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Cicloviaggi - Spostarsi in bicicletta alla scoperta del mondo

Il Sentiero dei Briganti
Pubblicato da enrico - venerdì 10 giugno 2005, 08:45

Sfruttando il ponte del 2 giugno, 5 ciclobriganti (Augusto, Enrico, Giacomo, Giancarlo, Nic) ed una ciclobrigantessa (Marcella), armati di mtb, bagagli e tende hanno affrontato il Sentiero Dei Briganti, circa 100 Km di sterrato dalla riserva del Monte Rufeno sino a Vulci.
Ecco un breve diario di viaggio.

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Primo giorno: Il monte Rufeno e La Monaldesca.
(distanza 50 Km, ascesa 700 mt.)
Collaudata, come da tradizione, la pasticceria di Fabro, siamo saliti con passo tranquillo sino alla Monaldesca che abbiamo raggiunto per l'ora di pranzo. Il pomeriggio e' proseguito con un piacevole giro ad anello di una ventina di km dentro la riserva naturale del Monte Rufeno.
Dopo una lunga discesa a capofitto su asfalto, abbiamo iniziato la risalita su sterrato, un po' preoccupati sia della lunghezza del percorso che dal tempo in rapido peggioramento.
Arrivati ad un riparo proprio mentre scoppiava un acquazzone, abbiamo atteso che la pioggia si calmasse e siamo rientrati all'agriturismo per piazzare le tende. L'attesa per la cena (quasi 2h seduti prima che portassero il primo) ha messo a dura prova (come raramente e' successo) la pazienza dei partecipanti. Almeno ne e' valsa la pena!

img20050608101527.jpg

Secondo giorno: Dalla Monaldesca al Lago di Bolsena.
(distanza 45 Km, ascesa 650 mt.)
Evitando accuratamente di chiedere che ci preparassero dei panini, e nonostante i dubbi che la colazione ci venisse servita prima del tramonto, siamo riusciti ad iniziare il giro vero e proprio senza grossi ritardi: a ridosso della Monaldesca si trova infatti l'ingresso per il mitico Sentiero Dei Briganti, che attraversa, sostanzialmente in discesa, la riserva di monte Rufeno.
Constatata la veridicita' del cartello "Aperto solo su prenotazione" davanti alla Casa delle Tradizioni Contadine, chiusa non avendo noi prenotato, abbiamo proseguito riprendendo l'asfalto sino a Ponte Gregoriano, sul fiume Paglia.
Da qui invece di riprendere il sentiero abbiamo preferito una deviazione per arrivare al paese piu' vicino, dove una salita in asfalto abbastanza impegnativa ci ha portato a Proceno in tempo per il pranzo.
Seguendo le indicazioni dei (pochi) passanti, siamo arrivati ad un piccolo negozio di alimentari che sicuramente meriterebbe di comparire nella guida di Slow Food; difatti non mancava il Food (solo prodotti locali, tutti buonissimi) ed era indiscutibilmente Slow (oltre un'ora per preparare 6 panini, ogni fettina veniva tagliata singola e fatta degustare a tutti i presenti).
Sconsigliato se fate la spesa parcheggiando in doppia fila.
(In compenso molti di noi sono riusciti ad effettuare gli acquisti al di sotto del limite di budget di 4.99 E., ormai diventato un leit-motif assieme agli SMS di Augusto...)
Nel pomeriggio, conclusa la deviazione alimentare, abbiamo ripreso il sentiero arrampicandoci sulla bancata vulcanica a sud di Proceno. Tornati sull'asfalto, abbiamo saltato un cartello del Sentiero (evidentemente assente) e ci siamo trovati ad Aquapendente, dove per consolarci ci siamo presi caffe', coca-cola, cioccolata e quantaltro nel bar locale. Ripartiti verso Onano, poco dopo sulla sinistra abbiamo ritrovato il sentiero.
Dopo una prima cavalcata su sterrato facile abbiamo affrontato una salita abbastanza impegnativa con fondo compatto ma molto mosso. Subito dopo ci siamo trovati ad un bivio senza indicazioni: dopo aver osservato il sole, il volo degli uccelli ed i visceri di lucertola, grazie all'acume di Giancarlo e incrociando le dita abbiamo piegato verso destra seguendo le tracce di altre bici, ritrovandoci nuovamente nel Sentiero.
Da li, tra campi coltivati e macchie verdi, sfiorando Gradoli siamo scesi al lago di Bolsena.
Curiosita': il camping La Grata in cui abbiamo pernottato sul lungolago e' probabilmente un protettorato della germania: tedeschi erano infatti la cuoca, l'organizzazione, i cartelli, le voci sul menu' e purtoppo i prezzi: decisamente cari.
Abbiamo comunque gradito il coregone arrosto ed i primi di mare.

img20050609183502.jpg


Terzo giorno: Dal lago di Bolsena a Farnese.
(distanza 60 Km, ascesa 700 mt.)
Per non incrementare ulteriormente il debito estero che l'Italia ha con la Germania, abbiamo evitato la colazione al camping; appena alzati, Giacomo si e' cimentato dapprima in un caffe' col fornelletto a pasticche di combustibile, poi per restare in tema in un mai sperimentato "Cambio delle Pasticche" del suo freno a disco. Entrambi perfettamente riusciti.
Ripreso il lungolago abbiamo oltrepassando la chiesetta di S.Magno e, percorrendo una breve rampa in asfalto al 18% siamo arrivati a Capodimonte dove abbiamo comprato i panini.
Dopo una breve visita al paese (che non si puo' definire immune dal turismo), siamo ritornati sui nostri passi e, ripreso il sentiero, abbiamo affrontato una salita sterrata, decisamente impegnativa (lunga 2 km e con pendenze superiori al 10%).
Spolverato un meritatissimo pranzo, abbiamo continuato su strada fino al Passo della Montagnola, poi verso Latera, dove abbiamo ripreso il sentiero che ci ha portato al minuscolo lago di Mezzano; li abbiamo sostato una buona mezz'ora per un meritato relax. Ripartiti, dopo un altro dubbio direzionale di fronte ad un bivio senza indicazioni, ci siamo infilati in un bosco fittissimo.
Usciti dal bosco (gia' di per se spettacolare) siamo poi finiti in un single-track sulla dorsale di una collina interamente coperta di grano verde, dove a 360 gradi vedevamo solo la valle circostante: un paesaggio mozzafiato senza nessuna forma di contaminazione umana (ad eccezione del traffico SMS di Augusto). Difficilmente descrivibile e veramente affascinante.
Giunti ad un bivio, dato che la stanchezza iniziava a farsi sentire, abbiamo preferito lasciare temporaneamente il sentiero, che proseguiva verso la selva del Lamone, e raggiungere Farnese (penultima tappa) dalla strada asfaltata (4 km anziche' 11 di sterrato). Dopo due notti di campeggio, l'Ostello di Farnese e' stato particolarmente apprezzato non solo per l'ottimo rapporto qualita'/prezzo...

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Quarto ed ultimo giorno: Da Farnese a Vulci.
(distanza 40 Km, ascesa 250 mt.)
Lasciata Farnese con un poco di dispiacere abbiamo ripreso il sentiero e ci siamo diretti alle rovine di Castro; dopo una breve visita ad alcune tombe, abbiamo proseguito dentro un bosco sempre piu' fitto scendendo dentro una profonda gola da cui sarebbe stato difficile uscire; inoltre il rumore d'acqua gorgogliante aumentava sempre di piu'.
Ora inizia la parte piu' avventurosa: prima abbiamo guadato il fiume Olpeta sulle note di Indiana Jones, poi abbiamo dovuto parzialmente disboscare una piantagione di ortiche assassine alte non meno di due metri che ci chiudeva il cammino. Infine siamo entrati nella via Cava, una spettacolare tagliata lunga circa 1 Km scavata nel tufo, messa in sicurezza recentemente e percorribile senza particolari rischi.
Mattinata divertentissima!
Proseguendo il Sentiero (che abbiamo dovuto abbandonare per un tratto, visto che una guida in nostro possesso lo segnalava interrotto) siamo arrivati su strada asfaltata, consentendo a Nic di lanciare a tutta velocità la sua nuova 46, sino all'ultima tappa presso il castello del Ponte dell'Abbadia a Vulci.
Qui richiamati da impellenti impegni affettivi (Lynda, Rossella, un figlio, un gattino, piatti da lavare vecchi ormai di quattro giorni, due lavatrici, etc.) il gruppo e' stato unanime nell'antecipare il ritorno, riuscendo a prendere il treno da Montalto delle 16.18 senza grosse corse.

Un ringraziamento a Nic che ha organizzato tutto, perfettamente, e a Giacomo "Doc" Cau (2 Kg di attrezzi) che ha risolto prontamente tutti i problemi tecnici.
Menzione speciale al nostro fotografo Giancarlo (che dubitava di farcela) e a Marcella, che millantava una scarsa preparazione (invece e' stata bravissima) e che ci ha sopportato per 4 giorni.
Augusto: basta con questi SMS! Te lo sequestriamo quel cellulare!

W i briganti!
Ciao alla prossima,
Enrico

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Lago di Martignano e ciemmona
Pubblicato da Elio Ascoli Marchetti - sabato 04 giugno 2005, 12:56

Ciao riporto questa mail di Luca, cicloescursionista alla gita di Ruotalibera di sabato 28 maggio, come racconto di un miniviaggio.


"Ciao a tutti,
avrei voluto scrivere questa e-mail ad inizio settimana, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo necessario. Vorrei ringraziare Romano Puglisi per la splendida uscita di sabato al lago di Martignano. Romano ci ha magistralmente guidato in un bel percorso attorno al lago,e per questo lo ringrazio nuovamente e ovviamente tutte le guide di Ruotalibera che ci fanno conoscere sempre percorsi interessanti e anche alternativi quando si svolgono uscite su strada. Dopo averci condotto al punto più alto del giro,se non erro Monte Sant' Angelo da dove si poteva scorgere un bel panorama sui laghi di Martignano e Bracciano
DSC01374r.JPG

e Romano mi diceva quanto fosse spettacolare la visione la mattina presto, ci accingiavamo a raggiungere il casale di Martignano dove avevamo la possibilità di bere e di riempire le borracce per proseguire il giro. Il gruppo era numeroso e la compagnia buona, con la presenza di un gruppo di ragazzi alla loro prima uscita. Sotto un bel sole proseguivamo il giro giungendo quindi al lago dove ci aspettava un bel bagno rinfrescante. Sebbene io non avessi il costume e non riesco ancora a capire il motivo per cui non l'avessi portato, dopo alcuni miei tentennamenti, piegavo i pantaloncini da ciclista e mi buttavo in acqua. Cominciavo a guardare l'orologio e mi chiedevo tra me e me se la ciemmoma fosse ancora raggiungibile, dal momento che la mattina mi ero prefisso anche di parteciparvi come avevo fatto l'anno scorso. Si andava tutti a mangiare, pranzo gentilmente offerto dal signor Giorgio presso il ristoro "Da Enzo ai salici" e dopo una leggera siesta, ci veniva data gentilmente la possibilità sempre dal signor Giorgio di poter prendere gratuitamente o una imbarcazione a vela o di provare con la canoa. Io optavo per la canoa e venivo sempre di più ammaliato dal meraviglioso Lago di Martignano. Dopo le foto di rito
DSC01381r.JPG
scattate da un sempre gentilissimo Elio, ci apprestavamo a tornare alla stazione di Cesano e qui cominciava per me ad affiorare una certa stanchezza forse anche sollecitata dall'essere andato in canoa cosa per me insolita, che però mi aveva entusiasmato.Salutavamo coloro che avevano l' auto su al parcheggio e noi altri prendevamo il treno delle 18.30, come è bello prendere il treno e lasciare completamente l'auto a casa. Si giungeva a Roma Ostiense alle 19.15 ed era pronto ad attenderci un vero acquazzone. Avevamo avuto il piacere di salutare e ringraziare Romano Puglisi per la splendida giornata che era sceso qualche fermata prima, ed ora come ingannare il tempo?
Filippo aveva forato e non avendo una camera d'aria di riserva era preoccupato per la domenica, credo fosse per la partecipazione a Cantine aperte, ma dopo essere stato amabilmente bersagliato per il fatto di esserne sprovvisto, Elio, e io vorrei aggiungere sempre cortese e prodigo con tutti,iniziava a riparare la foratura. La ciemmona purtroppo era sfumata ed anche la pioggia battente aveva smesso di venire giù. Io salutavo tutti e con ora un pò il pensiero rivolto alla critical mass mi accingevo a percorrere i miei 20 km pedalando dapprima sulla via Appia poi sulla Tuscolana e Casilina per tornare a casa. Si era conclusa una bella giornata all'insegna della bici.

Con amicizia e simpatia

Luca"

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