Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 24 aprile 2006, 22:33
Non so se a voi è mai capitato di aprire una cartina stradale e cominciare a fantasticare di itinerari, decidendo il punto di partenza, o l'arrivo, e cercando di capire che tipo di paesaggi, di pendenze, di traffico si incontrerebbero sul percorso. L'idea di questo itinerario è nata così, come per tanti altri, ma è stata da subito talmente affascinante, direi folgorante, da decidere di andarlo a provare appena possibile.
Cominciamo col dire che a rendere fattibile un'escursione di questo tipo è unicamente la possibilità di trasportare le bici sui treni. Poi quella di poter utilizzare due linee ferroviarie diverse per l'andata e per il ritorno, in questo caso la Roma-Pescara per l'andata, e la Roma-Perugia per il ritorno. Due linee lontanissime tra loro, che oltretutto, in prossimità dei due centri di inizio e fine percorso, divergono ulteriormente in maniera brusca... in mezzo, in prevalenza, le montagne dell'Appennino, a rendere il percorso impegnativo ed accidentato.
La mia intuizione, in tutto ciò, è stata di verificare la sequenza di una serie di valli tali da ridurre al minimo gli svalichi, e di conseguenza il dislivello "a salire", e poter sfruttare il naturale dislivello "a scendere" determinato dalla differenza tra la quota di partenza e quella di arrivo, pari a circa 600mt.
L'uscita si configurava quindi come una pedalata di circa 130km, con alcune pendenze non immediatamente quantificabili "a salire" (stimavo, male, circa 300mt) e 600mt netti di dislivello "a scendere" che ci avrebbero regalato parecchi chilometri da percorrere senza grande sforzo.
Questa la teoria, non troppo lontana l'esperienza diretta.
"Terni, stiamo arrivando!"
Dovendo affrontare una distanza non alla portata di tutti i ciclisti (né di tutte le bici), il "manipolo di eroi" coinvolto in questa "mattata" si riduceva per selezione naturale al sottoscritto, all'impavido Gianni Gallina, scalator di mille cime, e ad un giovane virgulto di belle speranze e cattive frequentazioni che cela la sua vera identità sotto lo pseudonimo di "SempreOltre" (Oltre, per gli amici...). Scendiamo dunque alla stazione di Avezzano al motto di: "Terni, stiamo arrivando!"
I primi chilometri sono la parte peggiore dell'intero itinerario, la strada che collega Avezzano a Magliano dé Marsi è infatti trafficata al pari delle vie consolari romane nei pressi delle zone industriali all'ora di punta! Ma d'altro canto a questo servono le prove di percorso: trovare i punti critici e risolverli.
In quest'ottica valgono due considerazioni: la prima che si era di sabato e non di domenica, la seconda che converrà, per le prossime volte, partire da Tagliacozzo anziché da Avezzano.
Superato Magliano dé Marsi la strada diventa quella che mi aspettavo: traffico pressoché nullo e paesaggi mozzafiato, la splendida giornata primaverile ci regala un cielo azzurro con nuvolette bianche, prati verdissimi e mandorli in fiore. Conosco già questa parte dell'itinerario, perché la propongo ogni tanto in un'uscita intitolata "Piccole valli d'Abruzzo", superiamo Borgorose e da lì "Hic Sunt Leones" fino a Pescorocchiano (dove ricomincia la parte a me nota, percorsa col giro della "Val de' Varri" fin sotto Leofreni, e con quello del "Lago del Salto" fino alla diga).
Il passo è decisamente veloce, guidato dal taciturno Gianni abituato ben più di noi alle lunghe distanze. Oltre riesce a stargli a ruota, io mi difendo come posso e mi prendo qualche piccola rivincita sulle discese.
Ad una decina di chilometri da Borgorose, immersi in un paesaggio fin troppo incantevole, emerge l'errore di calcolo iniziale: la strada scende come previsto, ma risale molto più del previsto! Saliamo e saliamo per Pescorocchiano e raggiungiamo nuovamente, al bivio per Leofreni, la bella quota di 800mt.
Pescorocchiano
La cosa, tuttavia, non sconvolge nessuno, ed oltretutto ci si preannuncia la planata sul lago del Salto, ed i molti chilometri perfettamente in piano a margine delle sue rive boscose.
L'arrivo in discesa al lago del Salto
Arriviamo alla diga e sostiamo un attimo prima di imboccare la discesa che ci porterà a Rieti, anche questo è un tratto di percorso ignoto, ma si rivela un dolcissimo falsopiano senza sorprese.
Accanto alla diga del Salto
Nell'ultimo tratto il traffico di automobili aumenta significativamente, ma anche questo era nel conto, Rieti non è una piccola città. In compenso l'arrivo all'ora di pranzo e l'attraversamento sono decisamente indolori, ci affacciamo dentro le mura giusto il tempo di individuare un bar-pizzeria e pasteggiare una mezz'ora a pizza, crocchette di patate e bibite varie, doverosamente sbracati in poltrona. Abbiamo già percorso quasi 90km. Valutiamo che tra il treno delle 16.34 e quello "dopo le 19.00" ci conviene decisamente "darci una mossa" e prendere il primo. Ripartire dopo il pranzo è decisamente molto più "soft" di quanto avessi previsto: non è necessario attraversare la città, poche pedalate e siamo già sulla piana reatina, e il traffico è quasi inesistente. Mentre puntiamo su San Nicola ho un'altra intuizione: terminato il breve strappo in salita e la strada panoramica con vista sul Lago di Ripa Sottile, invece di passare sotto Labro si può voltare a sinistra, prima della discesa, per attraversare Colli sul Velino, costeggiare il laghetto di Ventina e, dopo una rapida occhiata al lago di Piediluco, buttarci giù in discesa verso Terni. Quest'ultimo tratto, seppur di breve durata, è molto trafficato e poco piacevole, ma l'arrivo a Terni non ha praticamente alternative. In compenso il centro città è pedonalizzato e decisamente tranquillo, e dato che siamo arrivati con mezz'ora di anticipo il tempo per un gratificante cono gelato c'è tutto.
SLURP!
Tutto sommato l'itinerario non è improponibile, e considerato che il treno successivo ci darebbe circa tre ore di margine in più, non è escluso che diventi un'uscita "ufficiale" fin dal calendario 2007.
I numeri della pedalata:
Partecipanti: 3
Distanza complessiva: 125km
Dislivello complessivo "a salire": 700mt
Dislivello complessivo "a scendere": 1300mt
Tempo pedalato: 5 ore (circa)
Velocità media: 25km/h (sic!)
"Terni, siamo arrivati!"
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