Pubblicato da Stefano Mica - lunedì 18 giugno 2007, 10:46
Volevamo esplorare la Calabria, la parte piu' selvaggia, e cosi eravamo un
po' indecisi tra la Sila e l'Aspromonte.
Documentandoci un po', l'Aspromonte ci e' sembrato piu' vario e
interessante come ambiente e cosi abbiamo deciso di avventurarci per una
settimana in bici e con tenda al seguito, come ormai nostro solito, alla
scoperta delle bellezze dell'Aspromonte.
Partiti da Locri il primo giorno abbiamo visitato Gerace e poi su in
montagna per il sentiero dei Briganti verso il cuore del Parco.
Costretti a campeggiare la prima notte, i violenti acquazzoni dei giorni
successivi ci hanno permesso di scoprire forse l'unico rifugio gestito del Parco,
bellissimo e accogliente, che abbiamo usato come punto di riferimento per
esplorare le parti piu’ famose del Parco e cioe' la vallata delle Grandi
Pietre e il Montalto, sotto pioggia battente, ma almeno la sera non dovevamo
montare la tenda e cucinare.
Con il simpaticissimo gestore del rifugio, anche guida di montagna, abbiamo
deciso il percorso da fare per attraversare la parte piu’ selvaggia
dell'Aspromonte e giungere nella spettacolare e abbandonata zona greganica.:
indispensabile la tenda e scorte di viveri. Abbiamo pedalato per tre giorni
in ambienti selvaggi con boschi variopinti, cascate, fiumare, paesi
abbandonati e spettacolari strade di montagna ormai percorse solo da
animali. Abbiamo terminato il nostro giro al caratteristico paese di Bova,
uno dei pochi paesi greganici ancora abitati e quindi Bova Marina dove
abbiamo preso il treno del ritorno.







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