Pubblicato da Marco Pierfranceschi - lunedì 30 gennaio 2006, 13:36

Partendo dall'uso quotidiano della bicicletta, Sovilla apre una discussione a 360 gradi sull'attuale modello di sviluppo, basato sul consumo indiscriminato di energia e risorse non rinnovabili, descrivendo una cultura attuale del tutto irrazionale e priva di lungimiranza. La bici diventa perciò emblema dell'uso crtitico delle risorse del pianeta e motore stesso del ripensamento, con la sua capacità di rimettere le cose nella giusta prospettiva.
Una lettura sicuramente consigliata anche e soprattutto a chi non abbia mai affrontato i temi della globalizzazione delle merci e delle distorsioni prodotte dall'utilizzo massivo e sconsiderato dei combustibili fossili.
LA QUARTA DI COPERTINA
Uno dei risultati del pensiero unico neoliberista applicato alla società è l'esplosione del traffico motorizzato.
Le conseguenze dannose di questo fenomeno si articolano su vari livelli: tra i più vistosi, il soffocamento dei centri abitati, che genera malattia e morte di esseri umani.
In un sistema complessivo nel quale l'individuo e la collettività devono accollarsi i costi sociali provocati dalle dinamiche del mercato, sono in ritardo, eternamente alla rincorsa di un'emergenza, anche le iniziative istituzionali per rendere all'universalità dei cittadini, almeno, l'aria pulita.
I fallimenti di queste politiche sono addebitabili, tra l'altro, all'ottuso ostruzionismo nei riguardi di uno strumento come la bicicletta, che nell'ambito delle scelte italiane di urbanistica e mobilità viene ancora relegata al rango di giocattolo per il tempo libero.
L'Autore, avvalendosi di una mole di dati empirici e delle testimonianze di numerosi esperti stranieri, dimostra che la bicicletta può essere, al contrario, il mezzo di trasporto sano attorno al quale costruire una svolta radicale, per una mobilità libera e pulita.
La bici, integrata ai mezzi collettivi, con le innovazioni urbanistiche e sociali derivanti da questa rifondazione, consentirebbe di ripristinare condizioni decenti nell'atmosfera e di catalizzare il benessere delle persone, svolgendo funzioni di prevenzione sanitaria.
Inoltre, nel roboante contesto attuale annichilito dai motori e dalla mercificazione bellica della vita, bicicletta è sinonimo di socialità, partecipazione democratica, nonviolenza, convivenza solidale.
Dall'emergenza dello smog all'utopia della bicicrazia.
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Zenone Sovilla (Belluno, 1964), già attivo in movimenti ecopacifisti italiani e stranieri, è un giornalista-editore che va in bicicletta.
BICICRAZIA. PEDALARE PER LA LIBERTA'
Saggistica, maggio 2004, 156 pagine, 10 euro.
N.b.: ora il libro è anche scaricabile gratuitamente dal sito dell'autore (anche se Sovilla, giustamente, invita comunque ad acquistarne una copia, magari per regalarlo...)[1 comments] |
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