Pubblicato da Lorenzo Bartolucci - venerdì 30 settembre 2005, 08:59

Matteo Scarabelli, cicloviaggiatore e "Ambasciatore della Bicicletta" nel Mediterraneo
Sabato 24 settembre: Civitavecchia-Capalbio 71 km
La Maremma
I ricordi della lettura del libro “Europa Europa” e l’approssimarsi della partenza di Marco mi riportano a galla i volti e le persone conosciute nel viaggio in solitaria Vienna Praga di questa estate.
Dopo aver salutato Riccardo e Marco Pierfranceschi all’altezza del Lido di Tarquinia, proseguiamo secondo le indicazioni fornite da Gianni Gallina quando anni orsono si recò al cicloraduno a Torino in bici.
In sella al suo cavallo di ferro “Ronzinante ”, nome di battessimo della nuova compagna di viaggio di Matteo, io Cecilia ed Elio ci inoltriamo alla scoperta di quel territorio a nord di Civitavecchia che una volta si estendeva dal Grossetano giù fino all’Agro pontino.
Terra di mezzadri, malaria, acque salmastre, paludi, dove prima della bonifica e della costituzione dell’Ente maremma, soltanto i Lorena nel 1700 avevano apportato le prime bonifiche e opere di sistemazione idraulica nel territorio della provincia di Grosseto.
E così Matteo dopo aver incominciato a prendere confidenza con la luce e il primo tramonto del med., incontra il primo volto del mediterraneo, volto di una giovane donna diplomata in operatrice turistica che insieme al marito ex direttore di banca conduco un azienda agrituristica ai piedi di caparbio.
Giungiamo all’imbrunire con il pensiero di trovare un postazione con connessione Internet da dove Matteo possa scaricare il primo report del viaggio.
Ci accontenteremmo semplicemente di un pezzo di pane e formaggio e invece l’allegra brigata degli ospiti dell’agriturismo, condita dal vino e da gusti semplici e familiari come il crostino toscano, la pasta fatta in casa e un delizioso mille millefiori con pecorino sciolgono l’atmosfera
La mattina seguente la visita all’azienda, alle sue serre e al laboratorio del miele ci fanno ripercorrere in un veloce istantanea la fatica, i sacrifici e la passione per il lavoro di questa giovane coppia e di tutta una generazione che in questi territori sottratti alle paludi si è trasferita, ha costruito la sua vita, si è radicata e ha allevato i propri figli.
Ci racconta che negli anni 50 al padre nativo di capalbio fu assegnato il podere e che soltanto nel 68 poterono permettersi l’acquisto di un trattore, arrivò la luce , la TV e soltanto nel 78 le strade furono asfaltate.

Domenica 25 settembre: Capalbio-Follonica 106 km
E’ un andare facile di fine estate fra stradine secondarie che ci conducono dolcemente a Grosseto evitando l’Aurelia.
Matteo cattura le zolle rosse, rosse appena rimosse e scoperchiate.
Facciamo tappa a Magliano in toscana, piccolo paese posto sulla sommità di un colle cinto da un arco di mura e torrioni a retaggio dell’influenza senese.
Il dolce tepore della piazza affacciata sulla chiesa rende ancor piu gustosi i pomodori raccolti da Cecilia nei campi e i tost messi da parte a colazione.
Si riparte spinti dalla voce ammaliatrice di Cecilia che ci guida verso la meta di Cala Violina per l’ultimo bagno di stagione.
Ma è tanta la voglia di un tuffo al mare, che , dopo aver percorso controvento per una 10 di km la ciclabile Grosseto - Marina di Grosseto, ci infiliamo nel primo varco al mare che incontriamo lungo la litoranea. Ci rifocilliamo di caffè, frutta e cioccolata.
Dopo Castiglione della pescaia, uno strappo velenoso al 16% ci riporta in quota verso Punta Ala direzione Follonica.
Pian di Rocca, un gruppo di case intorno a un piccolo borgo, simile a quello di Palo Laziale per chi conosce questa zona poco distante dalla città di ladispoli.
Ricerche di un affittacamere infruttuose. Incomincio a rassegnarmi all’idea di passare la notte sotto una trapunta di stelle rischiarate da una luna a 3/4. Peccato che non ho il sacco a pelo.
L’ultimo tentativo dalla pizzeria e troviamo dei posti liberi.
La serata si conclude davanti a una gustosa e genuina pizza di mozzarella di bufala e pomodoro e la prima birra.
Grazie alla paziente opera di assistenza tecnica di Elio, registriamo i freni e il cambio.
Ore 01.00. Fra quattro ore e mezza devo svegliarmi, mettere su la macchinetta del caffè, rifare la borsa e andare a prendere il treno delle 07.04 a Follonica per rientrare a lavoro.
Prima di spegnere la luce, domando a Matteo cosa si aspetta da questo viaggio.
Ancora un segno di rottura , di discontinuità, oppure lo scoprire nuove situazioni, nuovi punti di vista, prospettive su cui poggiarsi e costruire qualcosa al ritorno ?
Non è certo, sicuramente questo andare lo trasformerà ancora.
Come dice un proverbio brasiliano, il cammino si fa camminando.
Posted by Lorenzo Bartolucci
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