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Cicloviaggi - Spostarsi in bicicletta alla scoperta del mondo

El Camino de Santiago
Pubblicato da Marco Pierfranceschi - mercoledì 10 agosto 2005, 18:55

Gerardo Leone e Clemente Marsicola
(dal 29-5-2005 al 5-6-2005)

Partenza da Civitavecchia il 27 maggio alle 19 con la nave della Grimaldi. Cabina da quattro senza oblò. Arrivo a Barcellona il 28 alle 15, a Saint Jean Pied de Port, in Francia, sotto i Pirenei atlantici la sera stessa verso le 22. La mattina del giorno seguente, Domenica, ritiro della Credencial del Pellegrino.

PRIMA TAPPA. : Saint Jean Pied de Port -Pamplona Km 75. L'attraversamento dei Pirenei, 900 metri di dislivello, è su una salita lunga, ma pedalabile. Tempo buono, pranzo al sacco a Roncisvalle preparato dagli amici Alessandro e Maurizio, che, impavido, affronta la discesa sulla terza bici di scorta. Pernotto all'albergo del pellegrino di Pamplona, euro 5 per persona.

SECONDA TAPPA. : Risveglio con l'incubo: la macchina non c'è più. Scopriamo che è stata portata via dai vigili perché era in divieto di sosta. Euro 109. Iniziamo a pedalare un po’ incazzati. Pamplona - Navarrete Km 107. Molto traffico pesante uscendo da Pamplona, pranzo a Estella con visite rapide ai monumenti. Fermata anche al Puente de la Reina , dove tutti i cammini diventano uno. Pernotto in un alberghetto che per 20 euro a testa ci fa dormire e ci dà da mangiare riso alla cubana. Visita alla Cattedrale e al retablo di Navarrete.

TERZA TAPPA. : Navarrete - Burgos Km 106. Sosta a Santo Domingo della Calzada, per ammirare la chiesa famosa che custodisce un gallo. L'arrivo a Burgos, col vento in poppa , avviene alla media, negli ultimi chilometri, di 50 l'ora. La tappa prevedeva l'ascesa al Puerto della Pedraja, 1130 s. l. m.. Burgos e la meseta si trovano sugli 8-900 metri s. l. m.. Si dorme con le bici al settimo piano in una pensioncina che ci fa le stesse condizioni di quella di Navarrete. Visita ai monumenti della città, molto piacevole, e in particolare, ovviamente alla Cattedrale di Santa Maria.

QUARTA TAPPA : Burgos - Ledigos Km 129. Attraversamento rapido della Meseta, sotto un sole che ci brucia la pelle. Pranzo a Fromista, al Canal de Castilla, triplo salto artificiale d'acqua: frittata con verdure queso e jamon. Visita alla chiesa romanica.
Ledigos è un "Pueblo" di tre case, due abitanti e un somaro dove dormiamo all'albergo del pellegrino, su quattro materassi messi in soffitta. Epica sfida a scopone scientifico.

QUINTA TAPPA: Ledigos - San Martin del Camino Km 109. Sempre sotto il sole della meseta. Sosta a Leon, con visite varie, non alla cattedrale, che è chiusa. Dopo il pranzo, sentito il molto caldo, la voglia di ripartire non è tanta, ma ci facciamo forza e continuiamo. Pernotto all'albergo del pellegrino di San Martin del Camino, ribattezzato San Martino al Cimin, con uso cucina, nella quale Maurizio prepara pasta tricolore, raccogliendo vivi consensi. San Martin ha due case più di Ledigos e un bar sporchissimo, che però in Spagna è sintomo buono, di gradimento.

SESTA TAPPA:San Martin del Camino- Villafranca del Bierzo Km 102:Sì continua a pedalare in un paesaggio quasi desertico, arrivando ad Astorga con visita alla cattedrale e al palazzo episcopale di Gaudì. Dopo Astorga ricominciano le salite, fino ai 1424 metri della Cruz de Hierro, con tratti al 10%. La fatica comincia a farsi decisamente sentire, in compenso il paesaggio è bellissimo, lungo l'antica, millenaria via dove transitano solo pellegrini. Attraversiamo paesi immutati da secoli. :Rabanal del Camino, Foncebadon, Acebo. La Galizia è verde, la visuale immensa. Pranzo al Totem in legno con le varie distanze chilometriche. Discesa ripidissima, oltre il 15%, sosta a Ponferrada con visita al Castello dei Templari. Pernotto a Villafranca, bella cittadina ricca di monumenti. Cena di lusso in un antico monastero adibito a ristorante, a prezzo comunque conveniente. Questa parte di Spagna è dimora di numerose cicogne, che fanno i loro nidi nei luoghi più impensabili.

SETTIMA TAPPA : Villafranca del Bierzo - Portomarin Km 105: è la tappa della lunga salita fino a " O Cebreiro" , 800 metri di dislivello dai 500 ai 1300. Passato il valico, si continua per saliscendi (" toboganes", alla spagnola) per altri 9 chilometri, fino al Puerto del Poio, 1337 metri s. l. m. Ci assiste un po' di fortuna, perché non piove e non foriamo. Alessandro e Maurizio ci tengono allegri, raccontandoci le storie del mitico paese di Castiglione in Teverina, luogo che ha dato i natali a personaggi epici, come lo "zozzo" e il "cafone". Portomarin è stata letteralmente spostata , a causa della costruzione di una diga e del conseguente lago artificiale: è comunque cittadina piacevole

OTTAVA TAPPA. : Portomarin - Santiago, km 95. Dall'altimetria sembrava piatta, ed invece è un saliscendi continuo. Il punto più alto è la "Ventas de Naron" a 702 metri s. l. m. E' una vera tappa "rompepiernas" (spezzagambe) ma l'arrivo è vicino, la soddisfazione è tanta e le gambe comunque girano in qualche modo. A un certo punto, dall'alto, compare Santiago. : il sentimento che proviamo è simile a quello che deve aver provato Colombo quando avvistò la terra dopo la prima traversata oceanica. Arriviamo in Piazza do Oubradoiro, davanti alla Cattedrale, alle 15 e 58 di Domenica 5 giugno. il contachilometri della bicicletta conta 830 chilometri , la media è di 19 all'ora. Foto di rito, poi all'ufficio della Cattedrale a ritirare la Compostella. Incredulità del ragazzo addetto alla consegna del diploma, che ci guarda perplesso e chiede aiuto ad una sua collega. Spieghiamo le varie tappe, i chilomatri, e infine l'agognata Compostella ci viene consegnata con il complimento:" ! Muy rapidos ! ".
Dormiamo in un grazioso alberghetto, dove rimaniamo due notti.
Il ritorno, in macchina, è lungo l'Atlantico, passando per Capo Finisterre (ottima paella) dove lasciamo , come tradizione vuole, qualcosa utilizzata nel pellegrinaggio. Dormiamo a Gijon e a Tudela e due notti a Barcellona, visitiamo Bilbao e Saragozza, nonché ovviamente la festosa , ma cara, Barcellona. Ci reimbarchiamo sabato 11 alle 19, e il giorno seguente alle 15 arriviamo a Civitavecchia.

CONCLUSIONI
Incontrata gente la più varia, proveniente da molte nazioni, europee, sudamericane e anche giapponesi, che non mancano mai. Madri che pedalano per migliaia di chilometri per chiedere grazie per i figli malati, carcerati che espiano le loro colpe facendo 4. 000 chilometri tra Fatima, Santiago e Lourdes, pellegrini a cavallo, pellegrine col cane, tipi eccentrici di ogni sorta, settantenni di Gallarate che facevano 150 chilometri al giorno. Clemente dichiara che ripeterà il viaggio, se Dio vuole, quando compirà settanta anni, Gerardo quando potrà ripeterlo senza lasciarsi più distrarre dal richiamo delle bellezze locali. Chi si è diverto più di tutti sono stati Maurizio e Alessandro, presi da competizioni sulle quali è meglio non riferire.

Il viaggio in bicicletta è stato organizzato prevedendo l'ausilio di una vettura di supporto, che seguiva lo stesso percorso portando i bagagli, nella quale viaggiavano gli amici Maurizio Damiani e Alessandro Foti, che si ringraziano di cuore. E' stato compiuto integralmente su asfalto Gerardo con una bici da corsa e Clemente con una bici da viaggio comunque veloce.

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