ECF

Logo Ruotalibera
ASSOCIAZIONE CICLOAMBIENTALISTA ROMANA

fiab

Vita associativa
Ruotalibera-Fiab
In Primo Piano
Tutti i Diari
Mercatino

Escursioni
Calendario uscite
Cronache
Cicloviaggi
Cartoline

Ciclabilita'
Mobilita'
Andare in bici
Area Tecnica
Consigli e trucchi
Appuntamenti in bici

informazioni
Notizie Fiab
La Bacheca
Rassegna stampa
Recensioni
Assicurazione

Questo sito
Scrivi un articolo
Cerca nel sito
Lavori in corso
Problemi e soluzioni
Homepage


pace.gif

somerights20.png
Pagine consultate:

Cicloviaggi - Spostarsi in bicicletta alla scoperta del mondo

Isreale 2008: Escursione a Betlemme
Pubblicato da admin - venerdì 16 maggio 2008, 21:46

Riceviamo da Roberto Torta e volentieri pubblichiamo:


Detour a Betlemme e nei Territori palestinesi occupati

Un gruppo di 5 (Cristina, Daniele, Davide, Veronica ed io) la mattina del 29 aprile decide di effettuare una breve escursione nei Territori palestinesi occupati, dopotutto Betlemme è a una ventina di chilometri da Gerusalemme e sarebbe un peccato non approfittarne.
Confesso che più della Basilica della Natività e il suo significato profondo per il cattolicesimo e coloro che lo professano, quello che mi spinge verso Betlemme è il voler conoscere da vicino, in diretta, il significato di quel muro alto otto metri innalzato arbitrariamente da una delle parti antagoniste.
Arrivare al check-point davvero simile all’entrata di un carcere di massima sicurezza e leggere l’avviso “vietato il passaggio ai cittadini israeliani” è la testimonianza di qualcosa di contraddittorio: cittadini israeliani prigionieri di sé stessi?
Al cospetto dei militari pesantemente avvolti da mitra e altre armi, ma sorprendentemente calmi e gentili, ci basta rispondere che siamo italiani e l’attesa dura solo pochi secondi, spero lo stesso trattamento sia riservato anche a cittadini di altre nazionalità, ma mi piace sospettare che siano proprio le biciclette a rappresentare un bel segnale di pace e semplicità.
Abbiamo ora il famoso muro alle spalle, ci voltiamo e vediamo i murales, come su tutti i muri di quel tipo, scritte inneggianti la libertà, speranze di abbattimenti ancora molto improbabili, qualche frase d’amore.
Siamo entrati quindi agevolmente nei famosi Territori, la Palestina occupata, non cambia il paesaggio naturale circostante sempre a metà tra la terra brulla e il tentativo di attecchire del verde, ma cambia radicalmente il paesaggio umano, dalle strade alle auto, dalle insegne alle case.
Arriviamo dritti sparati alla Natività, parcheggiamo le bici accanto ad un tronco che racconta un suo lungo passato tra generazioni di uomini diversi e con gruppi di ragazzini che effettuano i loro giri di avvicinamento sempre più stretti alle nostre compagne in alluminio. Comunque nessun problema, poliziotti in borghese in ogni dove provvedono ad allontanarli.
A turno, perché le bici le amiamo molto, entriamo nella Basilica dalla porta d’ingresso famosa perché bisogna abbassarsi e di molto per entrare, scendiamo nel luogo che viene considerato la culla di Gesù accanto alla mangiatoia, stanno svolgendo un rito con canti e fumi d’incenso, tutto molto semplice e così lontano dalle scene di fanatismo viste il giorno prima al Santo Sepolcro, bello, quasi un senso di pacificazione dell’anima.
Torniamo quindi nella città araba, nella vita quotidiana di una popolazione fiaccata da muri ed embarghi ma sicuramente caparbia e orgogliosa, a parte i sempre pericolosi estremismi.
Al Sufara è il “ristorante” che ci ospita e ci fa mangiare uno dei migliori felafel (polpette di ceci e fave con cipolla e altre spezie) che ho mangiato in questo fantastico viaggio.
Quindi il ritorno al di là (o al di qua?) del muro, un incredibile muro alto otto metri e lungo più di seicento chilometri.
Israele, un paese che comunque la si pensi…fa pensare.
Grazie alle guide e ai tostissimi compagni di viaggio.
Roberto

[1 comments]


25/04-04/04/2008: Ruotalibera in Israele
Pubblicato da enrico - venerdì 16 maggio 2008, 21:50

Smentendo (ma solo in parte) la consuetudine che se un resoconto-viaggio non si scrive entro due giorni dopo il ritorno non si scrive piu', eccovi un breve escursus della trasferta extra-calendario in Israele, scritto commentando un po' di foto (chi volesse contribuire lo puo' fare aggiungendo un commento a fine articolo oppure inviandomi un contributo piu' esteso che pubblichero').


26 Aprile: Aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv

Per la gioia degli addetti alla sicurezza (e degli addetti alle pulizie -- in un grande areoporto israeliano le due cose sono piu' legate di quanto ci si potrebbe immaginare), alle prime luci (artificiali) dell'alba gli 11 ruotaliberini atterrati nottetempo (il dodicesimo era arrivato il giorno prima) hanno montato le proprie bici nella Hall degli Arrivi dell'aeroporto Ben Gurion.


Dall'Aeroporto a Tel Aviv

A prima vista sembrebbe una tipica autostrada di collegamento (tipo la Roma-Fiumicino). In realta' e' la Highway-1, 4 corsie piu' emergenza, l'autostrada che attraversa mezza Istraele. E come vedete dalla foto l'abbiamo percorsa in bici! :-o
Precisazione per le nostre famiglie (e il nostro assicuratore): in realta' non siamo totalmente matti (scemi ?!) -- la festa di Sabbath e' molto sentita in Israele (assai piu' della nostra domenica), e il traffico alle 7 del mattino era sostanzialmente assente (3 taxi e qualche auto della polizia). Inoltre appena possibile abbiamo lasciato l'autostrada per dirigerci a Jaffa e proseguire per T.A. attraverso il lungomare.
Rimane la stranissima esperienza di aver pedalato per una decina di Km su un'autostrada 5-corsie aperta al traffico...


La cena a Jaffa

Alla decima volta che a Jaffa ci siamo sentiti dire "Attenzione che qui rubano le bici", fatti i debiti scongiuri e scartata l'idea di fare dei turni a rotazione di sorveglianza del parcheggio, abbiamo preso una decisione radicale, documentata da questa foto: ecco dentro il ristorante, in mezzo ai tavoli, le nostre inseparabili 12 bici parcheggiate a fianco a noi in piena sicurezza ...


27 Aprile: Da Tel Aviv a Gerusalemme

Circa 90 Km su asfalto, 800 metri di differenza di quota, quasi il doppio di ascesa effettiva (tra l'altro, tutti concentrati nell'ultima trentina di Km): con una tappa epica abbiamo pedalato su strade secondarie (e con i bagagli!) da Tel Aviv a Gerusalemme -- tutto cio' per sentirci poi chiedere dai ciclisti locali: "con che mezzo siete arrivati qua?" oppure "ah, avrete fatto l'autostrada; c'era traffico?" :-(

Nota: sulla salita finale (circa 400m in 4 Km, dopo averne fatti gia' 80) sono state segnalate dai ciclisti numerose apparizioni di figure piu' o meno note delle tre principali religioni monoteistiche (e non solo). Tenendo conto che la salita non e' cambiata negli ultimi 5000 anni, questo potrebbe aiutare a spiegare perche' per tutti Gerusalemme sia una citta' cosi' mistica ...? ;-)


29 Aprile: Gerusalemme by Night

Grazie ai contatti di Nic con un'associazione di ciclisti gerusalemiti, abbiamo partecipato ad uno stupendo giro notturno dentro la citta'. E' stata un'esperienza eccezionale, probabilmente la cosa piu' spettacolare dell'intero giro.
Da ricordare anche una foratura dentro il quartiere degli ebrei Haredim, che ha richiesto quasi mezz'ora di lavoro e ci ha reso a dire poco "popolari" presso l'intero quartiere ultra-ortodosso... (Nota, gli Haredim credono che le bici siano un'estensione del diavolo o poco meno -- dal momento che la Torah non le cita direttamente, viene da pensare che i fondatori del movimento abbiano preso questa decisione dopo aver pedalato fino a Gerusalemme da Jaffa, magari su un velocipede in legno ... ;-)


30 Aprile: Da Gerusalemme a Masada

Chi non l'ha vissuta in prima persona non puo' immaginare ne' riprodurre quest'esperienza in alcun modo: in mezza giornata abbiamo fatto oltre 1200 metri di dislivello in discesa passando dagli 800m di Gerusalemme ai -400 del Mar Morto, con relativo bagno "sopra" (piu' che "dentro") l'acqua ...
Da segnalare un'apprezzata variante nella valle di Wadi Qelt (a NE di Gerusalemme) per visitare il monastero ortodosso di St.George. Questo monastero (che e' un luogo sacro quindi richiede un abbigliamento adeguato, ed inoltre si trova alla fine di una strada assolata da percorrere rigorosamente a piedi) e' stato teatro di alcuni commerci atipici: citiamo ad esempio l'affitto ad ore da parte di Daniele di un paio di pantaloni (di qualche taglia piu' piccoli) da un beduino di passaggio (rimasto letteralmente ad aspettarlo in mutande) ed il tentativo fallito da parte di altri nomadi di fornire un servizio di asini-navetta sulla "salitona" del ritorno alla componente femminile di Ruotalibera... (che per spirito di orgoglio, per il costo improponibile e soprattutto perche' per motivi culturali le trattative sono state erroneamente indirizzate dal beduino verso la componente maschile dell'associazione, ha declinato il passaggio...)

1 Maggio: Masada

Masada (patrimonio UNESCO dell'umanita'), un'antica citta' fortificata situata sulla sommita' di una mesa e' di grande valore storico e simbolico per gli israeliani. Durante la prima guerra giudaica (I secolo DC), fu teatro di un lungo assedio per il quale i romani costruirono un'enorme rampa (ancora visibile) per raggiungere gli ebrei zeloti rifugiativisi, i quali scelsero il suicidio collettivo piuttosto che una vita di schiavitu'.
Un hiking di circa un'ora iniziato alle 5 (4.45 per essere precisi!) del mattino ci ha permesso di vedere il sorgere del sole sul Mar Morto e di ammirare l'intero orizzonte (sgombro a 360 gradi) e le rovine della citta', perfettamente conservata. E al ritorno all'ostello... super-colazione (in foto, da non confondere con le rovine) e piscina!


1-2 Maggio: Eilat

In serata, un van da 18 posti riempito con 12 ciclisti ed altrettante biciclette, in violazione ad una legge fisica nota come "incomprimibilita' dei solidi" ci ha fatto attraversare tutto il deserto del Negev per raggiungere Eilat citta' all'estremo Sud del paese (unico accesso di Israele al Mar Rosso, si trova su una stretta striscia di terra di una decina di Km "schiacciata" tra la Giordania e l'Egitto) caratterizzata da una spiccata vocazione turistica (o edonistica?? :)
Qui in uno "sbrago" totale di ristoranti, nuotate con i delfini, esplorazioni (alcuni hanno tentato, con scarso successo, di attraversare i vicini confini di stato) ed immersioni nella barriera corallina ci siamo riposati dalle fatiche dei giorni precedenti.


3 Maggio: Akko

Una sveglia ad ore antelucane (ed un ulteriore trasferta in van, stavolta in violazione palese di qualsiasi legge fisica relativa all'incomprimibilita' di persone e biciclette) ci ha permesso di lasciare Nic, Mara e Daniele all'aeroporto in tarda mattinata e di proseguire per Akko. Akko (anch'essa patrimonio UNESCO dell'umanita') e' un'antica ed importante citta' portuale, strategica per il controllo del territorio, ultimo caposaldo dei crociati in terra santa.
L'arrivo nel pomeriggio ci ha dato tempo di visitare le mura, le rovine sotteranee della citta' crociata e di entrare nella moschea di Jezzar Pasha. Sicuramente la visita della stupenda cittadina ci ha ricompensato dalla faticosa trasferta in van, permettendoci di concludere il viaggio nel migliore dei modi.
La sera nella piazza si festeggiava un matrimonio arabo tradizionale (in effetti, nemmeno tanto, visto che c'era il maxi-schermo al plasma con immagini live del ballo degli sposi...) Very picturesque!
Nella foto sotto potete vedere Andrea Cuttitta che e' riuscito a farci invitare alla cena (invito che poi abbiamo declinato -- peccato, perche' servivano un ottimo risotto con carne, verdure e pinoli... )
Nella foto successiva, sulla destra, i piu' attenti potranno vedere dietro la sposa tre ospiti "imbucati"...


Concludo con i ringraziamenti (tuttaltro che di circostanza): ringrazio tutti i 10 partecipanti (Andrea C, Andrea F, Antonella, Cristina, Daniele, Davide, Mara, Mary, Roberto, Veronica) senza distinzione, per la simpatia, lo spirito di adattamento/collaborazione e la pazienza dimostrata in tutte le situazioni ed in particolare nei vari disguidi che capitano in 8 giorni di viaggio (sistemazione logistica nelle stanze, costi non preventivati, ristoranti chiusi per festivita' impreviste...).
Menziono, in particolare: Andrea F. per aver cosi' attivamente collaborato alla guida del gruppo, Mary L. per il suo entusiasmo contagioso e per aver scelto/appoggiato alcune varianti particolarmente interessanti (Abu Gosh ed Akko, ad esempio) e Daniele P. per il supporto logistico (ad esempio, l'incastro delle 12 bici nei van): GRAZIE, siete stati fondamentali!

Un ringraziamento speciale va poi a Nic De Noia (guida del giro), che ha effettivamente pensato al giro cosi' come l'abbiamo svolto, ha collaborato alle prenotazioni e si e' occupato della logistica e di mantenere tutti i contatti (con un'associazione ciclistica di Gerusalemme e con un suo collega di lavoro che ha organizzato un vero e proprio servizio di consegna a domicilio per le nostre borse-bici).
Inutile dire che senza Nic, il viaggio non si sarebbe fatto.

Ciao alla prossima!
Enrico

Post correlati:

[6 comments]


Cartoline in bici
Saluti dai nostri cicloviaggi

Articoli Precedenti
Giro del Monte Bianco in MTB - 3/7 agosto 2009
Danube by bike
Interrail in Bici
Altipiano dello Sciliar: 26 e 27 Luglio 2008
La Traversata della Provvidenza
Isreale 2008: Escursione a Betlemme
25/04-04/04/2008: Ruotalibera in Israele
Cicloappuntamenti a Monte Guadagnolo
Ospitalita' per ciclisti!
Il velino, la neve e la MTB
Due belle gite
Escursioni in Sardegna (Quinta Escursione)
Cerca tra i precedenti

Argomenti
Accessori
Accorgimenti
Aneddoti
Pensieri e riflessioni
Racconti di viaggio

Archivio
May 2005
June 2005
July 2005
August 2005
September 2005
October 2005
November 2005
December 2005
March 2006
April 2006
September 2006
October 2006
January 2007
April 2007
May 2007
June 2007
July 2007
August 2007
October 2007
November 2007
May 2008
June 2008
July 2008
September 2008
May 2009
July 2009
September 2009