Pubblicato da Giovanni Palozzi - mercoledì 14 giugno 2006, 10:33
Di CECILIA GENTILE
GAZEBO, stand, bancarelle, palchi, tendoni, tavoli, sedie, perfino un castello. Da qualche giorno la pista ciclabile realizzata sul tratto centrale della banchina del Tevere è stata occupata da strutture che niente hanno da spartire con la mobilità urbana. Il risultato è che il percorso è ormai impraticabile e lo sarà fino a ottobre, perché i manufatti invasori sono tutti destinati alle manifestazioni dell'Estate romana.
Il popolo dei ciclisti, che si sente irriso e privato dei suoi diritti, ha riempito di mail di protesta la redazione di Repubblica. «Abbiamo aspettato quattro anni per avere questa pista, ed ora viene usurpata dalle bancarelle. Abbiamo diritto al nostro spazio», scrive a nome del Coordinamento "Roma Ciclabile" Maurizio Santoni di Legambiente. «E' stato lo stesso sindaco Veltroni, lo scorso ottobre, ad inaugurare il percorso pedalando insieme ai ciclisti - osserva Ruotalibera-Fiab - Dobbiamo pensare che adesso questa pista non abbia più nessun valore, cosi come il sistema di mobilità alternativa che rappresenta?».
Non è solo un problema di spazi negati, è anche un problema di sicurezza. nella sua lettera che provocatoriamente ha intitolato "La bici mezzo del futuro?". Per ora la porchetta la sfratta di sicuro", Fabrizio Quaranta, che come tanti altri pedala ogni giorno sulla banchina per recarsi al lavoro "I rischi sono due: il primo è quello di impattare con la bici contro una di queste strutture o, molto più probabilmente, contro i ramificati sistemi di ancoraggio composti da perni e cavi d'acciaio; II secondo rischio è quello di percorrere tratti di banchina sull'area non delimitata dalla segnaletica orizzontale, su una porzione di selciato il più delle volte dissestato e poco sicuro al transito di veicoli a due ruote».
E l'assessore all'Ambiente Dario Esposito? «Proprio oggi (ieri, ndr) - racconta - ho inviato una seconda lettera al dipartimento del territorio della Regione, all'Ardis e al Gabinetto del sindaco ricordando che le concessioni dovevano essere rilasciate soltanto a patto che "non" interrompessero la fruibilità della pista ciclabile». «La situazione non è compatibile con l'uso esclusivo della pista da parte delle biciclette», scrive Paolo Cerino, che chiede alle autorità comunali e municipali di «verificare immediatamente la correttezza delle operazioni e di ripristinare lo stato di piena legittimità». «Il castello sulla ciclabile è l'ennesimo monumento alla volgarità», osserva un altro lettore, Giampiero Marzi.
II soprintendente Galletti: "Non abbiamo fatto in tempo a porre i vincoli monumentali, ma l'anno prossimo sarà diverso"
Nulla ha potuto il soprintendente per i Beni architettonici e il paesaggio Maurizio Galletti, che pure aveva annunciato due mesi fa di voler mettere sotto vincolo le banchine del Tevere per regolamentare l'assalto della paccottiglia su un bene pubblico e monumentale. «Stiamo raccogliendo il materiale per apporre il vincolo monumentale a banchine e muraglioni tra ponte Milvio e Ponte Marconi, edificati in epoca umbertina - fa sapere Galletti - non è un'operazione facile, ma per l'anno prossimo saremo pronti».
Da La Repubblica del 14 giugno 2006.
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