Pubblicato da Marco Pierfranceschi - venerdì 09 giugno 2006, 08:39

(Photo by Cicloveeg)
Sull'ottimo blog RomaPedala si segnala la paradossale situazione della ciclopista sulla banchina del Tevere, di nuovo invasa dagli stand dell'Estate Romana. Il primo intervento è a questo link, il secondo è a quest'altro.
Oltre a consigliarvi di andare a leggere gli articoli corredati di foto, ed i commenti dei frequentatori del sito, riporto qui per esteso la lettera che uno di essi ha formulato per chiedere il ripristino di una condizione minima di sicurezza ed usabilità della pista:
«Desidero segnalare alla Vs. cortese attenzione la situazione presente ad oggi sulla banchina dell’argine destro del fiume Tevere, nel tratto cittadino di Roma compreso fra ponte Cavour e ponte Palatino.
Lungo questa banchina si sviluppa una pista ciclabile, indicata da apposita segnaletica verticale ed orizzontale conforme alla vigente normativa in materia, che delimita e definisce l’utilizzo esclusivo alle biciclette di questo tratto di banchina.
Sabato scorso ho personalmente verificato che lungo la banchina, nel tratto indicato, numerose squadre di operai stanno ponendo in opera alcuni manufatti proprio sulla superficie delimitata dalla segnaletica orizzontale che delimita la pista ciclabile. Tali manufatti, composti prevalentemente da strutture metalliche tipo “tubi Innocenti” ricoperte poi da rivestimenti in materiale plastico, vengono ancorate al suolo a mezzo di perni conficcati a pressione sulla pavimentazione a selciato, e assicurate con cavi di acciaio tesi dall’alto verso il basso. A fronte di questa situazione non ho rilevato la presenza di alcun cartello informativo, né l’esposizione ai varchi di accesso alla banchina di alcuna disposizione dell’autorità preposta che indichi una modifica nella destinazione del tratto di banchina interessato. Devo quindi desumere che la pista ciclabile rimanga valida e che l’attività di ancoraggio di strutture metalliche sopra di essa non sia compatibile con l’uso esclusivo della pista ciclabile da parte delle biciclette.
L’occupazione non segnalata della pista ciclabile ad opera di queste strutture metalliche determina inoltre una situazione di potenziale pericolo per i ciclisti che percorrono quel tratto di banchina. I rischi sono infatti 2: il primo è quello di impattare con la bici contro una di queste strutture o, molto più probabilmente, contro i ramificati sistemi di ancoraggio composti da perni e cavi di acciaio. Il secondo rischio è quello di percorrere tratti di banchina sull’area non delimitata dalla segnaletica orizzontale, su una porzione di selciato il più delle volte dissestato e poco sicuro al transito di leggeri veicoli a 2 ruote.
Nella certezza che sarà vostra premura verificare immediatamente la correttezza della situazione evidenziata e, se del caso, disporre tutte le iniziative necessarie a garantire lo stato di piena legittimità, porgo i migliori saluti. Firma e recapito telefonico»
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