pomodori e wurstel,tortafarcita,pizza con le patate,crostata,pizzarossa,prosciutto crudo,vino bianco biologico,bonarda oltrepò,pane e pomodoro etc………….
..questi gli ingredienti del primo CICLOPICNIC di Ruotalibera.Formula credo da riproporre.
Un ringraziamento a tutti i 30 partecipanti (compresi Gianni e Antonella che ci hanno raggiunti per il pranzo) ed uno in particolare a Giacomo Cau che ha fatto da scopa al gruppo.
P.S. alcune foto della gita sono già su www.gmail.com (user name = ruotalibera)
se vi siete dimenticati la password scrivetemi a elvis.it@libero.it, se saprete rispondere a questa semplice domanda:"di cosa era farcita la torta che tanto ha deliziato il nostro palato?", allora riceverete in omaggio la password!!!!
Riccardo
[10 comments] |
Pubblicato da admin - giovedì 26 aprile 2007, 12:38
Riceviamo dalla guida (MarcoG):Ciao a tutte/i, ieri si e' svolta con ottima partecipazione, quasi 50 ciclisti di cui molti bambini, per la seconda volta Percorsi di Liberazione. Siamo partiti da Porta San Paolo. Da li', abbiamo ascoltato con interesse e passione le parole di Tina Costa una staffetta partigiana che ci ha parlato della sua attivita' nella Resistenza, tra l'altro aver passato la linea gotica nel '44 in bicicletta e ci siamo salutati con l'idea di incontrarci anche con piu' calma... Poi dopo le tappe sotto il San Michele, dove furono tenuti per 3 giorno oltre 2000 ebrei romani deportati l'ottobre 44, sotto Regina Coeli attaccata da partigiani in bicicletta, attacco in seguito al quale i nazisti vietarono l'uso delle bici a Roma, siamo giunti a Via Rasella quindi tappa piu' lunga a Via Tasso dove abbiamo ascoltato preziose informazioni sul museo quidi visitato dal gruppo. Pausa pranzo in Caffarella e tappa finale, prima del ritorno a Porta San Paolo alle fosse Ardeatine, mausoleo e museo. La giornata ha coniugato bici e memoria in modo che spero sia stato positivo per i partecipanti come lo e' stato per me. Un grande grazie ad Augusto, Giovanni, Beatrice, Giacomo, Giancarlo, Luca, Nicola, Letizia e Thomas che mi hanno costantemente aiutato a condurre un gruppo numeroso ma responsabile. A presto in bici Marco.
[comments?] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - sabato 28 aprile 2007, 12:11
Tracciato GPS dell'escursione(145 KBytes) Tutti contenti ? io si e anche tutti i partecipanti ieri sera alla stazione di Tarquinia.
Giacomo, la co-guida, ha fatto del suo meglio come potrete ascoltare dal commento audio che potete ascoltare in fondo a questo post.
Non ci siamo fatti mancare niente, l apartitella a pallone, quella con il frisbi (non so come si scrive), le salitone sterrate, i percorsi tecnici, i discesoni veloci, il guado, la storia e chi più ne ha più ne metta.
Peccato per chi non c'era, peccato per Marco Rosolia che è dovuto tornare a Roma a causa dell'allergia.
Grandi i tre ragazzi, Thomas di 11 anni, e Davide e Lallo di 13 che hanno pedalato con grande determinazione.
Aspetto tanti commenti, le foto sono su Gmail, alla prossima e grazie a tutti.
 Ascolta la Guida Giacomo(221 KBytes) [7 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - domenica 15 aprile 2007, 17:35
Per una volta voglio commentare un'uscita non di Ruotalibera, ma di una neo-consorella: l'iniziativa di Ostia in bici, di recente entrata nella FIAB, e' stata un'ottima dimostrazione di come si possa coniugare il piacere di andare in bici con la cultura in una città come Roma. Poichè abbiamo sempre condiviso tale idea, ma la difficolta' era trovare qualcuno che se ne occupasse, forse si potrebbe coniugare le nostre forze per metter su qualcosa di valido.
[2 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - giovedì 12 aprile 2007, 13:23
 Circa 70 i partecipanti di questa ormai classica uscita per la promozione del trasporto intermodale bici + treno.
Quest'anno abbiamo avuto un vero supporto da Trenitalia che ci ha concesso l'utilizzo di un bagagliaio in modo da poter caricare tutte le bici in un emozionante passerella di ruote, manubri, telai, campanelli e quant'altro ogni bici aveva con se.
La visita a Ninfa ha riscosso un grande successo come anche la successiva pedalata fino all'abbazia di Fossanova, su un percorso facile e privo di traffico nonostante fosse pasquetta.
Grazie a tutti di aver partecipato, e grazie in particolar modo a tutte le guide che hanno fatto funzionare al meglio questa uscita.
Ci vediamo alla prossima, tra un anno, nel frattempo vi segnalo l'uscita del 25 aprile di Marco Gemignani: "Percorsi di Liberazione" un percorso cittadino sulle tracce della resistenza romana.
Le altre foto dell'uscita, in attesa di allestire un nostro album fotografico, sono su gmail.
Ciao
Giovanni

[6 comments] |
Pubblicato da admin - domenica 18 marzo 2007, 00:11
Riceviamo dalla guida:Ciao a tutti,
la gita di domenica 11: S.Severa-Pian della Carlotta-Bracciano e' riuscita molto bene.
I partecipanti erano 33 me compresa.
Chissa', forse il treno delle 10,50 e' stato apprezzato oltre che dalla sottoscritta anche dal resto del gruppo.
Non appena abbiamo imboccato la sterrata che porta a Castelgiuliano, vista l'ora, alcuni si sono diretti in agriturismo a mangiare e chi non aveva nulla con se si e' diretto a Bracciano.
Al ritorno siamo riusciti a prendere il treno delle 16,10
Un ringraziamento particolare a Riccardo di Pietro che ha chiuso il gruppo.
Devo segnalare che il controllore del treno di ritorno da Bracciano, mi ha detto molto simpaticamente che quel treno non e' stato costruito per portare le bici e che lui tutte le volte che salgono gli scout con le bici ha molte difficolta' per sistemarli.
Cristina
Scarica tracciato GPS: [GPX] [PLT]
[1 comments] |
Pubblicato da Robert1 - lunedì 05 marzo 2007, 13:49
Ieri, un bel sole ha accompagnato 12 impavidi e un'impavida alla scoperta della Valle del Treja. Parlo di scoperta perchè il percorso è relativamente giovane e agibile da poco più di un anno a causa degli esporpri di abusivismo e dell'apertura di fondi chiusi, anch'essi, abusivamente.
Partiti dal parcheggio della stazione de La Storta, il gruppo si cominciava a sgranare lunga la lunga rampa (sì e no 200m) con grande soddisfazione della guida (e mo' quanto ce mettemo a fa sto giro...). Al primo bivio, grazie alla madornale telefonata dell'ultimo arrivato, il gruppo si ricompattava (saranno stati al massimo 3/400m) e si sgretolava alla volta della pausa caffè che, grazie anche ad una pessima camera d'aria dell'ultima vitt... ehm partecipante, non l'ha fatta sembrare più corta del vero.
la discesa fino ai campi sportivi di Isola Farnese non ha creato molti problemi ai partecipanti e ci siamo rapidamente ritrovati lungo il tracciato dell'antica via Clodia, che ci ha accompagnato fino a Formello. Al primo guado il primo panico. Buste di plastica, piedi all'aria, scarpe a tracolla non hanno cmq fermato il gruppo che forse, a causa anche del tepore del sole, non si sono troppo lamentati della temperatura (omettiamo la non corrisposta richiesta di cavalleria gratutita di Cristina e la sua mancata corresponsione di ciò che sembrava un'equa richiesta da parte di ehm alessandro... "venti Euri"... ehm).
Risaliti fino ai casali, il grupppo, d'apprima lento, aumentava gradualmente il ritmo, forse aiutati anche dall'avvicinarsi di vari abbai di alcuni maremmani che ci guardavano curiosi, fino ai 23Km/h che ha fatto sì che saltassimo la spiegazione sulla collina di Vejo e raggiungessimo il campo di aeromodellismo di Vejo in maniera alquanto rapida. Il percorso ci ha portato poi lungo un divertente toboga che, grazie ad alcune malposte radici, ha consentito anche un paio di bei saltini e delle curve in parabolica niente male. Il tratto dentro Formello ci ha consentito di raggiungere il parco per il pranzo praticamente in sicurezza, tranne i primi 400m di Formellese, e sensa troppo traffico automobilistico.
Dopo pranzo c'è stata la parte più difficile del percorso. Dopo il parcheggio di via Madonna del Sorbo si apre una stradina sulla sinistra che si trasforma rapidamente in uno stretto, fangoso, ripido e tecnico singletrack che, purtroppo, non era soltanto ricoperto di fango, che ci ha portato in meno di 1Km a fondo valle dove ci aspettava una larga strada sterrata. Angolo secco a sx e secondo guado, stavolta però le mucche hanno ben pensato di rovinarci la festa calpestando tutte le tracce esistenti due settimane prima e costriggendo il gruppo a superare la ripida rampa ai prati a piedi. Da Lì, una salita abbastanza fangosa e accidentata, che però qualcuno senza pensare ai sentimenti delle guida si è fatto pedalando alla faccia mia, si è poi trasformata in una pedalabile salita in terra che, in sommità è diventata prato e che ci ha accompagnato fino all'abitato di Cesano Alto. L'ultima asperità è stata una salita su sassi al 14% (ma breve, circa 150m) che ci ha poi portato sul bitume delle case nuove e da lì sulla strada del ritorno.
In tutto 27Km conclusi da tutti i partecipanti (tranne uno dell'andata che è tornato a mangiare a casa) e con due ulteriori ciclisti aggregatisi dopo pranzo. Complessivamente 13 cicilisti si sono fermati alla pasticceria di Cesano prima di prendere il treno per il ritorno.
Grazie e a fra due settimane per la seconda parte del percorso.
Quì la traccia dell'escursione:
http://www.gmap-pedometer.com/?r=747756
Le foto seguiranno (mi sono dimenticato la scheda di memoria a casa oggi...)
Scarica tracciato GPS: [GPX] [PLT]
[4 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - lunedì 26 febbraio 2007, 22:52
Una uscita veramente inossidabile ! Tempo incerto con previsioni al peggio, ma niente, circa 40 i partecipanti a questa ormai classica di Ruotalibera.
Ringrazio tutti soprattutto Beatrice efficacissima nella chiusura del gruppo, Luca, insieme a tanti altri, che è stato il mediano per eccellenza nei tantissimi bivii di questa uscita.
Partiti in poco più di dieci da Ponte Sublicio, a Tor di Valle ci hanno raggiunto, oltre ad altri partecipanti ruotaliberini, gli amici di Ostia in Bici (questa era l'uscita di gemellaggio) prossimi anche all'entrata in FIAB ed insieme abbiamo raggiunto la fattoria nel parco di Decima. Un grosso grazie va anche a Carlo Patacconi della cooperativa Agricoltura Nuova che come sempre ci ha rifocillato a suon di pizza vino e due grossi tegami di pasta.
In ultimo una nota tecnica: neanche una foratura, una gomma solo un po' sgonfia e uno scatenamento di passaggio.
La prossima a decima sarà la notturna del 24 giugno, vi aspetto.
Giovanni
p.s. io non ho fatto foto, se mi arrvano le pubblico comunque date un'occhiata su gmail, so che ce ne sono.
[1 comments] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - giovedì 22 febbraio 2007, 22:45

Domenica 18 febbraio, nonostante le avverse previsioni meteo, 20 impavidi ciclisti si sono ritrovati per scoprire una delle aree naturali protette del Comune di Roma il Parco del Pineto.
Una provvidenziale "pseudo foratura", prontamente trattata dall'infaticabile Giacomo, tratteneva il gruppo all'asciutto durante lo scatenarsi di Giove Pluvio.Non appena la pioggia si è fatta più leggera, la guida, annunciando un breve taglio sul percorso previsto, ha dato il segnale di "chi se la sente mi segua".Inaspettatamente senza alcuna defezione, il gruppo ha iniziato l'escursione sotto la pioggia che ha poi concesso una tregua, pur sempre minacciosa, fino alla fine del percorso .Percorso che ha visto i partecipanti alle prese con buche,sabbia, dossi,fango, salite, guadi di piccoli ruscelli, passaggi nel bosco etc. che spero abbiano divertito tutti.La metà dei partecipanti, alla fine, si è fatto sedurre dalle lusinghe di una trattoria nei pressi del parco.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti , un benvenuto ai nuovi amici che si sono uniti a noi per la prima volta ed un grazie speciale a Marco Gemignani che si è sacrificato nel ruolo di scopa, reso meno duro questa volta dall'assenza di forature e di problemi meccanici e dalla compattezza del gruppo.
Alla prossima
Riccardo [6 comments] |
Pubblicato da Beatrice Galli - martedì 13 febbraio 2007, 14:16
 

Non ci credeva nessuno, ma il miracolo c'è stato.
Contrariamente a qualche pessimistica previsione, dopo diversi giorni di pioggia, domenica mattina splendeva un sole quasi primaverile, che ci ha magicamente accompagnato per tutta la giornata.
La proposta era un po' atipica: sperimentare diversi tipi di trasporto intermodale della bici, per arrivare a Villa Pamphili per un'altra novità: orienteering in bici.
Se usare la metro B o la Roma Lido con la bici al seguito è ormai un'abitudine, purtroppo con le note limitazioni ai giorni festivi ed agli spostamenti notturni (dopo le 21!), molto meno conosciuto è il servizio "bici in bus", attivo anche questo solo nei giorni festivi: bisognava provare!
Partiti dalla stazione della Metro B di Magliana quattro volenterosi (Augusto, Roberto, Igino ed io, Beatrice, guida dell'uscita) hanno raggiunto
piazzale Luigi Nervi, capolinea del 791, ma qui la prima delusione: la prima vettura jumbo arrivata, dopo circa un quarto d'ora, non era dotata degli appositi agganci (infatti non tutte le vetture lo sono), quindi abbiamo dovuto attendere una seconda corsa (altri 20'; qualche segno di impazienza...).
Essere saliti al capolinea ed aver sistemato a vettura ferma le bici (tre mtb ed una bici pieghevole sui cinque posti, non comodi, attrezzati) ci ha facilitato il compito, che sarebbe stato sicuramente più arduo con gli scossoni, molti, del bus in movimento, come ci è stato favorevole un bus semi vuoto: il manubrio delle bici ancorate in alcuni dei posti designati, infatti, sporge pericolosamente nello stretto corridoio di passaggio.
Durante la corsa, una chiamata di Giacomo ci informava del ritardo del secondo gruppo, che si era mosso dalla Basilica di S. Paolo: TRE forature (ma non sapevamo ancora cosa ci aspettava...).
A Villa Pamphili i due gruppi si sono riuniti al terzo, già in attesa sotto un piacevolissimo sole, tra prati verdi spruzzati di precoci, bianche margheritine: in tutto 26 partecipanti, tra i quali diversi bambini, i più impazienti di provare il percorso di orienteering.
Giorgio (grazie!) dopo una breve spiegazione introduttiva, ha illustrato il percorso, che prima del nostro arrivo aveva attrezzato con i punti di riferimento, le "lanterne", che i partecipanti, a gruppi di due, avrebbero dovuto individuare con l'ausilio di cartina e bussola.
Scaglionando le partenze ogni cinque minuti, in breve tutti erano partiti, compresa l'eroica famiglia Bazzucchi, su quattro biciclette, un rimorchio-bici ed un seggiolino, due adulti e quattro bambini, tutti scrupolosamente con il casco: una meraviglia!
Tutti sono stati bravissimi, sul percorso non scontato, specie per i meno esperti.
Entro un'ora o poco più tutti avevano completato il percorso (tranne Giacomo, che ingannava il tempo riparando camere d'aria...) e, salutato il
nostro istruttore di orienteering, abbiamo pedalato per una breve visita al lato ovest della Villa, con il tipico aspetto della campagna romana, abbellita da un laghetto con cascatella.
Per fortuna il terreno permeabile aveva fatto defluire i fiumi d'acqua che solo 24 ore prima avevo visto percorrerlo in lungo ed in largo, sotto una pioggia battente, lasciando solo qualche invitante pozzanghera per il divertimento dei più piccoli (...piccoli?inutile dire che ci siamo tornati tutti indistintamente!).
Percorso il ponte ciclopedonale, il gruppo si è spostato sul lato est di Villa Pamphili ed ha rapidamente individuato in un assolato pratone, sotto tre enormi pini, a monte della Fontana del Giglio, il punto di sosta ideale per uno spuntino, auspicato da tutti, vista l'ora.
Dopo la sosta, durante la quale "qualcuno" riparava camere d'aria, tra una scheggia di formaggio sardo e l'altra, abbiamo costeggiato il Canale del Lago per circa 50 metri, poi ci siamo fermati perché...Giacomo aveva forato!
(sono stati proposti pellegrinaggi penitenziali a vari santuari). Sono stati contenti i bambini, che hanno esplorato, compreso il più piccolo, il divertente passaggio sotto una delle cascate del Canale.
Aggirato il laghetto, risaliti verso l'Aurelia antica, dopo qualche altra foratura (...) la visita al lato est della villa è stata completata
costeggiando il Giardino Segreto del Casino del Bel Respiro, il Giardino del Teatro, e percorrendo il Viale del Maglio (che non è un martello, ma un antico gioco, simile alla pallacorda) per uscire da Piazza San Pancrazio per la sosta obbligata alla favolosa gelateria.
Poi una rapida discesa su Via Dandolo, durante la quale l'eroica bici pieghevole di Igino ha perso un pedale, ci ha portato a Porta Portese, dove
Giacomo, Davide ed Alessio ci hanno salutato (come sarà andata, poi?) per prendere la ciclabile a Ponte Sublicio, ed il resto del gruppo ha proseguito fino a Porta S. Paolo, dove ci siamo salutati.
E stamattina, di nuovo, pioveva... è stata veramente magia?
Beatrice
[3 comments] |
Pubblicato da Un utente del sito - giovedì 22 febbraio 2007, 22:44
Riceviamo dalla guida e pubblichiamo:Il bel sole e un cielo particolarmente terso hanno fatto sì che l'escursione
al Santuario di San Silvestro potesse svolgersi davvero nelle condizioni migliori.
I partecipanti sono stati 22, compresa la guida,e tra questi è stata molto
apprezzata e gradita la partecipazione di un socio dei Cicloverdi di
Napoli,Marco Iacullo.La partenza della gita dalla stazione di
Capannelle,essendo collocata all'interno del G.R.A. ha comportato come
previsto un maggiore utilizzo dell'auto per raggiungere il luogo
dell'appuntamento,del resto ciò è anche comprensibile essendo Roma una città
talmente grande,con i partecipanti che giungevano magari anche dal lato
opposto all'appuntamento,ad esempio come Monte Mario,tuttavia io rimango un
sostenitore dell'utilizzo del sistema intermodale bici+ treno,ma in questo
caso le vetture di questa linea non avrebbero consentito un maggiore
utilizzo da parte dei partecipanti,con un solo treno.Ci siamo mossi da
Capannelle intorno alle ore 9,30 ma nel frattempo Enrico Carta mi aveva
chiamato al cellulare comunicandomi che lui ed un'altra partecipante ,Mary ,
avevano perso il treno da Roma Termini,ma Enrico e Mary hanno raggiunto il
Parco degli Acquedotti in men che non si dica,complimenti!
Nel gruppo dei partecipanti essendo per me la mia prima guida ho avuto il
piacere di avere al mio fianco alcune guide esperte,come,Roberto
Caputo,Giacomo Cau,Nicola Buonaiuto,
che ringrazio per aver ricoperto il ruolo di scopa che
richiede sempre molta pazienza,ed anche il presidente di Ruotalibera,
Giovanni Palozzi mi ha onorato della sua presenza;tutti loro mi
hanno aiutato nel gestire al meglio l'escursione,sopratutto nel segnalare la
direzione ai bivi.Il mio errore,per la mia prima guida è stato quello di non
decidere dei mediani prestabiliti,e infatti devo ringraziare anche molti dei
partecipanti più assidui che di volta in volta sono diventati dei mediani
"volanti".Il mediano,per chi non lo sapesse è colui che aiuta la guida nel
gestire il gruppo in prossimità degli incroci,delle rotatorie e dei bivi.
Il percorso,credo si sia svolto nella parte cittadina con un traffico
accettabile ,almeno per la mattina,abbiamo parzialmente utilizzato la
ciclabile di Tor Vergata,nonostante il suo stato sia davvero penoso per
assenza di manutenzione.Le salite più impegnative del percorso,Pietraporzia
e Fontana Candida sono state affrontate con calma e con il giusto spirito
cicloturistico.
Giunti a Montecompatri,poco dopo le 12,30,dove c'era molta
confusione sulla piazza principale,un gruppo di ciclisti ha optato per la
trattoria,mentre gli altri,come previsto dal percorso, decidevano che per
loro le salite non erano ancora
finite,infatti mancava l'ultimo strappetto per arrivare al Santuario di San
Silvestro.La giornata così soleggiata con un cielo così limpido ripagava
l'ultimo sforzo fatto, con un bel panorama sul versante di Palestrina,oltre
al fatto che il pranzo al sacco si svolgeva in tutta pace e
tranquillità.Dopo aver mangiato,tornavamo a Montecompatri,ma per il rientro
per Roma ,ci dirigevamo verso Frascati e quindi alla fermata della FR 6 Tor
Vergata,dove due partecipanti,Alessandra e Federico prendevano il treno per
Roma Termini;il resto del gruppo proseguiva il percorso attraverso il Campus
universitario di Tor Vergata affrontato già in mattinata.Si ritornava a
Capannelle passando nuovamente per il Parco degli Acquedotti e i ciclisti
che avevano optato per la soluzione bici + treno riuscivano in tempo in
tempo a prendere il treno delle 16,00 per rientrare a Roma Termini.Da
segnalare e rimarcare anche la presenza di quattro cicliste che sono state
davvero in gamba,Alessandra,Antonella,Dora e la già menzionata Mary,oltre a
Marco Bazzucchi con la piccola figlia al seguito,una forza della natura.
Saluti
Luca
Scarica tracciato GPS: [PLT] [GPX][8 comments] |
Pubblicato da admin - mercoledì 24 gennaio 2007, 08:32
 Riceviamo dalla guida (Romano Puglisi) e volentieri pubblichiamo: In sostituzione del programma sui Monti Aurunci e Ausoni (rinviata al 17 febbraio), abbiamo seguito un itinerario alternativo da Cassino a Minturno, salendo dapprima la ripida e secca ascesa fino a Montecassino, poi percorrendo le colline tra Cassino e fiume Garigliano, infine, seguendo il confine con la Campania, giungendo a Minturno. Nonostante le buoni iniziali premesse – il sole che avevamo visto dal treno sui Monti Lepini e Prenestini ci aveva illuso per una giornata solare – appena a Valmontone, sulla Valle del Sacco, abbiamo conosciuto le effettive condizioni climatiche che ci avrebbero atteso nella giornata: nebbia, grigiore e freddo umido. Pazienza, il paesaggio meritava di più ma comunque il divertimento non è mancato, quando la compagnia è buona. Il gruppo (in 9) era etnicamente piuttosto variegato, con una sudamericana, l’argentina Veronica, un napoletano “verace”, Marco, due “oriundi” napoletani, Marco e Fabio, da un sardo, Enrico, da un "oriundo" siciliano, io, da due romani di adozione, Nicola e Augusto, e da una di nascita, Antonella (praticamente nessun romano d’origine a quanto pare.. come al solito). Alla stazione di Cassino avevamo l’appuntamento con il napoletanissimo Marco, dei Cicloverdi che vi giungeva con treno da Napoli, e la sua presenza mi ha suggerito un’emozionante “espatrio” nella regione campana.
Forte di ben tre esperti interpreti di lingua napoletana, al ponte sul Garigliano a Suio Terme, ci siamo avventurati nelle atmosfere della profonda campagna sulla piatta Valle del Garigliano per dirigerci verso Baia Domizia. Purtroppo, a causa di un incredibile disguido - che ci ha fatto perdere minuti preziosi - non siamo riusciti a raggiungere questa bella località di mare, ma abbiamo almeno percorso la foce del placido Garigliano, prima di rimpatriare nel Lazio sul ponte della Via Appia. Una nota sui partecipanti: mentre delle vecchie conoscenze di Nicola e Augusto - motori “diesel” sempre in forma - di Fabio, Marco ed Enrico - affidabili ed abili ciclisti - e di Marco - il napoletano verace, infaticabile pedalatore - era chiaro di come si sarebbero comportati, non era invece affatto chiaro quali sarebbero state le performance delle due ragazze, per le quali ero subito prematuramente e paternamente preoccupato per l’imminente andamento del giro. Com’è finita? Loro si sono egregiamente e dignitosamente comportate per tutto l’arco del tempo e alla fine, ho finito per essere preoccupato più io per loro, che loro per i km e le salite che le attendevano… ciò, nonostante che con la variante aggiunta dell’”espatrio” in Campania, il percorso si era allungato di poco più di una decina di km, per un totale di 80-85 km anziché i 70 previsti, tutto – ovviamente - con il loro consenso. Complimenti, quindi, alle due rappresentanti del gentil sesso! Prima di chiudere, un grazie particolare ad Enrico, che si è sacrificato nel ruolo di "scopa", e a tutti gli altri cha hanno partecipato! Romano Scarica tracciato GPS (ZIP, 26 KBytes)[3 comments] |
Pubblicato da Robert1 - lunedì 08 gennaio 2007, 12:52
Nonostante le varie telefonate e email della settimana precedente, un ammutinamento generale ha caratterizzato la prima uscita ufficiale di RL. Il giro, tuttavia, si è svolto per il tripudio del 50% del gruppo (nuove adesioni) ovvero una persona. Sì, eravamo in due a scorrazzare per vicoli e vicoletti. Ho colto l'occasione per surrogare obelischi, fontane, piazze e statue parlanti per la mia partner ciclista, di origine pugliesi, al fine di farle conoscere meglio questa splendida città. Il giro in tutto è stato di 18 Km che forse, a causa delle continue pause, la calca e i vari semafori e passaggi sono sembrati molti di più. Ringrazio Andrea per tutte le precedenti gite che mi hanno consentito di riempire il mio palinsesto culturale e la nuova arrivata per la pazienza mostrata. A presto [comments?] |
Pubblicato da admin - lunedì 18 dicembre 2006, 12:43
Riceviamo dalla guida (Marco G.):Ciao a tutte/i,
si è svolta ieri l'ultima uscita del calendario 2006 "gli obelischi di Roma" con 20 partecipanti, tra cui nuovi iscritti e prime uscite.
Il tempo è stato nuvoloso e due gocce al Pincio sono servite solo per consentire a Giacomo di sfoggiare il suo poncho giallo. Per il resto un ringraziamento a tutti i partecipanti in particolare alla coda Giacomo, ad Andrea che mi ha molto aiutato nella presentazione degli obelischi e a chi ha fatto le foto della giornata. Gli obelischi rimangono affascinanti anche tra le nuvole assai meno se impachttati come quello di San Giovanni, Trinità dei monti ed il basamento di quello di piazza Navona.
Incrociato,ma non diciamo come, Riccardo lungo il percorso.
In conclusione un'uscita interessante che aggiunta a quele delle mura, delle fontane, degli acquedotti, delle Madonelle disegna un modo diversodi conoscere Roma con la bici.
Ultima cosa avvistato alla Minerva un gruppo dituristi con bici a nolo,speriamo che la cosa si diffonda.
A presto Marco [comments?] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - venerdì 08 dicembre 2006, 14:17

In barba alle pessime previsioni circolate a metà settimana, un solicello tiepido ha scaldato i circa venti partecipanti per l'intera mattinata. Molto apprezzato il paesaggio, nonostante la ripida salita iniziale, l'unico motivo di scontento (peraltro limitato ai pochi "fedelissimi" al pranzo al sacco) è stata la durata eccessiva della sosta in trattoria.
Un itinerario, quello dei "colli" prenestini, che nonostante sia stato riproposto innumerevoli volte resta sempre uno tra i più godibili a brevissima distanza da Roma.
E' stata anche, per un bel po' di tempo, almeno, la mia ultima uscita "ufficiale" come "Guida" di Ruotalibera, a poco più di 16 anni dall'uscita di esordio.
Che, curiosamente, è stata proprio "I Colli Prenestini", da me proposta, per la prima volta, il 21 ottobre 1990, come si può verificare da questa scansione del calendario di Ruotalibera di quell'anno: scarica file (473 KBytes)
[5 comments] |
Pubblicato da admin - lunedì 27 novembre 2006, 21:54
Inoltro da parte della guida:
Una soleggiata giornata ha accompagnato la nostra escursione in villa, con
necessario corollario al Gianicolo. Diciannove partecipanti, più la guida,
cioè io, compresa una bambina di dieci anni, che non si è mai lamentata.
Per pochi privilegiati (gli altri hanno preferito tornare a casa alla fine
della pedalata) panino sull'erba e gelato alla gelateria di san Pancrazio,
con cioccolato extrafondente da urlo.
Grazie a tutti
Alla prossima
Cecilia
[comments?] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - mercoledì 29 novembre 2006, 11:06
Sotto un sole quasi primaverile quasi 50 arditi ( ragazzi, ragazze, intere famiglie con bambini al seguito, anche una signora del Michigan con una Recumbent!!)hanno affrontato il bellissimo itinerario proposto dalla nostra guida Giacomo con la collaborazione del nostro Presidente, che ci ha condotti tra vecchie strade ferrate e boschi alle pozze di S.Sisto.Qui un meritato bagno nelle calde acque sulfuree (38°C), ci ha ricaricato delle fatiche, facendoci sentire per un momento degli antichi romani in viaggio verso la Roma Imperiale.
Nel ringraziare a nome di tutti Giacomo e tutti quelli che si sono prodigati per la riuscita della gita, ed aspettando che Giancarlo invii in lista le foto della giornata, propongo la riproposizione per il prossimo anno della gita.
Riccardo
P.S. nessuna foratura durante la gita ma si segnala la rottura di una catena (la mia) prontamente riparata da Roberto che ringrazio [5 comments] |
Pubblicato da Emanuele Tumminia - giovedì 16 novembre 2006, 01:05
Finalmente, dopo oltre un anno di assenza (eccezion fatta per Bimbinbici l'ultima mia partecipazione è stata a settembre 2005 come guida nel giro a Narni e dintorni) il 29 ottobre sono ritornato a partecipare alle escursioni di Ruotalibera, e devo dire che mi mancavano tante cose, più di quanto me ne fossi reso conto: la bici, ovviamente, le escursioni su percorsi immersi nella natura, ma soprattutto lo spirito delle uscite di gruppo di Ruotalibera! In effetti nonostante la prolungata assenza mi sono ritrovato subito tra amici! E sono stato molto felice di passare con loro proprio il giorno del mio compleanno. Giovanni poi ha condotto magistralmente l'escursione a Decima, che è stata assolutamente piacevole e rilassante! In più come ciliegina sulla torta, a condividere con me la splendida giornata, c'era mio figlio, che ad appena due anni ha dimostrato di reggere benissimo una escursione "vera" (e non la semplice passeggiata di Bimbinbici) anzi, di divertirsi moltissimo!
Volevo condividere con voi questi sentimenti, oltre che alcuni ricordi della giornata, e darvi un arrivederci a prestissimo!
Emanuele
Mio figlio Marco socializza con Giacomo
Splendido quadretto familiare!
Significativa immagine che esprime egregiamente i sentimenti di parte del personale ferroviario, che non si è mostrato molto entusiasta della nostra presenza...
[3 comments] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - giovedì 09 novembre 2006, 21:21
L’uscita di ieri, lasciatemelo dire, è stata un gran pasticcio.
La mattina sono riuscito a perdere un guanto (invernale) a Termini, col paio di guanti estivi persi nel seguito dell’inaugurazione della ciclabile, sabato scorso, fa una media veramente pessima. Fortunatamente non ci sono problemi a salire sul treno, nonostante sull’orario ufficiale il trasporto bici non fosse consentito nei festivi (scelta demenziale quest'ultima di Trenitalia, a mio parere).
Quindi, causa ritardo, abbiamo rischiato di scendere alla fermata precedente quella di Zagarolo (Colonna), o meglio tre di noi sono scesi e quindi lestamente risaliti.
A Zagarolo, complice il freddo, un gruppetto parte a razzo lasciando indietro la guida (io) e il resto del gruppo. Mi butto all’inseguimento, poi mi prende lo scrupolo se qualcuno indietro possa avere problemi, aspetto, nessuno ha problemi, mi ributto all’inseguimento e nella concitazione “liscio” completamente il bivio per Gallicano. Me ne rendo conto poco dopo, constatando con perplessità quanto sia vicina Palestrina, mentre le auto dei partecipanti del secondo appuntamento ci sorpassano festanti. Realizzo altresì che ormai il tempo tiranno non mi consentirebbe più di recuperare la parte dell’itinerario persa.
Diversi chilometri di trafficata Prenestina dopo riacchiappo i fuggiaschi sotto il cartello “Benvenuti a Palestrina”, faccio presente che l’itinerario era tutto da un’altra parte senza suscitare particolare contrizione. In una situazione molto più prossima alla CriticalMass che ad un’uscita organizzata ci arrampichiamo su fino alla parte alta di Palestrina.
Qui c’è la sosta bar, il ricongiungimento coi molti venuti al secondo appuntamento e l’attesa dei due ciclopicnickers “dispersi”, ai quali avevo dato appuntamento a Gallicano senza poi essere riuscito a passarci. Saranno gli unici a fare quasi per intero il percorso più impegnativo.
Alla ri-partenza per Capranica si verifica un problema meccanico serio: una catena rotta da smagliare e rigiuntare. Provvedo io mandando avanti il resto del gruppo. Di fatto raggiungerò gli ultimi di loro solo poco prima di Capranica Prenestina.
Giunti in orario al terzo appuntamento c’è un ennesimo contrattempo, due partecipanti, per motivi che non sto qui a dilungarmi a spiegare, stanno ancora salendo. Mentre il gruppo scalpita per partire, consapevole del fatto che di lì al santuario esiste un’unica strada e non è possibile sbagliarsi, li indirizzo sul percorso e mi attardo ad aspettare gli ultimi.
Nel far questo mi risparmio l’unico vero acquazzone della giornata, come a dire che non tutto il male viene per nuocere. Finalmente si parte a passo allegro verso la cima di Monte Guadagnolo, e siamo talmente indietro che non riusciamo a riacchiappare nessuno, anzi, giunti alla discesa per la Mentorella incrociamo gente che sta tornando su per concedersi un pasto “senza sacco” in una delle trattorie di Monte Guadagnolo. Io, però, mi fermo a pasteggiare nell’annesso accanto al monastero, dove la tavola imbandita e lo “spirito” ricorda molto i ciclopicnic, anche se l’umidità ed il freddo per qualcuno risultano eccessivi. Tanto per continuare in bellezza, maneggiando maldestramente un coltellino svizzero mi affetto un dito. Dopo il pranzo, con pochissimi “affezionati”, devo impormi per completare la visita (invero molto apprezzata) dei dintorni del santuario, quindi si riparte in salita col cielo che si va schiarendo.
Lungo la discesa incrociamo, ritroviamo, ri-perdiamo, altri brandelli del numeroso ma sparpagliato gruppo (più di trenta persone), e dopo un caffè ed una cioccolata calda arriviamo a Palestrina, buoni ultimi, in cinque.
Considerazioni sparse.
Finalmente è stato sfatato il luogo comune che vuole la Guida in testa al gruppo, che diamine, la guida stia dove vuole e il gruppo andrà dove gli pare. Ieri sono stato sistematicamente in coda al gruppo, e non ho praticamente guidato alcunché. Forse dovremmo copiare da “Zeppelin” la formula “Girolibero”, dando solo il percorso e lasciando la libertà ai partecipanti di farlo quando e come preferiscono.
Una parte del percorso, che ero andato a provare apposta nelle settimane precedenti, è andata a pallino, anche per quelli che avrebbero voluto farla (assumo che chi è corso avanti se ne sia alquanto infischiato).
Guidare un’uscita di questo tipo, per quanto possa ancora significare, risulta decisamente poco gratificante: consiglio in tali casi l’abolizione del ruolo di Guida.
La crescita di Ruotalibera ci pone di fronte a nuovi ed inediti scenari, sui quali varrà la pena di riflettere.
Scarica traccia GPS: [ Formato PLT ] [ Formato GPX ][9 comments] |
Pubblicato da Stefano Mica - mercoledì 25 ottobre 2006, 19:19
 


Nonstante le previsioni del tempo un po' incerte abbiamo riempito il treno fino all'orlo e in mezzora eravamo a Latina pronti a pedalare (fino alla prima pasticceria).
Da li e' iniziata quasi subito la salita, quasi tutta su strade poco trafficate, che ci hanno portato da pochi metri sul livello del mare fino a quasi 1200m, dove abbiamo potuto godere del panorama, un po' nascosto dalle nuvole e dei colori autunnali.
Ognuno ha potuto fare la salita, su strada bianca in mezzo al bosco, al proprio passo, segliendo dove fermarsi per pranzo. Qualcuno si e' fermato in trattoria, ma per il resto siamo arrivati quasi tutti in cima, e comunque ci siamo ritrovati al ritorno.
Grazie per la compagnia e a voi i commenti.
[2 comments] |
Pubblicato da admin - lunedì 09 ottobre 2006, 20:03
(enr.) Inviato dalla guida, Marco G. :Ciao a tutte/i,
ieri abbiamo pedalato in 42, con almeno 4 nuovi e molti reduci dell'uscita di castel di Guido. E' andato tutto coplessivamente bene soddisfazione generale, un tempo eccellente, i parchi al loro meglio e la soddisfazione di aver portato molte persone per la prima volta in Caffarella e non solo.
Nota meno positiva le quattro cadute, senza gravi conseguenze, di cui tre di un'unica persona, e le cinque forature, divise equamente, e che non hanno risparmiato ne' me ne' Giacomo...
Visto il gruppo piu' numeroso del previsto e' stata fatta una breve pausa pranzo in Caffarella, interessante dal punto di vista antropologico per la netta divisione senza sfumature e mediazioni: meta' al sole e meta' all'ombra!
Un grosso ringraziamento alla coda, Giacomo ed a Luca e Riccardo per il costante e valido aiuto a condurre un gruppo comunque ben disposto ad apprezzare la pedalata in uno scenario che rimane ineguagliabile, apprezzata anche la vista "laterale" della villa dei Quintili.
In particolare rimane aperto il dibattito: e' meglio il parco degli acquedotti o villa Panphili? Le antichita romane o le ville rinascimentali? Tra poche domeniche e' in calendario un'uscita di Cecilia proprio la' e si potra' fare un confronto diretto.
Io vorrei che il prossimo anno si rifaccia l'uscita i parchi di Roma nord e si inseriscano anche est (Aniene Marcigliana) ed ovest (Casali Pamphili)
A presto Marco [3 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - martedì 26 settembre 2006, 15:40
ciao a tutti,
venerdi' sera mi sono decisa a rimettere in piedi la gita a Bolsena,
gita che era saltata la settimana precedente, anche perche' le
previsioni promettevano bel tempo.
Alla stazione tiburtina ho trovato Stanislao Grazioli, Enrico carta e
vincenzo Paniconi.
Visto che eravamo in quattro, ne' abbiamo approfittato per fare una
breve visita al Duomo di Orvieto che l'ultima volta, tre anni fa
forse, era recintato dalle impalcature che ne offuscavano la sua
bellezza.
A parte il breve e fastidioso tratto della N71 che si lascia dopo
circa 6 km e che e' infestato dalle moto che corrono a tutta birra,
ci siamo immersi nella stradina di campagna che porta a Torre S.
Severo e poi a Bolsena con tutta tranquillita' con quasi nessuna
macchina incontrata.
A Bolsena solo la sottoscritta si tuffava nel tiepido lago (guardando
la terribile giornata di pioggia di oggi penso che in effetti
potrebbe essere stato l'ultimo bagno) baciata dal sole in compagnia
di pochi turisti mentre il resto della compagnia andava a mangiare al
bar.
Siamo ripartiti alla volta di Montefiascone e li' mi sono accorta che
il treno delle 17,50 non lo avremmo proprio preso, mancavano troppi km.
Enrico, stani e Vincenzo sostenevano che ce l'avremmo potuta fare e,
dopo un breve gelato, abbiamo cominciato la folle corsa verso
Attigliano. In un'ora e mezza abbiamo percorso 35 km con pure un
breve tratto di sterrato!!
Siamo arrivati al pelo per il nostro trenino, l'altro sarebbe stato
due ore piu' tardi.
Complimenti all'equipaggio e a me che ho condotto la gita all'ultimo
respiro, scusate l'immodestia.
Alla prossima
Cristina Saraceno
[3 comments] |
Pubblicato da Stefano Mica - giovedì 20 luglio 2006, 14:37
16 partecipanti di cui tre alla prima escursione, un nuovo iscritto ed un partecipante da Napoli, per un giro impegnativo di MTB e’ stato decisamente una bella soddisfazione.
I 21 Km di sterrato in ambiente montano anche se a tratti un po’ faticosi, sono stati sicuramente resi piu’ piacevoli dalle faggete e dalle numerose fonti a cui rinfrescarsi.
Peccato per il raduno di fuoristrada nel tratto iniziale dello sterrato ….
Per essere sicuri di non perdere il treno delle 16;30, i due terzi dei partecipanti ha preferito andare diretti a Tagliacozzo evitando lo sterrato che passava per Verrecchie; anche il gruppo degli audaci (cioe' tutte le femmine + 4 maschi) ha preso lo stesso treno ma ha dovuto tagliare un po' sulle dimensioni del gelato a Tagliacozzo.
Scarica tracciato GPS: [ GDB ] [ DBX ]
[3 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - lunedì 05 giugno 2006, 23:13
Una bella sorpresa......
Domenica ero reduce dal venerdì e sabato al lavoro per il progetto parchi e così ho chiesto a Francesca Racioppi che ringrazio ancora, di accompagnare lei i partecipanti da Ostiense a Capranica con il treno, io li avrei aspettati a Capranica.
Così domenica mattina io e Augusto, la validissima scopa del gruppo, aspettiamo i partecipanti che cominciano ad uscire dal treno: 1, 2, 3 ..... 20 persone; per una 4 palle non è male, pare che le nostre uscite riscuotano sempre più successo.
Bene, si inizia, colazione, formalità burocratiche, tre nuove iscrizioni e via, 5 km di falsopiano in discesa sterrata, asfalto fino a Bassano e la prima salita di circa 200 mt (di dislivello) che piano piano passando per Oriolo, Montevirginio e Canale Monterano ci porteranno tutti sani e salvi all'antica e spettacolare città abbandonata di Monterano nei dintorni di Oriolo.
Non sono mancati assalti ad alberi di Ciliege, sterrati, altri muri, saliscendi vari ed infine il pranzo nei pressi del convento di San Bonaventura Costruito dal Bernini. Un ultima serie di saliscendi ci permette di visitare la cascata e le pozze di acqua solfurea, prima di dirigerci a Manziana dove un ottimo gelato ci fa riprendere i sensi.
Grazie a tutto il gruppo decisamente all'altezza, alle Ciliege, a Francesca, ad Augusto.
Alla prossima.

[4 comments] |
Pubblicato da Andrea Filabozzi - giovedì 01 giugno 2006, 20:56
E' un classico, è vero, ma il richiamo che questa uscita esercita ha fatto sì che anche quest'anno i partecipanti fossero più di 80.
Il sole ci ha accompagnato - e cotto - per tutta la giornata, senza essere mai soffocante (ma sufficiente per farmi avere un calo di pressione da svenimento quando già eravamo tornati a Roma) e l'andatura di tutto il gruppo è stata ottima, come anche l'assistenza delle guide - che ringrazio tutte, e in particolare Riccardo la scopa impareggiabile - agli incroci.

Dopo i primi 20 km la prima sosta alla Cantina Ganci e Milone ha fornito la iniziale "sbandata" grazie agli ottimi bianchi e rossi accompagnati da stuzzichini vari con finale di passito.

Ripartiti, siamo arrivati al mare dove ci siamo goduti un'oretta di bagno e sgranocchiato qualcosa (ottime le carote e i finocchi di Alessandra!).
La riparazione di un paio di forature e di un copertone scppiato ci ha rallentato un po', come una piccola "digressione" all'interno della selva della coda del gruppo che alla fine ci è costata qualche Km in più, ma siamo arrivati regolarmente alle Cantine Sant'Andrea, in tempo per assaltare le zuppe alle verdure e ai fagioli, innaffiate dall'ottimo moscato di Terracina.
Siamo ripartiti per gli ultimi 15 km, i più duri per tutti, forse anche per l'alcool e il sole della giornata, e la definitiva rottura del copertone scoppiato ci ha posto nella necessità di lasciare una guida indietro mentre il gruppo andava avanti per arrivare al treno con una diecina di minuti di anticipo.
E appena in tempo arrivava anche Elio con il partecipante che pedalava ormai solo sui cerchioni.
Peccato per quell'oretta persa che ci ha fatto mancare le mozzarelle. Sarà per la prossima volta.
Spero vi siate divertiti, e che ai nuovi sia venuta voglia di venire ancora con noi.
Una menzione particolare, permettetemi, ai due più giovani partecipanti del gruppo, Thomas, 10 anni, che ancora un po' e sfiderà Basso sul Pordoi, e Arianna, 7 anni, che pur se trainata è rimasta per tutti i 74 km in sella senza un lamento e senza nemmeno calzoncini imbottiti (d'altronde l'avevano pure intervistata sul Manifesto di domenica e non poteva fare brutta figura...).
P.S. Altre foto qui:
http://fotorl.altervista.org/CantineAperte2006/CantineAperte2006.html [17 comments] |
Pubblicato da Elio Ascoli Marchetti - lunedì 22 maggio 2006, 19:29
I partecipanti della gita di Labro sono stati 20. La giornata è stata assistita da uno splendido sole, assortita di morbidi paesaggi immersi nel verde, condita con brezze e nuvolette nei momenti topici (pennica post prandium). Qui si riporta il gruppo pago del caffè preso al bar con affaccio sul lago di Piediluco.
Uniche note stonate il consueto traffico del rientro che questo tipo di gita sconta ed il mancato rifornimento di porchetta negli immediati paraggi di Rivodutri.
Un grazie a tutti i partecipanti e al grande Cesare che si è offerto per il ruolo di coda. Ancora auguri a Marco B.
[4 comments] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 22 maggio 2006, 13:49
(Resoconto di Marco Gemignani)
Gli amici da Ostia sono stati puntualissimi e così quasi tutti i partecipanti, sono stati necessari 5 minuti per recuperare Letizia che era all'ippodromo e non alla stazione di Tor di Valle, ed il gruppo si è mosso tranquillamente sulla ciclabile, qualche minuto di anticipo ha consentito un allungo fino a Ponte Sisto. Sembra incredibile ma non tutte/i avevano già pedalato sulla banchina del Tevere. Erano con noi per la prima volta due ciclisti da Viterbo salutati con piacere da tutti. Una foratura è stata rapidamente risolta.
Tallusa si è confermato ottimo come quantità e qualità, un po' meno per l'efficacia del servizio (tavoli scarsi) e la funzionalità del bagno. Si è utilizzato il tempo a disposizione prima della cena per illustrare l'iniziativa, il legame con l'intermodalità e le prossime uscite nostre e di Ostia. In particolare la prossima "cantine aperte".
Ad "Ostia in Bici-XIII" ho consegnato un piccolo regalo molto "tendenzioso": dal sito FIAB i vantaggi per soci ed associazioni.
La serata a Tallusa è finita piuttosto allegramente, la maggioranza si è diretta verso Piramide per prendere la metro ed il trenino per Ostia, mentre altri irriducibili, anche desiderosi di digerire l'abbondante cena e smaltire le libagioni, ripercorrevano la ciclabile verso Tor di Valle, dove alcuni avevano le macchine.
Devo dire che ero, ad uscita finita, molto rilassato, chiaccherando piacevolmente, e pedalando in ottima compagnia con una temperatura ideale sotto Porta Portese, quando la realtà faceva una pesante irruzione nel finale di serata.
Nel buio abbastanza fitto vedevamo, 100 metri avanti a noi, una lucina rossa di una bici che da tempo ci precedeva franare a terra. Ci siamo precipitati al soccorso scoprendo che il caduto era Luciano, partito con Silvia prima di noi intenti a lunghi saluti, che distrattosi per il nostro chiacchericcio a distanza si era deconcentrato quel tanto che bastava per finire su un blocco di travertino che era proprio sulla ciclabile. All'andata in pieno giorno era stato da tutti evitato senza neanche farci caso.
L'apparenza era bruttina, sangue addosso, una spalla molto dolorante, la bici frenata. Per non tenervi in sospeso vi dico subito che, a differenza di quello che pensavamo Giacomo ed io, Luciano non si è aggiunto al club dei clavicolati, il sangue veniva da un piccolo graffio al braccio ed il responso finale è stato di "soli" 7 giorni di prognosi, con eventuale ecografia da fare dopo una settimana in caso di dolori persistenti per possibili problemi articolari.
Tornando al momento del sinistro abbiamo risolto il problema del freno, purtroppo non ripristinandolo ma sganciandolo, e Luciano era in condizione di tornare alla macchina, lasciata da lui a ponte Marconi, pedalando. Non prima però che sollecitati da Giacomo noi altri presenti non spostassimo alcuni quintali di ben due blocchi di travertino dalla ciclabile. La mia impressione è che fossero gradini rotti di una della scale che salgono e non un atto di sabotaggio. Nonostante l'impegno niente piedi schiacciati o ernie inguinali... Arrivati alle 23.30 circa al Santo Eugenio Luciano ed io ne uscivamo verso l'1.30 con la prognosi di cui dicevo, mentre Giacomo dopo Tor di Valle e l'accompagno di chi aveva la macchina là, si teneva in contatto pronto a raggiungerci se fosse stato necessario.
Breve considerazione, Luciano non è inesperto, aveva il casco le luci più una frontale ed il percorso era sto appena fatto. La relativa fortuna è stata che era avanti a noi e non dietro e quindi abbiamo potuto soccorrerlo. Ho commesso un errore: non ho fotografato la scena dell'incidente, troppo intento a raccogliere luci, lavare con l'acqua il sangue dal braccio di Luciano, ma è vero che se decidessimo di procedere contro il Comune per l'ingombro non segnalato sulla ciclabile oltre allo stesso Luciano ci sono cinque testimoni oculari.
Luciano domenica mattina mi ha fatto sapere che stava molto meglio!
Per finire un grande ringraziamento a Giacomo, coda sicura. [comments?] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - venerdì 19 maggio 2006, 14:03
Era il 19 marzo scorso, quando mezzi zuppi e stretti intorno ad una tiepida stufa di ghisa in un bar di Vaiano ragionavamo sulla possibilità di riproporre la metà mancante del weekend al lago di Chiusi come uscita di un solo giorno. A poco meno di due mesi di distanza si è venuta a creare in extremis la possibilità di effettuarla, per cui, nonostante il brevissimo preavviso, sono partito con l'ennesimo "ora o mai più" ed ho lanciato l'appuntamento.
In realtà si è trattato di una cosa a metà tra un'uscita di un solo giorno ed un weekend, in quanto quasi metà dei partecipanti si trovava "in situ" già dal giorno prima, ospitati a casa dei genitori di Emanuela in quel di Cimbano.
Domenica mattina, di buon'ora, io e il dott. Filabozzi ci siamo mossi in bici alla volta di Castiglion del Lago, per l'appuntamento con i partecipanti provenienti da Roma. Raggiunto Cimbano con largo anticipo (non tanto sulle previsioni, quanto sulle necessità), ho valutato l'allenamento dei partecipanti ed ho deciso di inserire un "bonus track", allungando il percorso di un sette/otto chilometri. Questo ci ha consentito di incrociare un nutrito gruppo di cicloturisti tedeschi, una trentina almeno, e ragionare sul fatto che ormai, in Umbria e Toscana i gruppi di ciclisti tedeschi cominciano ad essere più grossi di quelli italiani...
L'uscita è proseguita quindi come da copione, nonostante la distrazione mia, che non avevo portato la cartina del percorso, e quella di Andrea, che su mia richiesta l'ha portata solo per dimenticarla sabato sul sedile del treno. Dribblati gli acquazzoni che innaffiavano copiosamente il paesaggio all'intorno abbiamo quindi raggiunto felicemente Terontola, dove un gustoso gelato ha suggellato per tutti il completamento del giro.[6 comments] |
Pubblicato da enrico - giovedì 04 maggio 2006, 18:58
Dal 22 al 25 aprile 2006, come da calendario di Ruotalibera, un gruppo di 15 ciclisti ha effettuato l'uscita in Gallura (SS) e Corsica del Sud. Ecco il resoconto del viaggio.
Primo giorno, sabato: Olbia - P.to Rotondo - P.to Cervo - Arzachena - Luogosanto - Aggius
120 Km - Oltre 1200 mt. di dislivello - OOOOO Il giro inizia da Olbia-Porto verso le 8, dopo una lotta per far sbarcare le bici dalla nave (siamo stati costretti a parcheggiare al secondo piano, assieme alle moto). Prima tappa, Porto Rotondo. Dopo aver causato una certa agitazione con uno slalom tra gli stand dei venditori di barche e yacht (l'assenza dei portabici persino sulle imbarcazioni piu' grandi ci ha fatto pero' desistere da eventuali acquisti), siamo ripartiti alla volta di Capriccioli, dove alcuni hanno fatto il bagno.
Il gruppo, commettendo il suo secondo errore (il primo era stato ovviamente quello di iscriversi a questo giro!) rifiuta una variante semplificativa che ci porterebbe dritti ad Arzachena, e decide compatto di dirigersi a Porto Cervo. Intanto, ci alleggeriamo lasciando i bagagli a Paolo e Lorenzo, i figli di Nic (che sono in macchina). Dopo pranzo ci rechiamo dunque in visita alla ben nota Piazzetta (il cui nome e' "delle Chiacchiere"), giungendo poco prima dell'apertura dei negozi (forse nessuno li ha avvisati del nostro arrivo?). Questo ci impedisce di rilanciare l'economia della zona, ad esempio svuotando i negozi di Fendi e Prada. In effetti, la gioielleria Swarovski faceva orario continuato, ma abbiamo fretta e (per questo motivo) nessuno entra a comprare un ricordino a 4 zeri. Sara' per la prossima volta. Inizia quindi la tappa piu' dura di sempre: raggiungere l'agriturismo "Muto di Gallura" ad Aggius prima che faccia buio. Finora abbiamo percorso 50 Km. Una stima valuta in una cinquantina i Km ancora da percorrere, tutti con sali-scendi. Si riveleranno in realta' 70, di cui dieci tutti in salita.
Al centesimo Km emetto un comunicato ufficiale: mancano ancora 10 Km. Ci sono i primi cedimenti psico-fisici. Viene in nostro soccorso Paolo, il cognato di Nic che abita a ridosso dell'agriturismo, automunito. Le prime vittime vengono caricate in macchina, i restanti continuano la galoppata.
Al centodecimo Km emetto un secondo comunicato ufficiale: non e' molto informativo, avevo maldischena, e non lo riporto qui perche' verrei censurato. Al cartello del paese ci siamo arrivati, ma l'agriturismo si fara' attendere, visto che in realta' era a 10 Km dal riferimento ("pallino") riportato sulle carte.
Alle 21.30, gli ultimissimi superstiti (tra cui le guide, che erano rimaste con la coda del gruppo) fanno il loro ingresso in agriturismo, gioiosamente accolti dai ciclisti autotrasportati, che aspettavano solo loro (o i loro resti, non credo avesse importanza) per poter cenare.
Durante la cena (ottima e molto apprezzata, non solo per una certa fame diffusa), viene comunicato ai partecipanti che la tappa (che era stata stimata in 100 Km, 800 mt. di dislivello, OOOO) viene riclassificata OOOOO. Stranamente non si sentono grida di gioia, anzi alcune grida si sentono, ma sono di quelli che sono stramazzati per la stanchezza sopra i piatti della cena... A fine giornata, il contachilometri segna 120 e l'altimetro oltre 1200 metri di salita. Record per Ruotalibera in una gita di week-end.
Menzione speciale agli 8 ciclisti che hanno pedalato per l'intera tappa: Aniello, Rodolfo, Cesare, Stefano, Elena, Marco e le due guide. Complimenti in particolare ad Elena, senza grosse esperienza cicloturistiche e con una vecchia MTB, pesantissima. Brava! Potra' tornare a Pesaro Urbino certa di aver lasciato un ricordo di ciclista eccezionale.
Secondo giorno, domenica: Giro ad anello attorno ad Aggius - La valle della Luna
30 Km - 300 mt. di dislivello - OO Giornata di meritato riposo, con sveglia "comoda" ed un giro nei dintorni di Aggius, guidati da Paolo e da un suo amico della zona. Visitiamo la valle della Luna, un posto che deve il suo nome alla vegetazione rada e ai grossi massi di granito, che gli danno appunto un aspetto... lunare.
Guest star del pranzo, un cinghialino in umido (che in effetti nessuno di noi ha conosciuto da vivo... meno male...) Pomeriggio di liberta' con visita al museo etnografico MEOC, dove tra l'altro si puo' ammirare la ricostruzione completa di un'antica casa gallurese.  | | La Valle della Luna |
Terzo giorno, lunedi': Aggius - Aglientu - Vignola - S.Teresa - Bonifacio - Capo Pertusato - P.to Vecchio
102 Km - 900 mt. di dislivello - OOOO Il gruppo si presenta all'appuntamento di colazione (7.50) in anticipo e prima delle guide --nessuno vuole perdere il traghetto che ci portera' in Corsica nel pomeriggio. Partiamo puntuali (frase mai letta in nessun resoconto-uscita!) e ci muoviamo compatti fino al bivio per Aglientu. Il forte vento, a raffiche, non ci scoraggia. Da li, una discesa guidabilissima, a parte le sbandate per il fonte vento (io ho superato i 70 Km/h, ed ero l'ultimo -- Stefano ha raggiunto gli 81 Km/h) ci fionda dentro il campeggio di Vignola Mare per una pausa. Giunti all'ingresso di S.Teresa, decidiamo a maggioranza una visita a Capo Testa. Un automobilista ci dice che sono circa 3 Km con un po' di salita. Io moltiplico per 2 e aggiungo 300 mt. di dislivello, e faccio bene, visto che in realta' sono quasi 6 Km a tratta, con salite ripide sia all'andata che al ritorno. Lo spettacolo vale pienamente la fatica; a me la visione del Capo e' sempre piaciuta, ma stavolta, sara' perche' l'ho guadagnato in bici, sara' perche' c'era un paesaggio da romanzo gotico di Conrad (il faro spazzato da un fortissimo vento, il mare agitato), mi ha veramente colpito. Tanto da considerarlo rappresentativo di tutto il giro. Se passate da quelle parti, fateci assolutamente un salto. Tornati nuovamente a S.Teresa, optiamo per una rapida spaghettata di mare. Avendo una certa fretta, riusciamo a creare il panico nel ristorante a conduzione sardo-filippina da noi scelto; sentiamo provenire dalla cucina concitate frasi in gallurese con accento Tagalog di Manila (o viceversa, non si capiva bene). Marco Bazzucchi, autonominatosi responsabile della divisione comunicazioni effettua numerose modifiche all'ordine dei primi piatti, alcune in evidente contraddizione, portando il principale a concedere alle dipendenti alcune settimane di aspettativa per dopo che ce ne saremo andati. Alla fine, nonostante la crisi aziendale sopra descritta, ci viene offerto il caffe'. Nel pomeriggio, scesi dal traghetto, ultimi 40 Km in Corsica, con visita a Bonifacio-Alta (La Cittadella) e al faro di Capo Pertusato; da qui si possono ammirare le falesie di calcare bianco su cui troneggia la cittadina fortificata di Bonifacio, gia' imprendibile vanto del Regno di Francia.
Arriviamo comodamente all'albergo Aiglon-Bylitis di Portovecchio prima del tramonto (ore 20) e ceniamo nel ristorante U Molu, sulla marina, con menu tout compris, a base di pesce, in stile tre`s francais. (commento di Nic: Ma la camerierina gallurese era mooolto piu` carina di quella presentataci dal ristoratore corso. Vero Rodolfo? ,-)  | | Capo Testa |
 | | Al ristorante sardo-filippino |
Quarto e ultimo giorno, martedi': P.to Vecchio - Palombaggia - Tamaricciu - Bonifacio - S.Teresa - Arzachena - Olbia
110 Km - 900 mt. di dislivello - OOOOO Le condizioni meteo non sono eccezionali --proprio il giorno dell'escursione in spiaggia.
Tra l'altro, la mattina non inizia molto bene, con un po' di tensione alla reception dell'albergo: apparentemente, 4/5 persone non avrebbero pagato. Ovvero, tutti quelli che hanno in realta' pagato in contanti, senza usare la carta di credito. L'assenza di ricevute, la presenza evidente di una maldestra doppia (tripla?) contabilita', e l'intervento decisivo, in perfetto francese con pronuncia esoticamente pistoiese dell'avv. Rossella Lanata' - ciclista ingaggiata ad hoc nel nostro gruppo per le eventuali diatribe internazionali - sbloccano a nostro favore l'incresciosa situazione. Subito dopo colazione, quattro partecipanti decidono di iniziare direttamente il ritorno verso Bonifacio, evitando le spiaggie ed anticipando il traghetto per la Sardegna, utilizzando un maggior numero di ore di pedalata per raggiungere Olbia. Il giro si apre con una visita alla Piccovaggia e alla spiaggia della Palombaggia, parco marino internazionale, bellissime nonostante la parziale copertura del cielo. Pranzo al Tamaricciu, un'altra spiaggia da cartolina a pochi Km dalla prima.
Subito dopo pranzo un secondo gruppo inizia ad avviarsi verso Bonifacio, anche in questo caso per anticipare l'imbarco. In realta' tutti riusciremo ad antecipare il ritorno, e a prendere in massa il traghetto delle 15:30. Lo sbarco in Sardegna e' abbastanza traumatico, visto che un minuto prima stavamo tutti dormendo nel traghetto, collassati dalla stanchezza, e ora ci troviamo con un forte acquazzone e 60 Km da percorrere, su una strada panoramica ma non proprio eccezionale (la SS125, la piu' breve e la stessa che si percorre in auto).
In realta' la fortuna e la tempra sviluppata nei 3 giorni precedenti (immagino, per qualcuno, anche la forza della disperazione...) ci vengono in aiuto: dopo circa un'ora smette di piovere, e anche grazie all'aiuto dei figli e della sorella di Nic (che portano qualcuno in macchina) riusciamo ad essere ad Olbia per l'ora di cena, tenendo per l'ennesima volta una media invidiabile, quasi 20 Km/h, su saliscendi.  | | Bici alla Palombaggia |
Bilancio finale In quattro giorni (occorre pero' tenere conto che il secondo giorno e' stato quasi ininfluente), abbiamo percorso oltre 360 Km, e oltre 3000 mt. di salita. Gli ultimi due giorni, in Sardegna, abbiamo tenuto una media poco inferiore ai 20 Km/h. In realta' e senza volerlo,... abbiamo creato dei mostri del cicloturismo! (Questa e' una nota di Nic, che faceva fatica a mantenere il passo della D.ssa Cecilia Catalano!)
Il tempo e' stato sempre ottimo, tranne un'ora di pioggia all'arrivo in Sardegna, e poi a Civitavecchia il giorno del rientro. Un po' di vento in Sardegna, ma era previsto e nemmeno troppo intenso.
Conclusioni e ringraziamenti Desidero ringraziare di cuore tutti i partecipanti a questo luuuungo giro di quattro giorni (Aniello, dei Cicloverdi di Napoli, Cecilia, Cesare, Elena da Pesaro U., Livia, Marco, Morris, Roberto, Rodolfo, Rossella, Simona, Stefano e Teresa), per la pazienza e l'impegno dimostrato. La pazienza perche' probabilmente non tutto e' stato come ci si aspettava. L'impegno, perche' il giro e' stato veramente faticoso: e sebbene su Internet avessimo effettivamente indicato "350 Km in quattro giorni", in realta' quando ci si trova a percorrerli sul serio e' tutto diverso, e la fatica e' stata tanta, per tutti compresi le guide.
Grazie per aver tenuto sempre duro fino alla fine; eventuali crolli, sebbene avessimo alcune macchine di copertura, sarebbero stati quanto meno complicati da gestire.
Mi scuso in particolare per il primo giorno: per una serie di motivi le distanze indicate erano piu' ottimistiche del giro effettivamente proposto. Grazie alla famiglia di Nic: i due figli, la sorella ed il cognato per aver (sop)portato noi ed i nostri bagagli per 4 giorni. Un ringraziamento particolare, infine, alla guida, che ha proposto il giro e scommesso sui partecipanti. Ciao alla prossima!
Enrico
 | | Le guide sul traghetto per S.Teresa |
[5 comments] |
Pubblicato da - martedì 02 maggio 2006, 23:55

(Panorama del Lago di Corbara dalla strada orvieto-Todi)
Ero decisamente poco convinto Venerdì sera, mentre sbrigavo i soliti preparativi per guidare la gita della mattina successiva: fare i biglietti in stazione, mettere a punto le biciclette, preparare le borse da viaggio per il week-end. Le previsioni del tempo, da diversi giorni, non lasciavano molte speranze, e quelle residue erano state spazzate via dall’acquazzone che si era abbattuto già dal primo pomeriggio.
Con queste premesse, Sabato mi sono svegliato convinto di dovermi fare una pedalata sotto l’acqua fino alla stazione Termini solo per concordare con i pochi temerari presenti l’annullamento della gita; invece, il gesto più spontaneo di qualunque cicloviaggiatore appena svegliato mi ha regalato la sorpresa di una mattina umida ma senza pioggia, e la presenza di già dieci ciclisti in stazione all’ora dell’appuntamento.
Così, alle 9 abbiamo già riempito la semipilota del treno con ben quindici biciclette, alle quali se ne aggiungono altre sei alla fermata di Tiburtina, dopo aver atteso per quasi quaranta minuti la partenza del treno causa un guasto tecnico in una carrozza.
“Alle diciotto comincia… il Giudizio Universale!”
Arriviamo ad Orvieto dove scarichiamo a tempo di record le 21 biciclette, e troviamo ad attenderci Luigi, che con il soprannome di “Il Coricato” sarà il personaggio più caratteristico di questi due giorni in bici grazie alla sua bicicletta Recumbent che vanta già diversi viaggi epici in terre lontane.
Il gruppo così assortito, che inizialmente sembra davvero molto eterogeneo, fin troppo per un week-end preannunciato come non proprio facilissimo, parte alle 11:30 con il tempo che si mette decisamente al bello; all’inizio della prima, lunga salita, sembra quasi che faccia capolino un timido sole, che diventa poi un vero e proprio sole primaverile dopo pochi chilometri… miracolo!
La strada si mostra subito in tutta la sua bellezza, con traffico quasi assente appena fuori dal centro abitato, e cominciamo a salire tra panorami mozzafiato. Il sole e la pendenza ci scaldano e alleggeriscono progressivamente il nostro abbigliamento, che arriva quasi a sfiorare livelli estivi; ma, ahimè, proprio alla fine della prima grande fatica della giornata, Giove Pluvio si sveglia e comincia a fare quello che tutti i Colonnelli dell’Aeronautica hanno annunciato per questo week-end. Poco male però, è una pioggia sopportabile e incostante, e riusciamo ad andare avanti senza problemi, a parte la ritirata di un partecipante, che si rende conto, per fortuna subito, di non essere in grado di affrontare il percorso e torna saggiamente indietro dopo pochi chilometri.
Si prosegue tra vallate verdi, veloci discese seguite da rapide risalite, leggeri spruzzi di pioggia e continui “e apri le borse e chiudi le borse e metti il k-way e togli il k-way e rimetti il k-way…”, finchè la pioggia si fa più fitta, costringendoci a cercare riparo in un casolare dove veniamo accolti con assaggi di vino rosso e bianco della casa. Una pioggia quasi provvidenziale!
“Alle diciotto comincia… il Giudizio Universale!”
Mangiamo così che sono già quasi le 15, e ripartiamo affrontando la lunga e spettacolare discesa che ci porta fino a Pontecuti, alle porte di Todi. Qui facciamo sosta in un bar per un caffè e per rilassarci un po’, non sapendo che nello stesso bar rimarremo bloccati per oltre due ore, aspettando che l’acquazzone scatenatosi nel frattempo ci conceda una tregua.
Alle sei decidiamo di riprendere comunque la pedalata (mancano solo una decina di km. all’agriturismo), e, come per magia, la pioggia smette per davvero, consentendoci di affrontare la lunga salita che ci riporta in quota fino al borgo di Fiore, dove raggiungiamo la meta tanto agognata che sono oltre le sette.
E’ stata dura e anche umida, ma siamo tutti soddisfatti e il posto sembra davvero incantevole.
Troviamo ad attenderci gli ultimi due partecipanti, partiti da Roma in treno fino a Terni, e raggiungiamo così la cifra record di 23 ciclisti.
“Alle diciotto comincia… il Giudizio Universale!”
Più tardi raggiungiamo in bicicletta il ristorante che si trova a 1.5 km. dall’agriturismo, e la serata va via piacevolmente tra grigliate di carne, torte al testo e un’atmosfera decisamente goliardica e divertente, come il ritorno in bicicletta con qualche luce che, complice il vino bevuto, sembra procedere molto più a zig-zag che non all’andata.
Andiamo a dormire speranzosi; le previsioni dicono che Domenica il tempo dovrebbe migliorare.
E in effetti al risveglio il tempo sembra buono, a parte un po’ di nebbia.
Ripartiamo alle 9:45 dopo un’ottima colazione, dirigendoci verso Todi, ripercorrendo a ritroso gli ultimi km. del pomeriggio precedente, con un breve scroscio di pioggia che sembra darci subito il benvenuto.
Dopo qualche contrattempo dovuto al brutto vizio che ancora hanno i ciclisti di riempire d’aria le ruote dei propri mezzi, arriviamo finalmente nel centro storico di Todi, raggiunto con una salita finale spaventosa che il sottoscritto regala ai compagni di pedalata per voler provare una strada non ancora battuta.
Il programma prevede una sosta di oltre un’ora per visitare quella che anni fa fu dichiarata la città più bella del mondo, e lo facciamo sotto un sole caldo e promettente, che ben ci predispone ad affrontare le fatiche ciclistiche del percorso che verrà, già più volte preannunciate dal sottoscritto e attese con terrore da molti partecipanti.
“Alle diciotto comincia… il Giudizio Universale!”
E’ già oltre mezzogiorno quando ripartiamo; abbiamo tutto il tempo per i 40 km. che ancora ci attendono, ma, alla fine della lunga discesa verso Ponterio, il gruppo si blocca per una doppia foratura con complicazioni (camera d’aria di riserva non adatta al cerchio), che ci tiene fermi per quasi un’ora proprio davanti alla stazione della FCU. Ripartiamo tutti insieme, e dopo cento metri la doppia foratura diventa tripla. E decidiamo subito che il gruppo proseguirà comunque, con Marco e Andrea che rimangono a cercare di rimediare al problema e quindi di recuperare il ritardo (cosa che sembra assolutamente fattibile, vista la bassa andatura generale).
“Alle diciotto comincia… il Giudizio Universale! Mancano tre minuti…uti…uti…”
Il gruppone riparte lasciando la strada principale di Ponterio e imboccando la provinciale che parte subito con i tanto temuti “muri” stile Giro delle Fiandre; in realtà il diavolo non è così brutto come lo si dipinge, e pian piano tutti riescono a superare gli strappi (brevi ma molto ripidi) che la strada ci presenta, grazie anche alla spettacolarità del paesaggio. Ma comincia a cadere di nuovo qualche goccia di pioggia, solo che “metti il k-way” su queste salite non è proprio l’ideale. Si prosegue, la pioggia aumenta sempre di più, e dietro appare all’improvviso un fronte nuvoloso nero, minaccioso e compatto… la testa del gruppo si allunga, si capisce che è meglio anticipare il temporale, la coda si attarda sugli ultimi strappi in salita… al centro molti si fermano quando la pioggia si fa più insistente…
E FU ANARCHIA!
“Uè, ma chisto è o’ Giudizzio o è o’ Diluvio?”
“Signò, avete sentito? Chillo ha ditto Giudizzio!”
“Ma no, è o’ Diluvio! O’ Diluvio!”
“Sì, o’ Diluvio!”
“O’ DILUVIO!!!! O’ DILUVIO!!!!”
Rimaniamo in quattro in testa al gruppo, andiamo avanti sperando di poterci fermare il prima possibile in un centro abitato e aspettare il resto, mentre il cellulare squilla in continuazione e raccolgo sotto un temporale sempre più forte le notizie di chi è fermo sotto una grondaia di fortuna ad osservare il Diluvio Universale, mentre altri sono riusciti a tornare indietro fino alla stazione di Ponterio e la coda rimasta a riparare la foratura racconta ormai di fiumi di fango che scorrono sull’asfalto. Ma chi ha la peggio è Francesca che fora una ruota, è costretta a ripararsi in un cimitero (!!) perdendo così contatto con la scopa, e nel cambiare la camera d’aria riesce a fare col copertone un qualcosa di indefinibile che ancora oggi è allo studio dei meccanici ciclisti di mezzo mondo, rimanendo irrimediabilmente appiedata e sola in mezzo alle tombe sotto il Diluvio Universale, aspettando forse ormai solo che appaia l’Arca (che riuscirà davvero a materializzarsi più avanti).
Io, Elena, Germana e Roberto arriviamo così a Bastardo, borgo che molti avranno già identificato con la guida della gita, quando mancano solo 20 km. a Foligno. Ci fermiamo per aspettare gli altri superstiti e riprenderci un po’, ma il fronte più fitto del Diluvio raggiunge presto anche noi. Arrivano alla spicciolata, inzuppati e stravolti, altri otto ciclisti, mentre sei sono tornati a Ponterio, Francesca è al cimitero, e il Coricato, vero eroe della giornata, dopo aver invano assistito quest’ultima per oltre un’ora, è in folle fuga verso di noi sotto il Diluvio con la sua Recumbent.
Quando ci ricompattiamo siamo rimasti in dodici, mentre i nove di Ponterio sono già sul trenino della FCU in direzione Terni. Il Diluvio non accenna a passare, così ne approfittiamo per asciugarci e cambiarci un po’ i vestiti fradici, mangiare e bere qualcosa di caldo. Ma il treno delle 18 non ci aspetterà, quindi alle quattro dobbiamo comunque riprendere.
La fortuna ci assiste, il Diluvio si ferma e riusciamo a rimetterci sui pedali. Avanziamo così, in perfetta fila indiana e senza dire una parola, per oltre 20 km.; è una scena tra il surreale e il comico, siamo quasi terrorizzati che da un momento all’altro qualcuno si accorga di noi e, osservando che l’Umanità non è ancora stata spazzata via del tutto, riapra i rubinetti, ma per fortuna non è così, e abbiamo addirittura modo di passare attraverso lo splendido centro storico di Bevagna (senza fermarci) prima di puntare finalmente verso la stazione di Foligno. E, lungo la strada, assistiamo al miracolo dell’Arca che, sottoforma di taxi, trasporta Francesca verso la stazione.
Dulcis in fundo, appena arrivati veniamo raggiunti dal Coricato, che come un proiettile su due ruote non ha mai smesso di credere nella sua impresa impossibile e ha sfidato il Diluvio da una posizione piuttosto precaria.
Quando, a Terni, i nove rimasti salgono sul treno, siamo di nuovo riuniti e ci rendiamo conto che tutto sommato è valsa la pena ignorare gli allarmi dei meteorologi e sfidare le intemperie.
Un week-end in bici piuttosto impegnativo (decisamente da riclassificare a quattro palle) con un gruppo numeroso che temevo potesse “piantarsi” sulla prima salita, reso quasi epico dalla sfiga e dalle condizioni meteo, nel quale non solo nessuno si è lamentato, ma che alla fine ha visto tutti i partecipanti più che soddisfatti e che si è svolto un clima amichevole e gioviale lo considero un grandissimo successo, e spero di poterlo replicare quanto prima.
EPILOGO: complimenti a tutti i partecipanti, soprattutto alle “ragazze in jeans” e ai quasi-neofiti di questo tipo di gite, al Coricato e a Francesca per non essersi persi d’animo in una situazione che poteva diventare drammatica, e a Marco G., Andrea e Nicola B. il cui aiuto come guide coadiuvanti e come scope è stato determinante per la buona riuscita della due giorni.
Ringrazio inoltre Vittorio De Sica per avermi (senza saperlo) concesso di utilizzare le citazioni in corsivo dal suo film “Il Giudizio Universale” ed Isaac Asimov per il richiamo nel titolo alla sua celebre raccolta di romanzi di fantascienza.

(...e c'è addirittura il sole!)

(Decisamente insolito, ma "Il Coricato" è stato l'eroe del week-end!)

(Il borgo di Pontecuti, ai piedi della collina di Todi, poco prima dell'acquazzone di Sabato)

(L'ultima fatica, prima dell'arrivo all'agriturismo di Fiore)

(Il gruppo al completo alla partenza dall'agriturismo Domenica mattina)

(O' DILUVIO!! Appena arrivati a Bastardo, inzuppati e stravolti...)

(Il gruppo dei sopravvissuti al Diluvio alla stazione di Foligno)
[19 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - mercoledì 26 aprile 2006, 17:45

|

|
Bepi Dama
|
Tina Costa, la staffetta partigiana in bici e Marco, la guida dell'uscita odierna
|

|
Una sosta sulla pista del tevere, sotto il carcere di Regina Coeli
|
Ciao a tutte/i ieri abbiamo pedalato in 54 per ricordare
più che per festeggiare, la Liberazione. Credo che la giornata sia stata
positiva, testimonianze di partigiani, Bepi Dama e Tina Costa che
ringraziamo di cuore per ieri e per 61 anni fa ancor di più, all'inizio
di un percorso che ci ha permesso di toccare alcuni dei punti pù
significativi dell Resitenza romana, in particolare ricordo via Rasella
e la visita finale alle Fosse Ardeatine. Ringrazio la sicura coda Andrea
ed Antonella, Giovanni che non ha esitato a calarsi sotto la piramide
per recuperarmi il giubbotto e mi ha aiutato lungo il percorso, Elio ed
Augusto baluardo agli incroci Cecilia e Marco P che oltre all'aiuto con
il gruppo hanno integrato le spiegazioni e tutte/i i partecipanti. Spero
di non aver dimenticato nessuna/o. Abbiamo sforato di molto con l'orario
pensato a causa del fatto che i partecipanti previsti erano circa 30 e
chiaramente il gruppo infoltito all'ultimo era più lento del previsto.
Altre cose come sempre sono migliorabili come la scelta di un percorso
tra il Tevere e via Rasella più agevole. A presto Marco G [...]
[comments?] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - martedì 18 aprile 2006, 11:01

Ciao a tutti, una classica ormai, la giornata nazionale treno + bici che si è tenuta a pasquetta, ieri, nel parco di Tevere Farfa cui hanno partecipato 38 ciclisti.
Eravamo in 38 compreso il cielo grigio che ci ha accompagnato per tutto il giorno ma risparmiandoci dalla pioggia.
L'uscita è stata tenuta con il giusto ritmo lento (circa 7 km/h) che si addice ad un'uscita di questo genere, il fondo, un po' più difficile del previsto ha fatto fare pratica a tutti nonostante la quasi assenza di dislivelli o, in ogni caso, la lunghezza ridottissima di questi tale da consentire a quelli in difficoltà di spingere la bici senza appesantire l'andatura.
I paesaggi come sempre hanno conquistato l'ammirazione dei ciclisti, dal Tevere lento e tranquillo, la chiesa di S. Andrea in Flumine ai verdi prati coltivati che abbiamo attraversato.
Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa tutti i partecipanti e trenitalia che ci ha permesso di caricare tutte le biciclette sugli inadatti TAF (treno alta frequentazione)
 [4 comments] |
Pubblicato da Robert1 - mercoledì 12 aprile 2006, 18:47

Ok, visto che ancora non c'è un resoconto vero e proprio, riporto quanto riferitomi da persone che hanno avuto problemi unitamente a miei commenti che spero qualcuno potrà confutare/discutere poichè, questi commenti, sono postumi ed alla luce della mia assenza durante il giro.
Non ci sono state soltanto forature in fondo al gruppo ma lei ha rotto il cambio e non c'era nessuno dei nostri a darle una mano;
c'è stato da superare una ringhiera di metallo e nessuno era lì ad aiutarla;
C'è stato un fossato da superare e nessuno era in fondo al gruppo ad aiutare;
Lei è partita da Ponte Romano ed ha percorso una 50ina di Km (e con lei altre 4 persone con city bike);
Nonostante abbia chiamato Marco G. ben due volte nessuno l'ha informata del fondo (e tra "strada bianca" e "raid delle canne" c'è differenza).
Nessuno gli ha dato informazioni sul fondo quando l'hano vista (Se la strada da fare è molto accidentata o ci sono ostacoli e si presenta gente con le gomme lisce o con la bici da corsa, vanno informati BENE sulle condizioni del fondo).
Inoltre, sul calendario c'è una discrepanza tra la descrizione sul calendario (*** SB) e sulla scheda gita (* CT). Bisogna stare attenti a queste cose.
Non si può definire una gita CT se c'è da fare sterrato, e Marco G. (quale accompagnatore esperto) avrebbe dovuto correggere subito la scheda gita (e insisito che dobbiamo togliere la dicitura "guida" e sostituirla con
"accompagnatore").
Ricordatevi che le persone che vengono con noi sono la nostra forza.
Sabato, dei 12 nuovi che Marco G. decanta tanto, 4 hanno detto che non verranno più.
[8 comments] |
Pubblicato da Elio Ascoli Marchetti - venerdì 14 aprile 2006, 13:13
 Alla gita hanno preso parte 38 partecipanti:12 nuovi, 5 iscrizioni e 21 soci. La giornata è stata meravigliosa. Qui si riporta un'immagine del gruppo nella Riserva Naturale del Parco dell'Aniene (foto Marco P.). Scusate l'ermeticità, ma il momento non è dei più felici.[comments?] |
Pubblicato da Riccardo Di Pietro - lunedì 03 aprile 2006, 13:33

Resoconto dell'escursione del 2 aprile 2006Al grido di "bentornata Primavera"! ben 36 ciclisti (se si considerano anche Robertone,Cristina Saraceno e Francesca Racioppi che ci hanno raggiunti lungo il percorso e Beatrice Del Moro "desaparecida" subito dopo la stazione) hanno affrontato, accompagnati da uno splendido sole, il periplo del lago di Bracciano.Tanti nuovi amici, che speriamo di rivedere presto, erano allo loro prima gita e tutti tranne due,ma per problemi muscolari precedenti, sono riusciti a concludere il giro.La sosta pranzo ha permesso a molti di gustare l'ottima porchetta ed il prelibato prosciutto locale e di godersi un meritato riposo prima della visita al Museo storico dell'Aeronautica, dove una entusiata guida, che ringrazio, ci ha trasportato dalle atmosfere dei pionieri del volo fino a quelle dei moderni jet.
Nessun problema degno di nota se si esclude un freno malfermo, uno scatenamento ed un sanguinamento di naso prontamente trattato con i più vari consigli "metti la testa in giù, no in sù, no ma forse se mette un tappo nel naso, acqua ai polsi etc etc. ".
E' tempo di saluti per cui un ringraziamento a tutti ed in particolare alla mia co-guida Enrico ed alla "scopa" Marco ed a tutti quelli che a vario titolo hanno dato una mano alla gestione del gruppo.
Alla prossima! [5 comments] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 20 marzo 2006, 13:47
Al fine settimana tra Umbria e Toscana hanno partecipato ben ventisette persone, di cui quattro bambini. Superato qualche piccolo problema alla partenza (vano semipilota in testa al treno senza ganci per appendere le bici...) la giornata di sabato si è svolta come da programma. Tolti i pochi chilometri di stade moderatamente trafficate nella parte iniziale, il resto della giornata si è viaggiato su piacevolissime e semideserte strade bianche, tra campi ondulati, filari di cipressi e piccoli laghi. Discese e salite si sono alternate nel buonumore generale, e anche se qualche partecipante era un po' al limite dell'allenamento per un'uscita a "tre palle" la scelta dell'itinerario e l'ottima gestione del gruppo (soprattutto da parte della coda...), ha consentito a tutti/e di godere appieno dell'escursione. L'abbondante ed ottima cena ha chiuso in allegria la giornata.
Domenica mattina il risveglio è stato funestato da una pioggia leggera ma costante, che ha fatto optare una metà del gruppo per tornare in stazione e direttamente a Roma, mentre l'altra metà si è coraggiosamente avventurata a tentare di concludere il percorso, solo per vedere le proprie velleità frustrate dall'intensificarsi delle precipitazioni, che hanno pressoché obbligato ad un mesto ritorno a Castiglione intorno all'ora di pranzo. Resta comunque l'intenzione di riproporre la seconda parte del weekend come uscita singola, da effettuare fuori calendario a primavera più avanzata. [6 comments] |
Pubblicato da enrico - lunedì 20 marzo 2006, 21:30
Resoconto dell'escursione del 19 Marzo 2006 (visualizza mappa e altimetria)Eccomi qua, dopo numerose escursioni con Ruotalibera come semplice partecipante
o come aiuto guida, a scrivere il mio primo resoconto-gita come guida ufficiale dell'associazione. Dunque, al sabato le premesse non erano delle migliori: la co-guida (Cristina) non e' riuscita a guarire in tempo da una forte sinusite, quindi sarei stato solo; inoltre il meteo prevedeva per l'indomani tempo pessimo nella nostra zona, gia' a partire dalla tarda mattinata. Meta' delle prenotazioni ricevute erano provvisorie, causa possibile maltempo. Cionostante, il giorno dopo 6 temerari ciclisti si sono presentati all'appuntamento: Augusto DP, Carla, Riccardo, Nic, Andrea Alfieri e Stefano Pannunzi. Dopo un caffe' ad Orte Scalo, tutti i partecipanti hanno gradito una sosta meritevole saccheggiando una pasticceria locale. E' quindi iniziata la scalata verso Amelia (13 Km di salita moderata), effettuata senza problemi di sorta. Ad Amelia e' iniziato il giro vero e proprio, un anello nella bassa umbria. A complicare un po' le cose ci si e' messo il tempo, decisamente primaverile. Mi riferisco alla primavera bavarese: assenza di sole e temperatura sempre inferiore agli 8 gradi (minima 5). Questo ha un po' spiazzato i partecipanti e la guida, che si sono dovuti mettere addosso tutto quello che avevano (tipicamente, un k-way e poco altro, io avevo anche dimenticato i guanti). Il ritmo sostenuto per cercare di scaldarci ci ha premiato: senza nemmeno accorgercene ci siamo ritrovati a Castel Dell'Aquila prima della chiusura dell'unico bar nel raggio di chilometri, ed abbiamo pranzato al calduccio, accompagnando i panini portati da casa a tazze di the bollente. Scacciati dalla barista (che aveva fretta di chiudere e tornare a casa a mangiare le lasagne della mamma --l'anno prossimo contiamo di farle una visita) e rivestiti alla meglio, abbiamo continuato l'anello per arrivare a Montecastrilli (che in effetti e' quasi cento metri sopra la strada); qui era prevista una visita facoltativa al paese. Date le condizioni meteo incerte e la necessita' di alcuni di essere a Roma nella prima serata, i partecipanti (la guida si e' astenuta) hanno optato in massa per iniziare subito il giro di ritorno. Mozione accolta. Questa e' stata probabilmente la parte piu' pittoresca del percorso, quasi 20 Km su una strada assolutamente deserta, con a sinistra Sangemini e scorci dell'appennino umbro-marchigiano e a destra i paesini incontrati all'andata. (Tutto cio' a mezz'ora di treno da Roma... :-P ) Alla piazza di Amelia si e' chiuso l'anello umbro, e dopo l'ennesimo the caldo (per me il terzo in una gita di 6 ore, un record personale) una rapida discesa ci ha portato comodamente ad Orte per il treno del ritorno. Come mia prima uscita da guida, penso di poter dire che e' andata decisamente benone. Ringrazio ovviamente tutti i partecipanti per la puntualita' e la serieta' con cui si sono presentati all'escursione, le poche lamentele per il freddo (che certo non e' mancato!) e per le ottime condizioni di allenamento e di cura delle loro bici (assolutamente nessun problema, su un giro piuttosto impegnativo). Grazie mille, siete stati tutti bravissimi! Ciao, alla prossima. Enrico. P.S., nota logistica. Il giro effettuato e' stato piu' breve di 10 Km rispetto a quanto indicato sul calendario cartaceo (riporta 85 Km): un primo accorciamento di 5 Km era stato deciso durante una prova-percorso di alcune settimane fa, scegliendo di attraversare Farnetta anziche' Avigliano Umbro. Un secondo accorciamento di 5 Km e' legato al non aver effettuato la visita facoltativa a Montecastrilli. [7 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - domenica 05 marzo 2006, 22:49
 Veramente una bella uscita, tecnica da divertire, e posti inaspettati ad un passo da S. Pietro. Grazie a Riccardo, per il percorso e la conduzione del gruppo.
Se volete vedere tutte le foto che ho fatto cliccate qui.
Alla prossima
Giovanni
[2 comments] |
Pubblicato da Augusto del Papa - mercoledì 01 marzo 2006, 09:51

Una giornata quasi anticipatrice della primavera ha fatto sì che l’uscita di ieri alla Madonna del Sorbo facesse superare i venti partecipanti all’escursione per un percorso, peraltro, non proprio di tutto riposo. Ci raduniamo quindi tutti all’appuntamento a Ponte Milvio e il gruppo si nota subito per la sua eterogeneità: bici da passeggio, mountain bike ultimo grido, famiglie con carrellino…Subito dopo una pausa ristoratrice ai bar vicini e la foto di rito, iniziamo la pedalata lungo la ciclabile che ci porta a Castel Giubileo , accompagnati durante il tragitto da un’insolita nebbia che si dirada abbastanza presto prima di giungere al termine della ciclabile. Di qui, superato un cavalcavia ci dirigiamo all’altezza di Prima Porta, dove inizia una lunga salita che vede, soprattutto nel tratto finale, una frammentazione del gruppo che si ricompatta all’altezza del borgo di Sacrofano, dove ci aspetta una seconda pausa caffè. Di qui il gruppo si frammenta di nuovo: una parte decide di dirigersi subito a Formello per godere delle delizie di una trattoria locale, mentre gli altri nell’attesa di Cristina fermata da una foratura, partecipano allo scambio di battute con walkie-talkie mimetico tra Nicola e Riccardo che ci aggiorna sull’evolversi della riparazione. Arrivato il resto del gruppo ci dirigiamo verso Formello, dove dopo una pausa pizza condita da panzarotti di ricotta ci apprestiamo ad affrontare con maggiore filosofia l’ultima salita per arrivare alla Madonna del Sorbo. Qui, dopo il pranzo, riprendiamo di nuovo la strada per Formello e purtroppo Cristina fora di nuovo: ma adesso interviene in nostro aiuto Francesca che accompagnerà Cristina in macchina, mentre il resto del gruppo concluderà il giro fino a Ponte Milvio.
Un ringraziamento a tutti per un’uscita condita dal piacere di pedalare insieme e un grazie particolare a Nicola, Riccardo, Stefano e Lorenzo.
Alla prossima! [3 comments] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 20 febbraio 2006, 13:21
L'uscita di ieri (19-02-2006) ha visto sedici partecipanti, guida inclusa, equamente distribuiti tra itinerario completo (OOO) e versione breve (OO).
Allietati da un sole brillante (che soltanto nel primo pomeriggio si è leggermente velato) e da una temperatura inaspettatamente mite, siamo partiti dalla stazione di Tagliacozzo alla volta di Magliano dé Marsi. Qui ci siamo ricongiunti al gruppo dei partecipanti venuti in auto per effettuare il giro “accorciato”, dopodiché praticamente tutta la pedalata si è svolta nella spettacolare cornice costituita dal massiccio del Velino e dai Monti della Duchessa interamente ricoperti di neve. L'itinerario pianeggiante ed un filo di vento a favore hanno spinto all'andata il gruppo di testa ad un passo particolarmente “allegro”, col risultato che siamo arrivati a Borgorose perfino in anticipo sulle previsioni, cosicché, dopo breve consultazione e con pochissimi “astenuti”, si è stabilito di pranzare in una trattoria del posto infrangendo con soddisfazione la consuetudine del pranzo al sacco. L'idea era di fermarsi ai primi, ma la tentazione degli arrosticini è stata troppo forte, e non tutti ci sono riusciti...
Sulla via del ritorno abbiamo avuto la brutta sorpresa di trovare ad attenderci un fastidioso vento contrario, ben più forte della lieve brezza che in mattinata ci aveva sospinto. Raggiunto infine Magliano dé Marsi un paio di ragazze venute in treno decidevano (a posteriori saggiamente) di accettare un passaggio in auto per il rientro, mentre i rimanenti si avviavano frettolosamente, coi minuti contati, verso Tagliacozzo, raggiungendo la stazione con meno di un quarto d'ora di margine sull'arrivo del treno (!).
In definitiva un'escursione riuscita, anche se il numero dei chilometri calcolati è risultato sottostimato: di poco per il giro breve (41 effettivi contro 35 previsti), di più per il giro lungo (71 effettivi contro i 55 stimati). Quindici chilometri aggiuntivi che, contando anche il vento contrario, fanno rivedere al rialzo il livello di difficoltà da tre a quattro palle. Itinerario da riproporre, indubbiamente, seppure a marzo o aprile, con la possibilità di tornare col treno successivo ed un traffico veicolare sperabilmente inferiore (essendo a quel punto la stagione sciistica pressoché conclusa).
[5 comments] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - lunedì 13 febbraio 2006, 13:13
 Ieri siamo stati a Decima, era la regolare uscita in calendario "La spesa ecologica", l'appuntamento che quest'anno abbiamo voluto rafforzare con tre date nel corso dell'anno di cui questa era la prima e che abbiamo realizzato in collaborazione degli amici di Ostia in Bici XIII.
C'è stato di speciale che il numero dei partecipanti è stato pari a 59 presenze (conto almeno 7 persone che mi avevano chiamato e che non si sono presentate!); insomma un successone che ha messo al lavoro le guide presenti oltre me e che ringrazio (Riccardo, Marco G., Rita, Robert1, Giacomo, Elio, Cristina e gli amici di Ostia - spero di non dimenticare nessuno).
L'accoglienza arrivati alla cooperativa Agricoltura Nuova è stata come sempre degna con pizze, formaggio, thè e vino per tutti.
Il tempo è stato buono, solo qualche isolata gocciolina di pioggia ha messo in allerta i più timorosi, ma niente di più, freddo si, quello si è fatto sentire.
Quattro il numero di forature, poche considerando il numero dei partecipanti.
Sono disponibili le foto all'indirizzo:
http://www.ruotalibera.org/foto/20060212SpesaEcologica.zip
Arrivederci alla prossima del 3 settembre 2006
[6 comments] |
Pubblicato da admin - lunedì 20 marzo 2006, 13:48
La gita di ieri ha visto la partecipazione di 12 partecipanti (compresa la guida). Il cielo terso, dovuto alla fredda tramontana che ci ha accompagnato per tutta l'erscursione, ha valorizzato ancora di più i panorami suggestivi dei paesi toccati che hanno mantenuto intatto il loro fascino medievale. Dunque siamo partiti dalla stazione di Spoleto e, dopo la salita che costeggia le mura ciclopiche del paese, arriviamo al duomo che si visita brevemente per giungere poi ad un bar all'altezza del ponte di Gattapone, superbo e incastrato in una vallata da mozzafiato. Dopo la colazione ci dirigiamo verso la Flaminia e assaggiamo un prima breve salita, ma impegnativa che ci porta al borgo di Collerisana. Di qui scendiamo per una strada provinciale, che lasciamo dopo 5 km., per iniziare la vera salita: quella che ci porterà a Fogliano e poi a Macerino dove ci fermiano per il pranzo. Finito il pranzo nel bar del paese (allietato da un merlo che salutava tutti) percorriamo una strada bianca che dopo alcuni saliscendi ci conduce ad una radura dove inizia una lunga e bella discesa che ci porta all'altezza delle rovine romane di Carsulae che guardiamo in lontananza per evitare di perdere il treno del ritorno. Di qui proseguiamo fino al bivio per San Gemini che raggiungiamo poco dopo e che visitiamo brevemente. Qui il gruppo si divide per un'incomprensione sulla strada da prendere: ma ci ricongiungiamo dopo poco per giungere dopo 8 km. a Narni scalo dove assaporiamo un vassoio di frappe offertoci da Cesare.
Che altro dire? Un rigraziamento ai partecipanti all'escursione e in particolare a Cesare per l'aiuto organizzativo che ha reso la gita ancora più piacevole.
Augusto [3 comments] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - martedì 27 dicembre 2005, 11:06
In una giornata finalmente di sole abbiamo regolarmente effettuato la gita da Vallecorsa a Monte San Biagio che rischiava di essere annullata per le presunte scarse adesioni e impegni concorsuali di Marco R.
Eravamo alla fine in 7: io, Augusto D.P. Enrico, Rachel de la France, Beatrice, Carla, Marco dei Cicloverdi di Napoli.
Una bella giornata, come dicevo scaldata da un bellissimo sole , nenche ventosa, ci ha visto percorrere i circa 50 Km da Vallecorsa a Monte San Biagio, in un percorso panoramico, sulle isole pontine e la piana di Fondi, bello e non difficile, tra ulivi, limoni e aranci carichi di frutti.
Abbiamo gustato una buona cioccolata calda nel corso di una piacevole variante nella piazza di Fondi e acquistato il miele di fiori d'arancio che già conoscevo a Monte San Biagio. Poi festosa raccolta di arance buonissime e mandarini profumati, regalati dagli alberi del proprietario dell'azienda apistica. Alcune arance partono oggi per la Francia con Rachel..almeno qualcosa di buono esportiamo ancora!
Tutto è andato nel migliore dei modi. Il nostro ospite dei Cicloverdi Marco Iaculli è sempre più un amico che continueremo a frequentare. Troppo simpatico ed arguto.
Ciao e grazie a tutti i partecipanti.
[comments?] |
Pubblicato da Giovanni Palozzi - martedì 06 dicembre 2005, 00:53
Marco mi ha anticipato nel resoconto di questa bella uscita, anomala,
si, una novità per noi abituati ad avere a che fare con gli
adulti, e ad avere a che fare con i bambini solo per l'appuntamento
annuale di Bimbimbici. Invece questa prova, grazie al mitico Stefano M.
è stato un gran successo. Abbiamo in programma nel prossimo
calendario altri due appuntamenti di questo tipo, in Caffarella e a
Villa Pamphili, e credo proprio che ci divertiremo altrettanto.
Voglio unirmi a Stefano (vedi post precedente) per ringraziare tutti quelli che hanno
partecipato e che hanno contribuito alla buona riuscita di questa
iniziativa.
Seguo con un po' di foto, l'elenco completo le posso mandare a
richiesta ma sono circa 25 Mb

|

|
Il primo
briefing, a ponte Milvio. Si sta per partire
|
Sulla pista
di Belle Arti
|

|
 |
Il gioco sta
per iniziare, Stefano da le spiegazioni
|
Il corteo di
bambini nei viali di Villa Borghese
|

|

|
Incontro
ravvicinato con il fango
|
L'ultima
prova da superare
|

|

|
L'incantesimo
sta funzionando
|
L'ora del
pranzo
|

|
Un gioco per
tutte le taglie !!
|
Ciao e arrivederci alla prossima
[comments?] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 05 dicembre 2005, 13:34
La quasi miracolosa "finestra" di bel tempo di ieri ci ha permesso di portare unidici tra bambini, ragazze e ragazzi ( l'età è stata dai cinque ai tredici anni) a Villa Borghese per la caccia al tesoro e non solo senza prendere neppure una goccia di piggia, ma anche riuscendo a catturare qualche raggio di sole.
A parte il capitombolo di Vale (quella di 5 anni) nel fango (quando si è rialzata, senza altre conseguenze che un giaccone e una tuta da mettere in lavatrice, il timido tentativo di lacrimuccia è stato frustrato dalle risate mie, del papà e delle sue mentre si guardava le mani ridotte a due palle di fanghiglia) tutto è filato liscio come l'olio . Mi sembra che i bambini, ma anche i genitori che li accompagnavano, si siano divertiti.
Vorrei ringraziare tutti quelli che sono venuti ad aiutarmi, che hanno portato i loro figli per fare numero, che hanno controllato il gruppo durante il trasferimento da Ponte Milvio alla Villa, nel ritorno e durante il gioco, che hanno messo le buste con gli indizi. Senza di loro e senza la loro esperienza nel guidare il gruppo in bici, probabilmente la giornata non sarebbe andata così bene. E tutto con lo stile e la professionalità rilassata, allegra e rigorosa che fa la differenze tra le pedalate organizzate da Ruotalbera e ... tutte le altre. [comments?] |
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - martedì 22 novembre 2005, 13:02
La gita di ieri, 20 novembre ha visto la partecipazione di ben 13 ciclisti.
Dalla chiesa della Farnesiana ci siamo diretti in una vallata per poi attraversare il fiume Mignone che ci avrebbe consentito di arrivare a Monte Romano. Ciò non è stato possibile perché il fiume era molto alto, a vedere una Jeep che lo ha guadato sembravano 50cm. Quindi abbiamo dovuto rinunciare, tornare indietro e pranzare su un prato.
I km complessivi sono stati comunque 30, con molti partecipanti alla prima esperienza.
La giornata era stupenda e non faceva nemmeno tanto freddo, anche se alle ore 17 a Tolfa c'erano 1,5 gradi. [1 comments] |
Pubblicato da - martedì 15 novembre 2005, 13:13

Il gruppo, ormai molto ridotto, a Villa Gordiani
Pienamente riuscita la gita cittadina di ieri, domenica 13 novembre, al Parco di Tor Tre Teste.
Complice anche la bellissima giornata, siamo partiti in trentacinque, di cui almeno una ventina di partecipanti per la prima volta ad una gita di Ruotalibera, pedalando attraverso il Quarticciolo e l'Alessandrino, alla scoperta del Parco di Tor Tre Teste.
Per la maggior parte dei partecipanti questo polmone verde è stata davvero una sorpresa inaspettata, e mi sembra sia stata molto apprezzata anche l'escursione lungo il troncone di Acquedotto Alessandrino presente all'interno del parco.
Dopo l'intermezzo con la "scuola di MTB tecnica" di Marco il gruppo si è diretto verso Villa Gordiani, percorrendo circa un km. della Via Prenestina, alla scoperta di un altro parco semisconosciuto, con altrettanto interessanti reperti archeologici molto ben conservati.
La gita si è conclusa con un'estensione al Parco di Tor Pignattara, altro piccolo ma significativo spazio verde inserito in una periferia non proprio valorizzata.
Mi ha piacevolmente sorpreso l'impressione molto positiva della pedalata riportata dalla maggioranza dei partecipanti; temevo che un giro del genere potesse non suscitare grande interesse e alla fine considerato "brutto", invece è andato tutto per il meglio.
[2 comments] |
Pubblicato da Cristiana Vignola - martedì 11 ottobre 2005, 14:20

Sciopero revocato, tempo in miglioramento dopo una settimana di pioggia incessante.... forse il giro di Cervara si fa!
Dodici partecipanti,di cui uno alla prima escursione, per un giro decisamente impegnativo, sia sul piano tecnico che come dislivello, sicuramente e' stata una bella sorpresa.
Le borse piene di indumenti invernali da pioggia sono fortunatamente risultate superflue, e i colori autunnali e le more giganti hanno sicuramente abbellito il percorso. Arriviamo a Carsoli con troppo poco tempo per gustarci i maritozzi e cosi, sotto suggerimento di Mary, decidiamo di comprare venti tra paste e maritozzi che ci facciamo incartare per poi mangiare in treno. Festa di ciclisti puzzolenti e affamati tra due carrozze del treno...pare che anche le cimici siano fuggite!!!
Insomma sembra che sia andato tutto bene...ma a Salone (a 10 Km dal raccordo) il treno si ferma: hanno tagliato i fili dello scambio dei treni. Dopo mezz'ora, Cristina riesce a convincere il capotreno a farci scendere con le bici e dopo circa un'ora di pedalata decisamente impegnativa sotto il profilo 'psicologico', raggiungiamo la stazione della metropolitana sani e salvi.
Un grazie a tutti i partecipanti
Cristiana + Stefano
[3 comments] |
Pubblicato da Rita Giaracuni - sabato 01 ottobre 2005, 12:11
Il giro in bici cittadino di ieri domenica 5 giugno - I Teatri di Roma - inserito nel progetto CTS Pedalascuola, è stato effettuato con una nutrita partecipazione: all'appuntamento sono giunti in trenta e di questi solo tre erano "facce conosciute". Ha partecipato, accompagnata dal papà, una bimba di sei anni, fornita di caschetto e boraccia a zaino con cannuccia (credo si chiami camel-back) che ha pedalato su due ruote per circa tre ore. La partenza da Piazza Campo dei Fiori è avvenuta- senza farlo apposta - in contemporanea con un altro gruppo di ciclisti partito da Piazza Farnese. Dopo qualche pedalata "confusa" la sosta sul vicino piazzale del Teatro di Pompeo ha consentito ai due gruppi di distinguersi. La giornata era abbastanza afosa e calda, il gruppo ha fatto una sosta-pranzo nei giardini di Castel Sant'Angelo e la maggior parte dei partecipanti ha continuato la passeggiata, che si è conclusa verso le 16. Un ringraziamento particolare va a Luca De Simone, neo-scopa di Ruotalibera. [2 comments] |
|
|