Pubblicato da admin - venerdì 27 luglio 2007, 22:18
Un nostro simpatizzante (Federico Piras, federicopiras AT hotmail.com) ha recentemente compiuto un cicloviaggio in Sardegna.
Ci ha inviato il materiale da lui raccolto (un diario di viaggio in cinque parti ed una trentina di foto) perche' lo pubblicassimo nella nostra rubrica Cicloviaggi- Introduzione
- Prima escursione
- Seconda escursione
- Terza escursione
- Quarta escursione
- Quinta escursione
10 Giugno 2007 5° Escursione: Le falesie del Golfo di Orosei viste dal mare. Lasciamo per ultima questa escursione in barca lungo il tratto di litorale del Supramonte che a detta di autorevoli naturalisti è giudicato fra i più belli d'Italia.
Usciamo alle 9.00 dal porto di S.M.Navarrese accompagnati da un caldo sole e da una piacevole brezza marina.
In poco tempo doppiamo Capo Monte Santo e puntiamo a Nord per Cala Goloritzè. Ciò che colpisce subito è la varietà dei colori dell'acqua:verde smeraldo, azzurro intenso, turchese, trasparente. Questa varietà di colori è dovuta al riflettersi del fondo marino e delle bianche scogliere di calcare che precipitano a mare.
La cima della Aguglia ed il caratteristico arco di pietra che si distende sul mare ,avvisano che siamo in prossimità della più bella di queste spiagge.
Cala Goloritzè, in questo periodo ed in queste ore del giorno è di un fascino incredibile,l'assenza di bagnanti che possono arrivare soltanto via terra o via mare, ma è ancora presto, rende il posto fuori dal tempo.
Le nostre richieste sono talmente pressanti e generali che il comandante non può, e forse non vuole, rifiutare di concedere un rapido bagno prima di riprendere la gita.
I panorami che si presentano alla nostra vista sono sempre più selvaggi ed irreali. Le piccole cale si succedono lungo queste pareti di roccia dove contorti ginepri, piegati dal vento, sembrano arroccarsi con tutte le forze. Piccoli anfratti e grandi caverne consento la nidificazione del falco della regina e di altre specie d' uccelli.
La prossima spiaggia che si trova è Cala Mariolu o Ispuligi de nie. Questo ultimo è il nome che gli abitanti di Baunei hanno dato a questo posto incantevole, significa pulci di neve. La spiaggia è formata da piccoli sassolini di marmo bianco che mossi dall'acqua danno vita ad un concerto unico.Il nome Mariolu, invece, risale a quando la foca monaca si nutriva del pescato sulle reti dei pescatori ponzesi.
Ormai è dato per certo che i rarrissimi esemplari di bue marino non dimorano più in questi siti invasi dal turismo.
Ci dirigiamo ora a Cala Biriola, altra suggestiva spiaggia, anche questa caratterizzata da un arco di roccia sul mare, dalla sabbia bianchissima e dalla macchia mediterranea che vegeta tutt'intorno.Fare il bagno in queste acque è magico, non viene mai voglia di uscire, sembra quasi che si sia tutt'uno con esso.
Alle 13.00 il gommone ci preleva dalla spiaggia e ci porta a bordo dove ci attende una spaghettata al pomodoro fresco e pancetta, alcuni di noi fanno il bis.
Prima del rientro ci concediamo altri bagni e scattiamo alcune foto.
Nel viaggio di ritorno abbiamo la possibilità di di ammirare ancora : la Spiaggia dei Gabbiani, Portu Cuau ed il fiordo di Porto Pedrosu.
Ormai l'escursione del giorno è finita e con essa anche questa vacanza. E' andato tutto nel migliore dei modi contrariamente alle previsioni del primo
giorno.
Raccomando una vacanza del genere in questi posti a tutti coloro che amano la natura e l'avventura.      [comments?] |
Pubblicato da admin - venerdì 27 luglio 2007, 22:18
Un nostro simpatizzante (Federico Piras, federicopiras AT hotmail.com) ha recentemente compiuto un cicloviaggio in Sardegna.
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8 Giugno 2007 4° Escursione: Rifugio Coop. Goloritzè - Gole del Gorroppu ( M.T.B.) Dopo aver fatto colazione alla solita ora, approntiamo le M.T.B. e le carichiamo in macchina. Sono le 9.45 quando partiamo dal Golgo, arriviamo a Baunei e prendiamo la S.S.125 verso Dorgali.Dopo circa un ora di viaggio panoramico, arriviamo a Genna Silana: un passo a 1017m.slm .Parcheggiamo le auto, scarichiamo le bici, prendiamo un caffè nel locale punto di ristoro e siamo pronti a buttarci nella discesa di 17 Km.sino al bivio che, dopo aver attraversato la valle (Lanaittu), ci porterà alle Gole.
Indico ad Ignazio il bellissimo sentiero, da percorrere esclusivamente a piedi, che nel 2000 feci per arrivare al Gorroppu.
E' tempo di pedalare,sono le 11,00, quindi in sella e partenza, l'aria, data l'altitudine, è frizzante per cui dobbiamo indossare l'antivento.La discesa è prudente in quanto la strada è percorsa da gruppi di motociclisti che non vanno troppo per il sottile, affrontano le curve in velocità e molto spesso escono dalla mezzeria della carreggiata.
Tutto considerato ciò è positivo perchè ci consente di ammirare il panorama alla nostra sinistra.Il monte Oddeu appare oggi in tutta la sua imponenza, quando arriviamo ad un'area di sosta ci fermiamo e scattiamo delle foto alla spaccatura della montagna che dà origine alla gola del Gorroppu.Ancora pocchi minuti di discesa ed arriviamo alle 11,35 al bivio per Tiscali e Gorroppu.Percorriamo i 12 Km. di strada asfaltata che consente di ammirare dei bellissimi oliveti e dei giovani vigneti.La prima parte del percorso è in ripidissima discesa, ma sarà in ripidissima salita al ritorno!!!!!.Impieghiamo circa un ora a percorre questo tratto di strada che ci da modo di ammirare questa fertilissima valle percorsa dal fiume Flumineddu.
Giunti al ponticello,realizzato con strette pedane in legno sorrette da grossi tubi, lo attraversiamo con le M.T.B. a mano e con molta attenzione, l'altezza è di circa 5 metri, andare a finire di sotto non è consigliabile.Arrivati sulla sponda opposta del fiume, inforchiamo le bici e ci inoltriamo nello sterrato, a tratti sassoso, che praticamente costeggia il Flumineddu con andatura di quota variante.
In certi tratti il sentiero è estremamente stretto e ingombro di vegetazione, addirittura ci sono dei tronchi d'albero messi di traverso e cespuglioni di spine che lo invadono ,rendendo il procedere difficoltoso e doloroso. Nel frattempo il cielo si è annuvolato e in lontananza si sente qualche tuono.Arriviamo finalmente alle 14,20 all'ingresso delle gole, lasciamo le bici e ci inoltriamo nella discesa che conduce sul letto del fiume. Troviamo subito i primi laghetti che volendo consentono un fresco bagno.La difficoltà a superare gli enormi massi bianchi e levigati che intralciano il percorso,ma soprattutto la paura di essere sorpresi da un temporale, ci inducono a consumare una colazione a base di frutta e riprendere subito la via del ritorno.Sono alquanto amareggiato perchè le condizioni atmosferiche che stanno sopraggiungendo non consentono al compagno di escursione di ammirare questo canyon che risulta essere tra i più grandi ed interessanti d'Europa.Le pareti alte circa 500 metri offrono un ottimo rifugio alle varie specie, quali l'aquila reale, il falco pellegrino e la poiana. Il silenzio inquietante squarciato ogni tanto dai versi degli uccelli e l'ambiente selvaggio, contribuiscono a rendere il posto estremamente suggestivo e pieno di fascino.
Sono le 15,00 quando ripartiamo dalla Gola e le 16,00 quando riattraversiamo il ponticello. Comincia a sentirsi qualche goccia.
Affronto la pendenza di questi primi chilometri con non troppa difficoltà, Ignazio nel frattempo ha inserito chissà quale marcia e scompare dalla mia vista.
Aumenta la pioggia, ma non mi fermo per indossare la mantellina per una specie di scaramanzia,aumenta anche la pendenza e la salita comincia a farsi pesante,ormai procedo col rapporto più corto e il conta chilometri segna 5-6 Km/ora.Alle 17.30 finalmente arrivo sulla S.S.125;ad arrivare alla macchina mancano ancora circa 17Km di salita.
Da un rapido conteggio dei kM. mancanti, della velocità media che sarei riuscito a tenere , dello stato delle gambe e della leggera pioggia che non accennava a smettere,non altro da fare che attivare con uno squillo al cellulare il piano recupero , programmato in tempo con Ignazio. Alle 18,30, quando mancavano ancora circa 10 Km.alle macchine, ecco arrivare l'amico in macchina e porre fine alla fatica. Certamente stringendo i denti serei anche riuscito a rientrare con le mie forze, ma ho ritenuto non giusto costringere ad un'attesa di circa un ora il compagno di escursione.
La giornata è terminata in allegria davanti a quelle buone specialità sarde proposte dalla cucina del rifugio innaffiate dal robusto cannonau.
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Pubblicato da admin - venerdì 27 luglio 2007, 22:18
Un nostro simpatizzante (Federico Piras, federicopiras AT hotmail.com) ha recentemente compiuto un cicloviaggio in Sardegna.
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5 Giugno 2007 2° Escursione : Rifugio Coop. Goloritzè – Cala Sisine (M.T.B.) Anche oggi sveglia alle sette e ricca colazione alle otto.
Ormai la paura che il mal tempo ci rovini la vacanza è fugata, la giornata si presenta con un sole molto caldo . Ultima controllata alle M.T.B.e alle nove si parte.
Ci dirigiamo verso la Chiesa di San Pietro , ci passiamo davanti immettendoci in una ampia sterrata.
Nell’attraversare la radura incontriamo i simpaticissimi asinelli , i sempre affamati maiali e maialini e qualche mucca che porta a spasso il proprio vitello, le capre sono le più timide ,scappano appena ci sentono e si nascondono nella macchia . Durante la pedalata sulla carrareccia ricoperta di terra rossastra possiamo ammirare dei bellissimi esemplari di pero selvatico e dei secolari lentischi. Il largo sentiero che stiamo percorrendo è transitabile per 15 Km. anche da autovetture . La pedalata si fa meno disinvolta e più attenta , tratti di strada sono sassosi ed impegnano un tantino di più. Lasciamo sulla destra dei bivi che portano ad altre cale della costa, percorribili solo a piedi.
Ben presto giungiamo alla località “Ololbizzi”,sito segnalato da un cartello divelto dal terreno. A metà costa del monte che abbiamo davanti si può vedere un ovile. Il panorama è terribilmente selvaggio.Nelle alture circostanti e nelle zone prive di vegetazione la bianca roccia calcarea si mostra in tutto il suo chiarore.
E’ da questo punto che deviando sulla destra si può seguire un tratto del sentiero “Selvaggio Blu”, percorso che segue il mare da Santa Maria Navarrese a Cala Gonone su sentieri a volte talmente esposti che per percorrerli è necessaria la conoscenza di tecniche alpinistiche.
Il nostro sentiero scende sempre più ripido, si incontrano quattro rampe con pendenza notevole che per impedirne il dissesto durante le piogge invernali sono state pavimentate con una massicciata.
Si incontrano anche alcune aree picnic ombreggiate che ci suggeriscono di fare una sosta per una sorsata d’acqua e continuare ad ammirare il panorama che ci circonda , le pareti della codula si stanno avvicinando sempre più fra loro,siamo ormai prossimi al vecchio greto del fiume.
Alle 10,15 arriviamo sul letto sassoso della codula Sisine racchiusa tra le alte pareti rocciose che ospitano corvi ed altri uccelli. Il sentiero procede intersecando a volte il greto principale, altre volte greti di asciutti torrenti secondari . La pedalata deve essere assolutamente più attenta e più agile , l’insidia delle pietre è sempre presente e cadere non sarebbe una gran bella cosa. Lungo il letto,ormai asciutto, fioriscono dei bellissimi oleandri bianchi e rossi che stanno ad indicare che in profondità il terreno è sufficientemente umido.
Alle 11,00 arriviamo al punto in cui chi arriva in autovettura la deve parcheggiare e continuare a piedi. Noi potremmo legare le M.T.B. ad un albero e continuare a percorrere i restanti 2 Km. a piedi, molti fanno cosi, ma preferiamo spingere la bici e in certi tratti portarla in spalla , ci sembra più giusto fare in questo modo per dare significato completo all’escursione.
Dopo 40 minuti arriviamo al punto di ristoro “Su Coile”. Lasciamo in custodia le M.T.B. e ci dirigiamo in spiaggia, solo 10 minuti dopo stiamo nuotando in quelle acque che io, con molto campanilismo, giudico UNICHE.
E’ una sensazione meravigliosa quella di stendersi dopo il bagno a riposare sulla spiaggia dai ciottoli bianchi e marron.
L’acqua è terribilmente attraente, la sua cristallina trasparenza invoglia a continui bagni.
Mangiamo qualche barretta , un po’ di frutta secca e ci lasciamo andare ad un meritato e assolato relax.
Alle 15,00 dopo aver fatto un ultimo bagno , torniamo a prendere le bici e alle 16,10 rincominciamo a pedalare. I 15 Km. che ci aspettano sono tutti in salita e per 20 metri in una di quelle rampe col fondo in massicciata , il rapporto più piccolo non mi assiste,devo scendere.
Gli ultimi 3-4 Km sono su un terreno più umano, proseguiamo sino a Su Porteddu dove alle 17,45 una spina di birra Ichnusa è già pronta sul tavolo.
Dopo la doccia e un po’ di commenti con Ignazio su come è andata l’escursione alle 20.00 in punto ci presentiamo affamati per la cena a base di : saporitissima salsiccia secca e verdure sott’olio,"culurgiones" al sugo, "porceddu" allo spiedo, "pane carasau", il tutto innaffiato da un generoso Cannonau. La "sebada", tipico dolce locale a base di formaggio fresco e miele,il caffè ed il sempre presente liquore mirto,chiudono la cena e la giornata in modo veramente fantastico.     
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Pubblicato da admin - venerdì 27 luglio 2007, 22:18
Un nostro simpatizzante (Federico Piras, federicopiras AT hotmail.com) ha recentemente compiuto un cicloviaggio in Sardegna.
Ci ha inviato il materiale da lui raccolto (un diario di viaggio in cinque parti ed una trentina di foto) perche' lo pubblicassimo nella nostra rubrica Cicloviaggi- Introduzione
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6- Giugno 2007 3° Escursione:Trekking di 2 giorni da Rifugio Coop. Goloritzè a Cala Fuili(a piedi ) Questa è un'escursione che si era pensata di fare in un giorno,mentre invece dopo i preziosi consigli di Antonio,( Coop. Goloritzè), si è deciso di articolarla in due giorni.
1°Giorno: Il Golgo - Cala Sisine
2°Giorno: Cala Sisine - Cala Fuili Questa mattina iniziamo a camminare alle 9,40, un disservizio del personale responsabile della cucina causa un rittardo ai nostri programmi, ma poco male, quì non siamo condizionati dall'orologio.
A tale proposito vi voglio raccontare un piccolo dialogo fra un escursionista cittadino ed un pastore del Supramonte,ovvero due differenti concetti di TEMPO.
D- Mi sa dire l'ora?
R- E'l'ora di mungere.
D- E allora quando mungete?!
R- Tra mezz'ora.
Salutare filosofia di vita!!!!
Ormai tutto il bestiame della piana è al pascolo,il risuonare dei campanacci appesi al collo degli animali, unitamente ai versi che emettono, diffonde per tutto il territorio una sinfonia di suoni straordinaria. Ci aviamo con passo deciso verso la Chiesa di San Pietro e quando arriviamo a ridosso del muro di cinta, prendiamo a destra sino ad incrociare la larga pista sterrata che conduce a Cala Sisine e che per 15 Km. è percorribile anche dalle macchine.
La giornata non è tra le più calde , quindi si procede di buon passo.Durante il cammino si ha la possibilità di ammirare ed apprezzare la macchia mediterranea nella sua varietà di specie. Ogni tanto dai folti e contorti cespugli di ginepro sbuca qualche maiale selvatico, spesso lo spavento è reciproco per cui scappa grugnendo impaurito.
Altre volte da qualche cespuglio di lentischio o di corbezzolo si affaccia timidamente qualche capretta che si imbosca immediatamente.
Il sentiero a tratti polveroso a tratti sassoso, comincia a scendere di quota sino ad arrivare in prossimità di Ololbizzi e del relativo ovile ben distinguibile tra la vegetazione.
Tra le 11,15 e le 11,30 raggiungiamo i tratti pavimentati a massicciata della carrareccia e le are picnic, alle 11,30 siamo sul vecchio letto della codula, il terreno si fa più accidentato e sassoso ,le pareti della gola che ospitano i nidi di una grande varietà di uccelli iniziano ad avvicinarsi fra di loro dando all'ambiente un certo fascino. Ogni tanto folti cespugli di oleandri bianchi e rossi danno una macchia di colore al paesaggio bianco accecante proveniente dalla roccia calcarea.
Sono le 12,30 quando arriviamo allo spiazzo utilizzato come parcheggio dai mezzi che arrivano sin quà. Da questo punto sino al posto di ristoro si camminerà esclusivamente su quello che era il letto del fiume, il procedere non è agevole a causa delle pietre di dimensioni variabili.
Alle 13,00 arriviamo al "Coile", abbiamo impiegato 3 ore e 20 per coprire circa 17 Km.
Dopo esserci accordati col personale,sulla possibilità di cenare e di pernottare, andiamo in spiaggia e trascorriamo tutto il pomeriggio distesi al sole in questa spiaggia bellissima.Durante questo tempo abbiamo la possibilità di assistere allo sbarco di turisti che provenienti da Cala Gonone o da Santa Maria Navarrese invadono la piccola spiaggia e in quel poco tempo che hanno sembra vogliano fare il pieno di tutto ciò che ammirano.
Alle 17,40 lasciamo la spiaggia,ci rinfreschiamo con una lunga docia e dopo aver ascoltato l'elenco delle difficoltà burocratiche , politiche e logistiche sormontate da questi modesti gestori di punti ristoro, ci presentiamo a tavola per gustare un buon piatto di spaghetti con i gamberi, seguiti da un caldo fritto misto per me ed una
braciola per Ignazio.Un litro di vino fresco scende come il nettare e quindi caffè e l'immancabile mirto chiudono la giornata.
Ci ritiriamo a dormire ,proponendoci sveglia presto in quanto il percorso di domani sarà lungo e impegnativo.
7-Giugno2007 2°giorno del trekking - Cala Sisine - Cala Fuili Sono le 7,00 quando iniziamo a camminare in direzione della spiaggia. Il tempo si presenta incerto , una certa foschia fa correre il pensiero ad un possibile piovasco. Raggiunto il rudere della vecchia dispensa dei carbonai, troviamo l'attacco al sentiero indicato da bolli verdi.
Si parte subito in ripida salita su pietraia e dopo alcuni tornanti arriviamo alla quota 90, seguire i radi segnavia risulta abbastanza difficoltoso,se ne trovano bianchi e bianco/rossi coperti da bianchi. Intorno a quota 175 si prende una svolta verso l'interno e haime!!!!deve essere questo il punto in cui si esce dal sentiero,
procediamo cercando di orientarci con l'uso della carta e dell'altimetro.Non è proprio semplice,diverse tracce di animali e di pastori ci sviano.
La vegetazione è fitta e molto bassa, dopo un ulteriore controllo della carta e dell'altimetro ,decido di scendere di quota , purtroppo però è inevitabile inoltralci nel fitto della vegetazione. Le braccia e le gambe ne escono malconce, ma finalmente individuiamo e raggiungiamo il sentiero principale, ora siamo un po' meno preoccupati.
Nel frattempo qualche nuvola appare in cielo e siamo in rittardo di circa un ora e mezza sulla tabella di marcia.Si incominciano a vedere i segnavia bianchi e rossi.
Iniziamo ora una lunga e erta salita che ci porta al( Cuile Saccederano) da dove lo sguardo spazia su bellissimi panorami un po' offuscati,si riparte ancora in salita e ben presto sbuca su una grossa mulatiera, la seguiamo a destra e ci dirigiamo decisamente verso l'Architieddu Lupiru: imponente arcata naturale causata dall'azione meccanica degli agenti atmosferici.Il sentiero prosegue in ripida discesa e giunge finalmente a Cala Luna.Sono le 13,30 e sono abbastanza stanco, l'errore all'inizio dell'escursione mi ha innervosito, per di più poco prima di giungere a Cala Luna , mi sono beccato due zecche su una gamba. Con l'aiuto di uno sprai contro le punture di insetti e con molta pazienza sono riuscito a farle staccare senza conseguenze.In ristorante ci troviamo con Paolo e Dario, due escursionisti toscani conosciuti alla Coop.Goloritzè.Con loro, provenienti da Codula di Luna con partenza da Teletotes, siamo d'accordo di proseguire insieme il trekking sino a Cala Fuili.
Il tempo a disposizione è limitato, ma riusciamo a fare ugualmente un rapido bagno seguito da una abbondante spaghettata.
Alle 15,30 ripartiamo da Cala Luna diretti a Cala Fuili, il percorso è a sali scendi verso NORD,dopo 40 minuti incontriamo la grotta Oddoana.
Sono ormai 7 ore che camminiamo e le gambe cominciano a risentirne, il fuori programma di questa mattina ha lasciato il segno. In lontananza cominciamo a sentire qualche tuono.
Speriamo di non terminare il trekking sotto la pioggia.Dopo circa un'ora dalla partenza cominciamo a scendere di quota sempre più rapidamente sino a quando alle 17,20
siamo a Cala Fuili. Ultima fatica:risalire il ripido sentiero sino al parcheggio.Il trekking è finito,il fuori strada della Coop.è in ritardo e il temporale arriva come una furia.Facciamo appena in tempo ad indossare le mantelline, ancora dieci minuti ed ecco arrivare la Land-Rover,saliamo a bordo come fulmini e dopo 50Km di S.S.125 siamo al Golgo.Lunga doccia rigeneratrice,grande mangiata di tutte quelle specialità sarde e un po' di relax ricordando i due giorni trascorsi.
       
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4 Giugno 2007 1° Escursione : Rifugio Coop. Goloritzè – Cala Goloritzè ( a piedi ) La sveglia è intorno alle sette, la giornata si presenta col cielo coperto, nebbiosa,ma per fortuna non piove. Alle otto facciamo colazione con un buon latte e caffè , biscotti e ottimo miele di produzione locale. Alle nove siamo pronti a camminare e, poiché non piove, l’umore è buono, d’altra parte eravamo determinati ad uscire anche sotto la pioggia.Come prima escursione è stata scelta Cala Goloritzè in quanto il sentiero non è impegnativo e consente un buon adattamento al territorio.
Dopo 15 minuti giungiamo a “Su Sterru”, impressionante voragine di 270 m. in un unico pozzo di origine carsica.Nel raggiungere l’attacco al sentiero abbiamo la possibilità di incontrare tutte le specie di animali presenti allo stato brado nell’altopiano del Golgo: maiali, mucche, asinelli ,capre e cavalli. E’ un concerto di campanacci e di versi che danno alla piana un fascino speciale.
Alle 9,35, arriviamo alla zona Parcheggio “ Su Porteddu”dopo aver attraversato la zona “Sas Piscinas”, che è costituita da tre grosse pozze d’acqua ad uso abbeveratoi, ed aver fotografato un bellissimo olivastro di dimensioni notevoli.
Oltrepassata una sbarra , incontriamo una roccia con inciso Goloritzè e quindi iniziamo la salita lungo il pendio sassoso che dopo 20 minuti circa ci consente di raggiungere la sella a quota 470, oltre la quale si ammira il Bacu Goloritzè. Ancora qualche passo ed ecco in lontananza il bellissimo mare del golfo di Orosei e la cima dell’Aguglia.
Il sentiero ora scende deciso lungo il vallone, incontrando vecchi ovili ricavati dalle grotte presenti nella sponda destra del Bacu. Lungo il cammino sono da ammirare lecci secolari e un arco naturale che funge da porta al sentiero che si addentra nella macchia mediterranea ricca di profumi intensi di rosmarino, mentuccia ed altre essenze.
Ormai mancano 15 minuti alla cala ,alle 11.15 arriviamo non senza provare una certa emozione ai piedi dell’Aguglia e alla staccionata di protezione che consente di scendere il ripido sentiero sino alla spiaggia. La limpidezza e il colore dell’acqua in questa cala sono veramente notevoli.
Ci dirigiamo verso sinistra, riuscendo cosi ad intercettare alcune sorgenti di acqua dolce proveniente dalla montagna. La prospettiva, da questo punto della cala, consente di ammirare il bellissimo arco naturale dello sperone di roccia che si protende a mare e la intensa attività di scalatori che si cimentano nella conquista della Aguglia alta 147 metri.
Il tutto merita una sosta prolungata che consenta anche un velocissimo bagno. L’acqua, dopo le piogge dei giorni trascorsi, è piuttosto fredda, ma il caldo sole,che nel frattempo è riuscito a farsi spazio, invoglia a distendersi sopra quei piccoli e candidi ciottoli e ristabilire così la giusta temperatura corporea.
Alle 15 decidiamo di prendere la via del rientro ripercorrendo lo stesso sentiero che in circa due ore ci riporterà al Golgo.
Ma col compagno di escursione Ignazio, proviamo a battere un mio tempo dell’anno scorso : 1 ora e 30 minuti.
Quando usciamo dal sentiero sono le 15,55 , è incredibile,tempo impiegato 55 minuti!!! Abbiamo versato litri di sudore e le pulsazioni sono alle stelle. La sosta al locale del parcheggio “SU PORTEDDU” e la bevuta di un boccale di birra Ichnusa ci consente di riprenderci e alle 17, siamo sotto la doccia.
La paura che il mal tempo ci rovini le prossime escursioni è pressoché svanita.
Il programma prevede per domani: Rifugio-Cala Sisine in M.T.B.
La giornata si conclude con la cena a base di solo pesce ad Arbatax presso l’ittiturismo “LA PESCHIERA” . Non sto a descrivere qui i saporitissimi piatti serviti, dico solo che chi si trova da quelle parti e non trascorre una sera in quel ristorante si perde qualcosa di veramente eccezionale.
    
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Pubblicato da admin - venerdì 27 luglio 2007, 22:19
Un nostro simpatizzante (Federico Piras, federicopiras AT hotmail.com) ha recentemente compiuto un cicloviaggio in Sardegna.
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2 Giugno 2007 Escursioni in SARDEGNA di Federico e Ignazio, raccontate da Federico. E’ ormai la quarta volta che trascorro un periodo più o meno lungo nei posti che descriverò, ma vi assicuro che ci tornerei domani . La Sardegna è un posto che affascina:i colori, i profumi, l’intensità della luce, il calore del sole “sardo” hanno una capacità di attrazione non comune per gli amanti della natura.La cosa più curiosa è che sto scoprendo tutte queste cose su quest’isola ora che ci manco ormai da circa 33 anni.
I luoghi che descriverò, si trovano nel Supramonte, una zona della Sardegna ancora incontaminata.Il turismo di massa ancora non è arrivato e speriamo che mai ci arrivi. I comuni interessati a questo angolo dell’isola sono: Urzulei,Orgosolo, Oliena, Dorgali e Baunei. Il territorio si estende dalle falde del Gennargentu sino alle falesie della costa del golfo di Orosei,più precisamente da Cala Gonone a Santa Maria Navarrese.
La caratteristica principale di questo territorio è che non essendoci strade asfaltate ,all’infuori delle statali e delle provinciali, chi vuole raggiungere le spiagge disseminate lungo i 40 Km.di costa deve farlo a piedi o in barca. Ricordo che questo è il mare azzurro e trasparente dove, sino a non molto tempo fa, si poteva intravedere nuotare la foca monaca.
La partenza dal “continente”( così i Sardi chiamano lo stivale) avviene con qualche ritardo la sera del 2 Giugno alle ore 22,30 dal porto di Civitavecchia.
Personalmente sento l’atmosfera di avventura già dall’imbarco sul traghetto, quest’anno tale sensazione è accentuata dall’incertezza delle condizioni atmosferiche, la pioggia non si fa desiderare.
Dopo aver divorato un panino ed un frutto, trascorso un po’ di tempo sul ponte piscina , scambiato con Ignazio qualche commento sulle buone condizioni del tempo , decidiamo di andare in cabina e riposare un po’ .
Per me è sempre molto difficile dormire in nave, anche se le condizioni del mare sono buone.
L’indomani mattina alle 8,30 arriviamo ad Olbia ,il tempo non è rassicurante, il cielo è carico di nuvole dense e basse che fanno presagire pioggia imminente, infatti dopo circa 20 Km. sulla S.S.125 ecco l’acqua, che praticamente ci accompagnerà per tutto il viaggio
L’umore è nero come il cielo , il pensiero è di dover trascorrere buona parte della vacanza sotto la pioggia.Attraversiamo il simpatico centro turistico di San Teodoro dove non piove. Alle 9,30 siamo in vista della torre di Posada. Intorno alle 10,00 la 125 attraversa sulla sinistra la nota pineta di Orosei, l'aria grigia dovuta alla pioggia è resa meno triste da una continua vegetazione di oleandri sui due cigli stradali.Alle 10,15arriviamo ad Orosei e proseguiamo per Dorgali durante una tregua della pioggia. Approfitto della momentanea interruzione della pioggia per scendere dalla macchia e scattare qualche foto ad una cava di marmo.Ancora 20 minuti e arriviamo a Dorgali, decidiamo di fare sosta a Cala Gonone, e dopo una passeggiata al porto, si va a mangiare un buon piatto di spaghetti alla bottarga in un ristorante da me "visitato"l'anno scorso.Il mio compagno di viaggio non si accontenta dello spaghetto e proppone il fritto misto.Il tutto viene accompagnato da un buon bianco e, con un caffè e l'immancabile mirto, ci sentiamo rinfrancati.
Alle 13,30 ripartiamo da Cala Gonone e ci dirigiamo verso Baunei: ci separano circa 50 Km. per arrivare al Golgo.Dopo circa 30 minuti incrociamo il bivio che conduce alle gole del Gorroppu, meta di una delle nostre prossime escursioni in M.T.B.Dopo 17 Km.di curve in salita e di panorami della valle Lanaittu e del Monte Oddeu arriviamo a Genna Silana, passo a quota 1017.Sosta per un caffè al bar e quindi giù in discesa sempre tra una curva e l'altra per giungere alle 15,10 a Baunei e dopo 15 minuti al Golgo.Andiamo a trovare i ragazzi della Cooperativa , ci lasciamo andare a qualche mala parola contro il tempo, quindi scarichiamo dalla macchina tutto il necessario per uscire in escursione domani con qualsiasi tempo.Ci diamo una rinfrescata ed una sistemata , in attesa della cena dò delle indicazioni sul posto ad Ignazio, ma non abbiamo sicuramente un buon umore. Alle 20.00 ,prima di andare a cena, il tempo sembra che voglia mettersi al buono, non è possibile!!!Smette di piovere!!! E quando andiamo a dormire, alle 22,30, il cielo è una cupola costellata da miliardi di stelle.Auguri per domani!!!!
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