Pubblicato da enrico - marted́ 03 ottobre 2006, 21:38
 Nota: per evitare "incomprensioni" (trattandosi di un'uscita non ufficiale) questo resoconto e' stato spostato dalla sezione resoconti alla sezione cicloviaggi, dove chiunque puo' documentare le proprie esperienze ciclistiche (quando compiute fuori dall'associazione). (enr.) Sabato 30 settembre, su invito di Marco Pierfranceschi, ho partecipato alla prova percorso di un itinerario di sua creazione, noto come G.S.A. (Grande Sentiero Anulare): Una cinquantina di Km tra piste ciclabili, parchi, strade periferiche, la Togliatti, la jungla amazzonica, campi nomadi, discariche abusive, il lungotevere, a costituire un anello "ciclabile" dentro il raccordo.
L'idea e' (o forse sarebbe?) quella di dimostrare che sia possibile spostarsi veramente dentro Roma in bici, sfruttando non solo i pochi Km di ciclabili "ufficiali" ma anche tutta una serie di risorse complementari (le ville-parco o le strade meno frequentate, ad esempio); andando cosi' ad incrementare i percorsi che possano essere compiuti con comodita' e sicurezza dai ciclisti urbani, per esempio nel tipico tragitto casa-lavoro ora effettuato in auto. L'appuntamento e' a Piramide, ore 9.30 del mattino.
Noto subito alcuni uomini-FIAB (come ci chiamano i frequentatori abituali di questo tipo di incontri): Gianni ed Augusto.
Gli altri partecipanti sono piuttosto eterogenei, ma piu' o meno tutti dispongono di una mountain-bike, city-bike, bici-ibrida o aggeggi simili.
Marco arriva con un certo ritardo, assieme a Cicloveeg (quest'ultima, non del tutto a suo agio su una MTB in prestito): con un'improbabile fascia da sindaco, Marco inaugura il percorso, si prende degli applausi e dei fischi, nomina la scopa (Augusto), e partiamo. Dopo un tratto di via M.Polo, entriamo nel parco della Caffarella. Il gruppo "patisce" un po' la scarsa abitudine agli sterrati e l'utilizzo di bici prestate, preferendo in maggioranza percorrere a spinta qualsiasi cosa diversa dalla pianura :-)
Ora ho messo la faccina sorridente, in effetti durante il giro gioivo un po' meno: quando si hanno i sandali (shimano of course), dover poggiare i piedi in mezzo alle siringhe ogni 5 metri e' molto fastidioso; queste continue fermate, mentre io cercavo di fare trial sullo sconnesso erano un vero attentato!
Per la descrizione dettagliata del percorso e delle varie vicissitudini, vi rimando al sito di romapedala.
In breve:
- Il parco degli acquedotti.
- Un pezzo della Togliatti (con una variante, lunghissima, su vie parallele ed un eccitante passaggio sotto la A-24 e dentro una discarica abusiva).
- Il parco dell'Aniene e relativo (omonimo?) campo nomadi, con un "percorso ciclabile" che probabilmente non ha rivali in europa per incuria e abbandono. (Qualcuno ha osservato che il percorso e' stato tracciato negli anni dagli animali al pascolo brado e dagli spacciatori; in effetti non ci sono cartelli, ne' ha l'aspetto dei sentieri ciclabili tracciati altrove, quindi e' altamente probabile che sia andata esattamente cosi').
- Villa Ada, dove abbiamo fatto una discesa MTB degna delle migliori gite di Stanislao: in realta' e' stato solo per divertimento, visto che fino alla Moschea potevamo arrivarci con la ciclabile lungo l'Olimpica...
- Ponte Milvio e la ciclabile sul Tevere, per chiudere l'anello fino a Piramide (da dove eravamo partiti 8 ore prima).
Il mio (personalissimo) giudizio e' questo: dal punto di vista "escursionistico" il percorso e' stato piuttosto divertente, si tratta sempre di 50 Km (in parte esenti da traffico ed in parte su sterrato) ad un passo dal centro di Roma e dalle arterie piu' trafficate.
Che poi possa essere utilizzato per il tragitto casa-lavoro (o simile), da persone che magari sono restie all'utilizzo quotidiano della bici (ed andrebbero in qualche modo invogliate), e' piu' problematico:
gli sterrati con le pioggie diventano impraticabili (vi immaginate l'impiegato di banca che arriva al lavoro coperto di fango ?), e anche passare per i parchi richiede perlomeno dei buoni pneumatici e i parafanghi.
I quartieri periferici (ad esempio, le parallele alla togliatti) erano abbastanza deserti anche in pieno giorno; immagino quindi che risultino abbastanza "malfrequentati" passandoci dopo il tramonto (che in inverno e' alle 17).
Per non parlare dei tratti come il passaggio sotto la A-24, i campi nomadi e le discariche, tutti abbastanza "impegnativi" anche in pieno giorno.
Insomma, l'idea e' molto interessante (e magari piu' di una persona puo' sfruttarne un "pezzo" per un percorso quotidiano), ma secondo me a maggior ragione dimostra che la ciclabilita' deve prima di tutto partire dalle istituzioni, con dei percorsi effettivamente adatti, a tutti e a qualsiasi bici: non e' pensabile che gli aspiranti ciclisti acquistino delle bici bi-ammortizzate in carbonio per fare un trofeo MTB ogni volta che vanno al lavoro (per non parlare del rischio di forare, lo stesso Marco, che ha fatto il giro con una bi-ammortizzata e ruote artigliate, ha forato due volte).
Un ringraziamento a Marco e a tutti i partecipanti, veramente simpatici: alla prossima!
Note finali in stile Ruotalibera-FIAB:
Il percorso richiede un certo allenamento: 52 Km, 300 m di salita. Sono presenti alcuni tratti un po' tecnici (per questo, la classificazione a mio avviso e' OOO). Consigliata MTB o buona ibrida, comunque con ruote artigliate (CT/MTB).
Possibilita' di trovare fango. Possibilita' di trovare cani sciolti. Possibilita' di incontri spiacevoli dopo il tramonto.
Consigliati scarponcini chiusi. Prestare attenzione ad alcuni incroci. Obbligo di fanali (A/P) nelle ore serali.
Portare camera d'aria o kit forature.
Nel caso in cui si decida di percorrere quotidianamente le sterrate o la ciclabile sul lungotevere: consigliati copertoni con rinforzo antiforatura (io conosco i Maraton della Schwalbe, ma non escludo che ne esistano altri).
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